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Ritorna il “Cabudanne de sos poetas”, dal 23 agosto al 5 settembre a Seneghe la XVII edizione

“Un mondo a venire” è titolo di questa edizione dedicata al grande poeta Franco Loi, scomparso quest’anno. Una cinquantina di ospiti tra poeti, storici, musicisti, artisti e giornalisti, si succederanno nelle sette giornate del festival, con le due anteprime del 23 e 31 agosto per poi entrare nel vivo dal 1° al 5 settembre

di Redazione
1 Agosto 2021
in Cultura, Eventi, Sardegna
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Ritorna il “Cabudanne de sos poetas”, dal 23 agosto al 5 settembre 2021 a Seneghe la diciassettesima edizione del festival di poesia tra i più importanti del panorama nazionale.

Un’edizione che l’associazione dedica, attraverso un doveroso incontro, a Franco Loi, il grande poeta, saggista, amico e cittadino onorario di Seneghe dal 2010, scomparso quest’anno a gennaio alla soglia del novantunesimo anno di età: “Franco è stato un pezzo importante del nostro festival, lascia un vuoto incolmabile nella nostra comunità. L’invito è pertanto di non dimenticare questo grande Maestro che con la sua opera ha coinvolto nella lettura tante persone di questa comunità, ma di custodire ciò che di bello, di buono e di costruttivo ci ha lasciato. Sarà compito del Cabudanne portare avanti il suo ricordo”, commenta Mario Cubeddu a nome di Perda Sonadora. Il 4 settembre alle 21:30 la poesia del grande poeta, scrittore e saggista milanese (nato a Genova) sarà presentata ai Giardini de Murone attraverso il libro “La torre” (Edizioni San Marco dei Giustiniani, Genova, 2020), con Simone Cireddu, Mario Cubeddu, la poetessa Franca Grisoni e il poeta francese Franc Ducros.

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Novità di questa edizione il ritorno del Teatro delle Albe per l’appuntamento di chiusura il 5 settembre alle 22:00 per la prima volta nel Campo della Quercia che ospiterà la prima di “Siamo tutti cannibali. Sinfonie dall’abisso”, con la partecipazione e il ritorno a Seneghe di Roberto Magnani.

La location del festival anche quest’anno sarà unica: il frutteto de Sa Prentza de Murone (Giardini de Murone), della famiglia Gallus. Qui si terranno tutti gli appuntamenti con l’unica eccezione dell’evento di chiusura. Il 23 e il 31 agosto invece i due appuntamenti saranno a sa “Domo de sa poesia”.

  • Franco Loi. ? Stefano Flore
    Franco Loi. ? Stefano Flore

Una cinquantina di ospiti tra poeti, storici, musicisti, artisti e giornalisti, che si succederanno nelle sette giornate del festival, con le due anteprime del 23 e 31 agosto per poi entrare nel vivo dal 1° al 5 settembre. Il Cabudanne resta fedele all sua idea di interscambio culturale e di esperienze, non solo poetiche e letterarie, stavolta tra la Sardegna e “Un mondo a venire”, il titolo di questa edizione. Così è la voce poetica di Nikos Kazantzakis (1883-1957), uno dei maggiori scrittori della Grecia contemporanea e del ‘900 mondiale (suo è il celebre romanzo “Zorba il greco”), nel suo poema “Odissea” (uscito in Grecia nel 1938) e tradotto in italiano (Crocetti Editore, 2020) dal grande grecista, traduttore e uno dei più grandi editori di poesia, Nicola Crocetti, ospite al Cabudanne il 23 agosto alle 21:30 alla “Domo de sa Poesia”, per presentare il libro nel dialogo con Gilda Tentorio, docente di lingua e letteratura neogreca all’Università di Pavia. Un’opera monumentale che Crocetti ha tradotto in sette anni in cui, Kazantzakis, prendendo le mosse da Dante, riprende la narrazione dell’epos di Omero in una prosecuzione fantastica a partire dalla irrequietezza di Ulisse una volta tornato ad Itaca. Nella sua terra, finalmente raggiunta e riconquistata, l’eroe non si sente appagato, e riprende a varcare i confini del mondo, mosso da un irrefrenabile impulso a liberarsi di ciò che è consueto e convenzionale. È soprattutto il nuovo viaggio di Ulisse alla ricerca della salvezza, la liberazione dalla speranza e dalla paura e dalla stessa libertà. A Crocetti Premio von Rezzori 2021 per la migliore traduzione in italiano e Premio de “La Lettura – il Corriere della Sera”.

Dalla Grecia una finestra sulla penisola balcanica con il poeta e scrittore bosniaco Faruk Šehić (1970), considerato una delle voci più autentiche e poetiche della ex-Jugoslavia. Poesia e guerra nei Balcani, nell’incontro moderato da Elvira Mujcic, scrittrice e traduttrice italo-bosniaca, Alessandro di Rienzo, autore e giornalista napoletano e Ginevra Pugliese, docente e traduttrice dal serbo-croato e sloveno. Nelle opere di Šehić l’esperienza della guerra, la quotidianità, la brutalità, ma anche l’umanità con il suo stile essenziale e poetico. Al Cabudanne presenta i due libri “Ritorno alla natura” (Lietocolle, 2019) e “Racconti a orologeria” (Mimesis, 2020).

Dalla Bosnia agli USA e alla controcultura americana con Jack Hirschman, voce tra le più impegnate politicamente della Beat Generation per la giustizia sociale e la libertà artistica. Il grande autore americano (New York, 1933), fondatore della Casa internazionale della poesia, incontra il Cabudanne (il 5 settembre alle 18:30) per presentare la sua raccolta poetica “The Arcanes” Vol. 3 (Multimedia Edizioni 2020). Il terzo volume della grande opera della leggenda della poesia e pilastro dell’impegno politico e sociale negli Stati Uniti che comprende centonovanta lunghi componimenti scritti nella decade 2006-2016. Poesie spesso dedicate alla vita di strada e ai protagonisti dell’”incubo americano”, un’umanità esclusa, dolente e sofferente nel cuore dell’opulento occidente.

Si parla invece del dolore di chi vive in prima persona il dramma della malattia di Alzheimer, a cui la poetessa lombarda Franca Grisoni dedica la sua antologia di poesie “Alzheimer d’amore” (Interlinea, 2020). Versi rivolti ai genitori e ai familiari o ispirati dalle difficoltà che questa patologia porta con sé. La poesia, strumento profondo e universale, ha parole quando non si hanno più parole adatte e sufficienti. L’amore che parte da un “noi” e attraverso la poesia si estende al mondo, nella raccolta poetica “Noi” (Amos Edizioni, 2020) di Laura Pugno, autrice di romanzi, poesia saggi e testi teatrali, ospite il 5 settembre nei Gardini de Murone (ore 17:00), nell’incontro moderato da Tommaso Di Dio, poeta (Favole, Transeuropa 2009), traduttore e autore di diversi saggi.

Strategie di fuga, o meglio, di sopravvivenza, nei versi del nuovo libro di Carmen Gallo “Le fuggitive” (Nino Aragno Editore, 2020). L’autrice napoletana, vera promessa della poesia italiana contemporanea, dopo la presentazione lo scorso anno al Cabudanne della raccolta di poesie “La corsa”, ritorna a Seneghe con una nuova opera. Il tema degli “esseri in fuga” ritorna in tutto il suo dramma, nel poemetto in versi del poeta Giancarlo Cavallo “26 – Tribute to the twenty-six dead women” (Multimedia Edizioni, 2020), il 4 settembre alle 19:30. Un’opera che dà voce al dramma delle giovanissime donne annegate nel Mediterraneo, in fuga dalle terre devastate dalla miseria e dalla guerra, i cui corpi giunsero a Salerno nel novembre del 2017, e con esse a tutte le vittime della tragedia immane dell’immigrazione. Dialogano con il poeta Giancarlo Cavallo, Sergio Iagulli e Raffaella Marzano che insieme dirigono la Casa della poesia, progetto internazionale per la promozione e diffusione della poesia.

Terre di disperazione, morte e rovina, ma anche di rinascita e fertilità, nella ritraduzione a cura di Carmen Gallo del poema più celebre “The Waste Land” del poeta anglo-americano tra i più grandi del Novecento T.S. Eliot. L’autrice riplasma il capolavoro di Eliot in questa nuova edizione intitolandolo stavolta “La terra devastata” (il Saggiatore, 2021). Williams Carlos Williams VS T.S. Eliot. Al centro di questo appuntamento (3 settembre ore 19:00) dedicato alle traduzioni dei grandi autori del Novecento anche la prima edizione integrale in lingua italiana di un classico americano: “La primavera e tutto il resto”(FinisTerrae, 2016)del poeta” William Carlos Williams, a cura di Tommaso Di Dio.

Dai grandi autori del Novecento alle prime poetesse del Trecento, come Leonora della Genga, Ortensia di Guglielmo, Livia da Chiavello ed Elisabetta Trebbiani, i cui versi ponevano al centro temi insoliti per l’epoca quali la parità delle donne e la loro autoaffermazione. Nel libro “Tacete, o maschi. Le poetesse marchigiane del Trecento” (Argolibri, 2020), sono raccolte le liriche di queste quattro autrici poco note ma molto attive nelle Marche del XIV secolo. Donne ben inserite negli ambienti culturali del loro tempo che rappresentano la prima generazione di scrittrici della letteratura italiana e che con le loro liriche rivelano una prima forma di “dissidenza femminile” e sanciscono la propria affermazione come individui e la protesta contro le imposizioni familiari in materia di matrimonio, consce inoltre del potere della loro arte considerandosi pari agli uomini nell’attività della poesia, appannaggio in quel periodo e non solo, del sesso maschile. Alle scrittrici marchigiane rispondono con i loro versi Mariangela Gualtieri, Antonella Anedda e Franca Mancinelli, poetesse tra le più autorevoli del nostro tempo, in un dialogo intimo ma aperto e secondo il proprio stile tra epoche, scritture e generi. Presentano il libro a cura di Fabio Orecchini e Andrea Franzoni, il 3 settembre a Seneghe alle 21:30, Franca Mancinelli, Mercedes Arriaga Flores e Daniele Cerrato, autori questi ultimi due del saggio introduttivo del volume.

Il viaggio nel “Mondo a venire” prosegue verso la poesia occitana e i versi di Max Rouquette, scrittore francese di lingua provenzale, autore di una vasta produzione di opere (prosa, poesia, teatro). La sua scrittura nasce dall’incontro fra la cultura popolare (i racconti della grande tradizione occitana che udì da bambino) e quella della grande letteratura. Gisèle Pierra, linguista e docente all’Università Paul Valèry di Montpelleir III e Franc Ducros, poeta, traduttore, saggista e amico storico del Cabudanne, leggeranno le sue poesie il 1° settembre alle 21:30. La lingua d’oc, o lingua occitana, più nota in Italia come provenzale, è la lingua delle popolazioni della Francia meridionale e viene parlata anche in alcune valli piemontesi. Questa lingua oggi vive quasi le stesse difficoltà della lingua sarda, comprendendo anch’essa diverse espressioni dialettali. E a Seneghe si parlerà ancora di poesia occitana e delle sue peculiarità nell’incontro del 5 settembre alle 19:30 con la presentazione della rivista di Poesia OC. Intervengono Bruno Peyras, Frederic Fijac. Coordina l’incontro Mario Cubeddu.

Il festival quest’anno ha deciso di sostenere le iniziative dell’organizzazione Gaza Freestyle. Un progetto italiano che lavora contro l’embargo sulla Striscia di Gaza e che attraverso queste iniziative culturali contribuisce attivamente al sostegno del popolo contro l’occupazione. Si parlerà quindi anche di poesia Arabo Palestinese nell’appuntamento del 5 settembre alle 17:00. Nicola Melis (Università degli Studi di Cagliari) incontra l’editore di Edizioni Q, Wasim Dahmash.

  • Cabudanne de sos poetas 2020
  • Cabudanne de sos poetas 2020

L’unico appuntamento dedicato alla musica quest’anno vede la partecipazione di Sarram, alias Valerio Marras, musicista cagliaritano con il suo progetto da solista, il 4 settembre alle 23:00. Paesaggi sonori dark ambient, derive noise drone, tra chitarre ed elettronica, profondi ed essenziali.

Nel consueto spazio dedicato alla Sardegna, in collaborazione con il festival letterario di Neoneli Licanìas e il comune di Neoneli, il Cabudanne presenta il 31 agosto alle 18:30 a sa Domo de sa poesia il libro di Marco Lutzu, “Deus ti salve Maria. L’Ave Maria sarda tra devozione, identità e popolar music”, Edizioni Nota 2020. Ottavio Nieddu incontra l’autore. Intervento musicale a cura di Nicola Piredda. Il 2 settembre nei Giardini de Murone alle 18:30 si parlerà di “Lingua sarda nelle istituzioni” (Edizioni Fondazione Sardinia, 2020), un importante tema al centro di recenti dibattiti, attraverso la presentazione del librodi Pier Sandro Pillonca. Moderano l’incontro con l’autore, Paolo Zedda, Enrico Lobina, Tore Cubeddu, Michele Ladu, Isabella Tore. Il 3 settembre alle 17:00 sempre ai Giardini de Murone verrà presentato il libro “Filosofia de logu. Decolonizzare il pensiero e la ricerca in Sardegna”, Meltemi, 2021, con Cristiano Sabino, Alessandro Mongili e Alessandro Derrù. Il 4 settembre alle 11:00 presentazione del libro di poesie “Areputzu/Asfodelo” (Vyda, 2021, di Mario Cubeddu. Modera l’incontro con il poeta Azzurra D’Agostino.

Come al solito uno spazio del festival sarà dedicato anche alle mostre. Luciano Piu, Maria Illotto e l’artista svedese Eva Måsen Duckert, regaleranno al festival una preziosa collettiva ospitata nei locali di Domo de Sa Poesia, sede dell’associazione, a cura di Luca Pinna, Alessandra Cubadda, Valentina Scanu e Giulia Cubadda. Ci sarà inoltre una installazione fotografica di Elio Mazzacane, accompagnata dalla voce di Laura Pugno e visionabile sempre all’interno dello spazio della mostra in Domo de sa Poesia. Mazzacane lavora dal 2000 come regista per la Rai. Nel 2007 ho vinto la Menzione Speciale al Premio giornalistico televisivo “Ilaria Alpi”, sezione Nidil-CGIL “Il lavoro che non si vede”. Nel 2008 è finalista al Premio Sodalitas “Giornalismo per il sociale”. Come fotografo pubblica “Il colore oro” (Le Lettere 2007, con poesie di Laura Pugno) e ha esposto al Festival di Fotografia Europea di Reggio Emilia. Nel 2013 cura la regia di cinque documentari de “I Dieci Comandamenti” di Domenico Iannacone, che ha vinto il premio della Critica all’ Ilaria Alpi. Oggi è autore di documentari storici per i programmi di Rai 3 “Correva l’anno” e “La Grande Storia”.

Tags: arteCabudanne de sos poetaslibripoesia
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  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis

Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿

⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli. 

🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria. 

📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza. 

La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗

📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿

📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo. 

⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese. 

🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale. 

In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭

Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.

👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it

📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.

🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.

⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.

🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.

👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.

👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.

🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.

📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola. 

🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.

🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.

👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.

Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟

Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.

🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️

🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.
 

Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.

🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia.
 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.

La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨

Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.

📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.

👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.

Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹

🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍

🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.

👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it

📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival. 

🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone. 

🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova. 

Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫

👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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