Una grande passione per le moto e una buona dose di curiosità per la terra di origine della propria famiglia hanno convinto Hans, centauro trentaseienne nato e cresciuto a Colonia, figlio ribelle e canaglia (per sua stessa ammissione) del sardo d.o.c. Gavino, a organizzare un viaggio in Sardegna. Gavino ha sempre parlato della sua amata terra con le lacrime agli occhi, sperando in cuor suo di poterci tornare, un giorno. Hans lo ha ascoltato con scarso interesse per anni, con la leggerezza tipica dell’adolescenza, ma poi la fierezza del genitore lo ha incuriosito e commosso così ha scelto la sua moto come unica compagna di viaggio ed è partito.

Dopo lo sbarco a Porto Torres, Hans si è immediatamente diretto verso Castelsardo: ha percorso ogni singola insenatura rocciosa e ha trovato il borgo di un fascino unico, un po’ come sospeso tra mare e cielo. Poi ha parcheggiato la sua moto e si è diretto a piedi al centro storico, tra negozietti di artigiani e profumo di frittura di pesce. In poche ore ha sentito la tradizione sarda entrargli nel cuore, come una sirena che col suo canto ammalia i marinai.

Entusiasta, il giorno dopo è partito per la sua seconda tappa: la Gallura. Arrivato a Badesi, Hans ha deciso di passare qualche ora al mare per fare un bagno. Grazie ai suggerimenti di Tore, un simpatico artigiano con la passione per la pesca e una passione ancora più sfrenata per la propria terra, è approdato sulla spiaggia di Li Junchi ed è rimasto sbalordito da questa romantica lingua di sabbia che si tuffa in un’acqua cristallina e piena di sfumature incredibili. A malincuore ha lasciato la spiaggia e Badesi per continuare il suo viaggio.

Abbandonando la costa ha percorso la strada fino a Palau, fermandosi di tanto in tanto per scattare qualche foto o godersi il panorama. Giunto al centro di Palau, ha fatto una passeggiata tra le case e i negozi, ha comprato una confezione di pane guttiau (dice di non poterne fare più a meno) ed è arrivato al porto turistico, dove ha preso il traghetto per La Maddalena. Il viaggio a La Maddalena e a Caprera è stato breve ma intenso: ha percorso l’intero perimetro delle isole, fermandosi solo per pochi minuti per fare un tuffo e immortalare con il cellulare tutte le splendide calette che ha visto. Quando credeva di non poter trovare un panorama più affascinante, ecco che un nuovo scorcio lo sbalordiva ancora di più.

Nei giorni successivi Hans ha percorso circa centocinquanta chilometri di costa e ha visitato Cannigione, Porto Cervo, Porto Rotondo e Olbia. Infine è arrivato a Tula, il paese natale di suo padre. Quando ha visto questo grappolo di case chiare in mezzo a una immensa vallata verde, ha sentito lo stesso orgoglio che ha sempre animato suo padre. I tre giorni a Tula sono stati densi di emozioni e divertimento. Hans ha fatto amicizia con Gesuino, un amico storico di suo padre specializzato nella Mariglia e nella degustazione coatta di vino; Maria, moglie di Gesuino, che si è prodigata nella preparazione di numerose specialità sarde da far assaggiare a Hans; Pietrina, la fornitrice ufficiale di guttiau e origliette e infine Cheleddu, che si è improvvisato cicerone guidando con orgoglio i giri di perlustrazione e raccontando decine di aneddoti incredibili e divertenti sul popolo sardo. Il giorno della partenza per Hans è stato malinconico: ha abbracciato tutti calorosamente e si è messo in moto per il viaggio di ritorno.

Quando ci siamo incontrati mi ha confidato che nel cuore è sempre stato sardo, ma non avrebbe potuto capirlo senza venire qui: vivere la Sardegna è stato per lui come rinascere, in modo diverso e più consapevole. E sapete come mi ha salutato poco prima d’imbarcarsi e di avermi promesso che tornerà molto presto? “A nos biere lesthru!” Più sardo di così!