Negli ultimi anni, il confine tra cinema, serie tv e videogiochi è diventato sempre meno evidente e, come vi abbiamo raccontato in occasione dell’uscita della prima stagione di “The Last of Us”, la contaminazione tra linguaggi differenti è divenuta un elemento caratterizzante delle narrazioni moderne, che si sviluppano attraverso media apparentemente distanti e che, sempre più spesso, offrono al pubblico un grado crescente di coinvolgimento.
Non si contano, ormai, film e serie ispirati ai videogiochi, che nel tempo si sono dotati di un notevole apparato narrativo, capace di sostenere l’esperienza ludica e renderla ancora più immersiva; nel 2026, in particolare, tornano sul grande schermo due tra i più famosi “picchiaduro” nella storia dei videogiochi, ovvero “Street Fighter” e “Mortal Kombat”: entrambi i titoli sono stati già trasposti al cinema negli anni ‘90 ed ora, a oltre 30 anni di distanza, tornano nelle sale in una versione rinnovata, che non può non tenere conto dell’evoluzione della narrazione in senso transmediale.
In generale, nei titoli “picchiaduro”, i giocatori sfidano gli avversari in una serie di incontri di arti marziali e partecipano a speciali tornei, che mettono in palio ben più del titolo di vincitore: è il caso di “Mortal Kombat”, videogioco creato da Ed Boon e John Tobias nel 1992 per Midway Games e acquisito da Warner Bros., la cui saga si dipana attraverso regni diversi, tra cui Earthrealm, il Regno della Terra, Netherrealm, il Regno Occulto e Outworld, il Regno Esterno. Quando il luogotenente Shao Kahn rovescia il sovrano di Outworld e minaccia di conquistare altri mondi, gli Dei, creatori dell’universo, stabiliscono che i regni possano essere conquistati solo a seguito di una sfida di arti marziali: dovranno dunque essere vinti dieci tornei consecutivi per decretare l’acquisizione di un regno.
Da questa premessa si scatenano una serie di sfide epocali, volte ad arginare le mire di conquista di Shao Kahn, raccontate in 12 capitoli di gioco -pubblicati tra il 1992 e il 2023-, e suddivisi in 3 linee temporali diverse. È quasi impossibile riassumere in poche righe le mirabolanti sfide tra gli eroi e le eroine di “Mortal Kombat”, ma è certo che questo videogioco si sia immediatamente distinto da altri “picchiaduro” per l’approccio “gore” degli scontri, con copiosi spargimenti di sangue; dopo gli adattamenti cinematografici del 1995 (Mortal Kombat) e del 1997 (Mortal Kombat – Distruzione totale), il videogioco si è riaffacciato nelle sale nel 2021 con il reboot diretto da Simon McQuoid, una pellicola di fatto introduttiva all’universo della saga e al mitico torneo tra regni.
Se infatti questo primo capitolo si basa sul tentativo di eliminare il più temibile campione della Terra prima che possa cimentarsi nella battaglia e si conclude prefigurando il futuro torneo che deciderà il destino dei regni, “Mortal Kombat II”, in uscita il prossimo 6 maggio, porta finalmente i personaggi del videogioco nel vivo dell’azione: Simon McQuoid, confermato alla regia, sceglie infatti di affiancare a Lord Raiden (Tadanobu Asano), Bi-Han (Joe Taslim), Hanzo (Hiroyuki Sanada), Kitana (Adeline Rudolph) e Sonya Blade (Jessica McNamee), il personaggio di Johnny Cage, (Karl Urban) star di film d’azione sul viale del tramonto, ma realmente dotato di poteri che gli consentono di sfidare nel torneo i guerrieri di altri regni.
Si tratta di un protagonista ricco di sfaccettature: se inizialmente Cage sembra una parodia di attori quali Jean-Claude Van Damme e mostra un’indole egocentrica, col tempo si rivela un personaggio profondo, capace di sdrammatizzare i momenti più difficili grazie alla sua ironia: per i guerrieri della Terra, dunque, Cage rappresenta un elemento importante nella lotta contro Outworld e Shao Kahn, che finalmente si svela come vero antagonista, dopo aver tramato nell’ombra nel primo capitolo del reboot.
A poco meno di un mese dall’uscita del film, il secondo trailer ufficiale ha suscitato un grande hype tra i fan, tanto da convincere la Warner Bros. ad annunciare che il terzo capitolo della saga è già in fase di sviluppo. Si ripone dunque molta fiducia nel successo di “Mortal Kombat II”, che sarà chiamato a scontrarsi con il reboot di “Street Fighter”, la cui uscita è prevista per il prossimo ottobre; questo “picchiaduro”, creato da Takashi Nishiyama nel 1987 per Capcom, ha come protagonisti principali tre combattenti –Ryu, Ken Masters e Chun-Li– chiamati a scontrarsi con lottatori provenienti da tutto il mondo, compresa l’italiana Marisa.
Anche questo titolo -che vanta svariati capitoli e serie speciali- è stato già adattato per il cinema, in “Street Fighter – Sfida Finale” (1995) con Jean-Claude Van Damme e Raúl Juliá e in “Street Fighter – La leggenda” con Kristin Kreuk, ma il reboot, diretto da Kitao Sakurai, sarà molto più aderente al videogioco rispetto ai precedenti film: per ora, la trama è avvolta dal mistero, ma è stato rilasciato un teaser che mostra alcuni degli attori del cast, tra cui spiccano Noah Centineo, David Dastmalchian, 50 Cent e Jason Momoa. La sfida a colpi di arti marziali è aperta.






































