Debutta sabato 6 dicembre alla Social Gallery di Quartu Sant’Elena -in via Eligio Porcu 43- “The Shapes of Bodies”, la prima mostra monografica di Giuliano Sale in Sardegna. L’esposizione, a cura di Ivo Serafino Fenu, rappresenta un’occasione preziosa per chi voglia entrare in contatto con l’immaginario di questo pittore, esponente di punta dello scenario artistico dell’Italian Newbrow: le opere presenti in galleria, infatti, sono inedite e provengono dalla collezione privata di Giuseppe Demara.
“Si tratta di un patrimonio artistico di grande valore, che comprende autori e autrici tra i più rappresentativi dell’arte contemporanea in Sardegna e non solo” ci ha raccontato il direttore artistico della Social Gallery Giovanni Coda, che ha evidenziato anche come questa collaborazione con Demara segni una nuova fase: “La precedente programmazione della Gallery, che ha visto come protagonisti artisti del calibro di Rosanna Rossi, Primo Pantoli e Angelo Liberati, ha raccontato le radici dell’arte contemporanea in Sardegna, mentre con le prossime mostre ne esploreremo le nuove tendenze”.
Anche la mostra “The Shape of Bodies”, del resto, vuole essere rappresentativa di una nuova fase della produzione artistica di Giuliano Sale; abbiamo chiesto al curatore Ivo Serafino Fenu di raccontarci in che modo questa serie di opere inedite si discosti dalle precedenti firmate dall’artista.
“La produzione di Giuliano Sale è sempre stata orientata sulla pittura di figura, con il corpo dominante e predominante nelle composizioni. In questa mostra, abbiamo scelto di esporre solo poche opere del percorso espositivo noto dell’artista, proprio per segnare lo scarto” ha spiegato Fenu, “Il titolo della mostra, dunque è volutamente depistante: i corpi infatti, frammentati e spezzati, vengono inglobati negli oggetti ed evocati in composizioni che ricordano la natura morta tradizionale”.
Nelle opere esposte, l’ambiguità rappresenta un elemento fondante; la carne si fa legno, la pelle pietra, mentre le forme del corpo si fondono e confondono con oggetti domestici, cibo, fiori e ortaggi che ne suggeriscono l’aspetto. La ridondanza e il turgore dei soggetti dipinti, che esprimono un erotismo sofisticato, rappresentano un richiamo potente a differenti tradizioni figurative. “Il linguaggio pittorico di Giuliano Sale è molto riconoscibile sia in campo nazionale che internazionale, ma si presta al gioco delle citazioni colte” ha raccontato ancora Fenu, “L’artista infatti è stato capace di fare propri gli elementi della tradizione figurativa e renderli personali e contemporanei: nell’opera di Sale, per esempio, è possibile riconoscere il senso dell’oggetto e della materia della pittura barocca, ma anche gli stilemi della ricomposizione neocubista”.
Il corpo, dunque, resta al centro della poetica del pittore, che tuttavia evidenzia il disfacimento della carne; sono corpi che svelano esistenze effimere, in un’epoca -quella attuale- che esalta la forma estetica vuota: “Il corpo si trasforma così nel luogo del conflitto sociale, un campo di battaglia che racconta quanto il potere dominante governi i corpi e ne faccia uso e abuso, esercitando delle costrizioni” conclude Fenu, “Pur nella loro dimensione effimera, questi corpi sono resistenti, si trasformano, in modo perturbante per chi li osserva: la tecnica pittorica raffinata di Sale, dunque, coglie la metamorfosi in divenire, in un ‘non risolto’ che cattura e al contempo respinge”.

“The Shapes of Bodies” rappresenta un tassello importante nella nuova programmazione della Social Gallery, che è ormai diventata un presidio socioculturale fondamentale nel panorama artistico isolano. Le prossime mostre monografiche, dedicate a Silvia Argiolas, Silvia Mei e Pastorello e curate ancora da Fenu, rappresentano i futuri capitoli di un discorso organico e articolato promosso dalla Gallery e focalizzato sulle ultime produzioni inedite dei massimi rappresentanti della pittura contemporanea in Sardegna, che si mantiene a livelli altissimi e ottiene un ampio riconoscimento nazionale e internazionale.
La mostra sarà visitabile fino al 20 dicembre, dal giovedì al sabato, dalle ore 18 alle ore 20; per informazioni: [email protected].
In collaborazione con Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Quartu Sant’Elena, Fondazione di Sardegna, Fondazione Sardegna Film Commission, Associazione Culturale Labor, VArt Festival Internazionale Immagine d’Autore e Circolo del Cinema Vide.






































