Bentrovati amici lettori,

dopo la pausa estiva eccomi con la prima recensione; ho voluto staccare un po’ la spina e dedicarmi alle letture, gustarmi le magnifiche storie che mi hanno accompagnata nei caldi pomeriggi di agosto, e adesso sono pronta a parlarvene. Oggi vi parlo di “Nella Balena” il nuovo libro di Alessandro Barbaglia, uscito il 19 maggio scorso, edito da Mondadori. Di seguito la trama in breve.

Questa è la storia di Herman, figlio della Donna Sirena e dell’Uomo Pesce; è la storia di un bimbo che si fa uomo imparando a lottare dall’Uomo Elefante e allenando all’equilibrio la grande Bird Millman, la poetessa dell’aria: la più straordinaria funambola di tutti i tempi, la prima donna a danzare su una corda sospesa nel vuoto tra due grattacieli. Herman è figlio del circo, il circo classico, quello fatto da “uomini che camminano con la loro bruttezza, fieri di generare meraviglia”. Ma è anche la storia di Cerro, che invece abita a Novara in una casa troppo grande e troppo vuota perché è rimasto presto senza madre. E anche un po’ senza padre, che insieme alla moglie ha smarrito nei ricordi la sua capacità di amare. Da bambino Cerro contava il tempo in mirtilli: era capace di mangiarne uno al secondo, e portava al guinzaglio CuccioloAlfredo, un cane che sapeva essere dolce solo con lui. Teneva a bada così la solitudine, nutrendosi di piccole gioie. Ma da adulto? Un mirtillo lo farà ancora felice? Herman e Cerro non s’incontreranno mai, ma avranno per sempre in comune qualcosa di immenso, la più grande attrazione del circo: una balena, Goliath, l’altra protagonista di questa storia. I genitori di Cerro si sono conosciuti proprio davanti a lei, il giorno in cui il circo era di passaggio sulle sponde del lago Maggiore ed Herman guidava il camion su cui viaggiava Goliath. L’amore tra loro è nato nel segno della balena. Ma che cos’è Goliath: un mostro o una meraviglia? E in fondo che cos’è l’amore stesso: un sogno sublime o un incubo spaventoso? Perché l’irrequieta Marilisa attrae così tanto Cerro? E cosa sono la dedizione e la fede con cui Herman si prende cura per quasi trent’anni della balena? Esiste un amore più giusto di un altro? O forse l’amore è sempre e comunque un esercizio di sottomissione ed elevazione insieme, un’ossessione che ti spacca e ti completa?

Bene, ora che vi siete fatti un’idea di cosa parla il libro, per prima cosa impostiamo una colonna sonora che ci accompagnerà nella lettura, oggi consiglio “Stay” di Rihanna ft. Mikky Ekko.

È stato davvero difficile “pensare” a come scrivere la recensione di questo romanzo, perché volevo che fosse indimenticabile proprio come questa storia. È anche vero che quando ti piace un libro hai paura di non riuscire a valorizzarlo, a volte ti senti incapace di esprimere quello che ti ha colpito nel profondo.

C’erano troppe cose degne di nota, frasi, concetti, parole che sono rimaste impresse nella memoria. La scrittura di Alessandro è davvero sorprendente, mai scontata, riesce a disarmarti con una grande semplicità evocativa. La storia non te la immagini e capitolo per capitolo ti rapisce tanto che il libro vorresti leggerlo tutto d’un fiato; invece ho fatto l’opposto, l’ho letto con calma poche pagine al giorno perché volevo non che finisse mai, adesso infatti mi sento un po’ orfana, capita così quando entri in una bella storia.

Ho deciso di fare una recensione breve perché potrei parlare di questa storia e dei personaggi per ore, persone che hanno vissuto epoche diverse eppure sono intrecciati insieme, invece lascio lo spazio alla bella intervista all’autore che in questo romanzo affronta grandi temi: la malattia, l’amore, la nostalgia, la speranza, essere figli dimenticati… ho messo la trama per intero, così potete farvi un’idea della storia e non soltanto delle mie impressioni perché è davvero il libro più bello che ho letto quest’anno e prima o poi mi piacerebbe scrivere una storia così, un po’ matta e straordinaria.

Non vi resta che leggerlo! La lettura infatti è consigliata agli amanti di tutti i generi, perché all’inizio ti sembra una storia di fantasia, poi un’autobiografia, ma anche un racconto di avventura e molto altro.

Ho fatto due chiacchiere con Alessandro, di seguito potete leggere l’intervista.

Buona lettura
Aurora Redville

Che lavoro fai?
Faccio il libraio, che poi è il lavoro più bello del mondo. Fare il libraio significa trovare le storie d’amore giuste – e tutte le storie sono storie d’amore – per gli innamorati adatti – e tutti i lettori sono sempre in cerca di una storia di cui innamorarsi; è un lavoro che sarebbe piaciuto anche a Cupido, o forse è Cupido che mi ha fatto innamorare di questo lavoro, chi lo sa…

Quando è nata la passione per la scrittura?
Eh, questa è una bella domanda a cui non so rispondere. Credo sia nata dal fatto amo molto leggere, e se ami leggere, se vivi tra le parole, può accadere che qualcuna ti piaccia e tu voglia provare pronunciarla. E allora dici, che so, a voce alta: “C’era una volta”, e ti fermi, perché ti sembra che suoni bene. Forse non originalissimo come incipit, ma funziona. E per non dimenticarlo: lo scrivi.
Scrivi: “C’era una volta un ragazzo che non sapeva quando era nata la sua passione per la scrittura”, ecco, la storia potrebbe andare avanti così. È calzante. “E allora cominciò a scrivere: “C’era una volta un ragazzo che non sapeva come era nata la sua passione per la scrittura, e voleva scriverci una storia a riguardo per capire perché mai gli piacesse scrivere. “E perché se non mi piacesse scrivere, non avrei mai scritto nulla, e invece scrivo…”. Non subito, insomma, ma prima o poi la storia trova una sua versione definitiva. Che forse non è una risposta, però è una storia e l’abbiamo pure scritta.

Hai scritto altri romanzi?
Un paio, nel 2017 ho scritto la “Locanda dell’Ultima Solitudine” e nel 2018 “L’Atlante dell’Invisibile”, editi da sempre da Mondadori.

A chi ti ispiri?
A chi ha voglia di raccontare storie che sappiano scollarmi dalla realtà. Non voglio leggere di cose che accadono nella realtà, voglio leggere di cose che fanno accadere qualcosa nella realtà. Tipo Calvino o Buzzati. Scrivono di magici realismi, cose che non accadono nella realtà ma che cambiano la nostra percezione del reale.

Quale è il tuo genere di letture?
Leggo in realtà di tutto, anche le etichette delle acque minerali (per esempio questa qui che ho vicino ha 7.1 di Ph, che non so cosa significhi, poi vado a vedere). Forse i libri non si dividono per generi ma solo in due gruppi: i libri belli, e quelli dovrebbero leggerli tutti, e i libri brutti e quelli non dovrebbe leggerli nessuno. Io leggo tutto e se incontro un libro brutto lo abbandono. C’è troppa bellezza da leggere per dedicare tempo alla bruttezza.

In questo romanzo ci sono tratti autobiografici? Qualcuno dei personaggi è reale e ti sei ispirato a lui/lei?
Nella balena è tutto auto biografico, mi piacerebbe dire che è la mia autobiografia. Non lo dico perché non sarebbe vero – anche se dire che non dici una cosa significa dirla due volte, abbiate pazienza con me –eppure è quel che è. Cerro, Emilio, Herman, la Balena Goliath sono sempre io. Quello che fanno forse non mi riguarda e sicuramente io non ho fatto quello che hanno fatto loro, ma io sono tutti loro. Ecco perché è la mia autobiografia inventata per davvero.

Che messaggio volevi trasmettere con questa storia?
Volevo provare a dire: lo sai che cos’è un mostro? Lo sa che cos’è una meraviglia? E sai che differenza c’è tra un mostro e una meraviglia? Sei sicuro? Vieni con me, ti racconto di un mostro meraviglioso e di una meraviglia mostruosa e poi ne riparliamo. Ecco, sì, forse l’idea era questa. Se poi io ci sia riuscito o meno, non lo so… ma l’idea era questa.

Stai scrivendo qualcosa? E cosa stai leggendo adesso?
Sto prendendo appunti, leggendo, sto cercando di nutrire di storie le mie prossime storie, ma per scrivere è presto. Non ho ancora niente da scrivere e quando è così, non scrivo niente.

Raccontami qualcosa che ha cambiato la tua vita.
La prima volta che mi sono innamorato. Quello mi ha cambiato la vita perché un minuto dopo mi sono innamorato di un’altra cosa, e un minuto dopo di un’altra ancora. Insomma, in dieci minuti mi sono innamorato di otto storie, un gatto e una bambina. E quando succede così la vita cambia ogni volta che t’innamori e io credo d’innamorarmi una volta al minuto. A volte anche ogni trenta, trentasei secondi.

Titolo: Nella balena
Autore: Alessandro Barbaglia
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Mondadori 
Pagine: 228
Prezzo: €16,15
ISBN: 978-8804722427