Stagione, per il momento, da dimenticare per la Dinamo Banco di Sardegna Sassari. Quando sembra che si sia finalmente trovata la quadratura del cerchio, infatti, la squadra piomba in un tunnel che più nero non si può e si smarrisce. È ciò che è successo ancora e, dopo un periodo di vittorie e sprazzi di bel gioco, i biancoblù/biancoverdi hanno perso completamente la verve e, a questo punto, rimarcato che la squadra non ha ancora un’identità precisa. Stavolta, però, l’involuzione è pesantissima, perché ha “sottratto” al Banco due obiettivi stagionali: la qualificazione alla Final Eight di Coppa Italia, appuntamento fisso dal secondo anno di Serie A all’anno scorso, ed il passaggio del turno in Fiba Basketball Champions League. Coach Federico Pasquini, in panchina, sta soffrendo e non ha la squadra in mano, ma sembra quasi che si metta la testa sotto la sabbia, ci si tappino naso e orecchie (anche occhi?) e si provi a individuare solo altre responsabilità. Per esempio di Levi Randolph, ormai virtualmente tagliato dalla società sassarese. Un giocatore che, dopo un avvio di stagione straordinaria, si è sicuramente trasformato (in negativo), ma che raramente ha giocato nel suo ruolo di guardia. E va bene volere dei “jolly”, che nel basket moderno ci sono e fanno comodo, ma snaturare forzatamente giocatori sta diventando una pessima abitudine che poco paga. Un reiterato errore, insomma. Probabilmente col giocatore è anche successo qualcosa, che non è dato sapere, dal momento che è stato rispedito a Sassari da solo tra una trasferta di campionato ed una di Coppa, e pure mandato ad allenarsi alla Cagliari Dinamo Academy, prima di essere reintegrato in rosa e portato a referto nella gara con Torino. Ad ogni modo, con lui in partenza, c’è un altro atleta in arrivo, la guardia-ala statunitense, ex Brindisi, Josh Bostic. Si pensava un “3-4”, ruoli decisamente più scoperti rispetto al sovraffollato spot di guardia, invece no.

Poi c’è la questione Tavernari, che nelle ultime partite ha giocato discretamente più di tutto il resto della stagione, e non solo in coppa dove le assenze lo hanno fatto rientrare tra gli effettivi. In campionato, infatti, nelle ultime due partite ha giocato 38 minuti, sui 51 totali. Poco prima di questa “folata di minutaggio”, si vociferava che il giocatore avesse chiesto di essere ceduto, per poter giocare.

Inoltre, la Dinamo è ancora priva di Stipcevic, fermo da un mese per una frattura ad un dito della mano destra, che ha richiesto un intervento chirurgico di urgenza il 31 dicembre. Quando si dice “mettersi il vino (spumante, in questo caso) in fresco”. Il play croato dovrebbe comunque rientrare a breve.

 

Dyshawn Pierre. Foto: Luigi Canu

 

In mezzo alle brutte notizie ed alle situazioni, per così dire, “strane”, sono arrivate le conferme, per la prossima stagione, di Scott Bamforth e Dyshawn Pierre, indubbiamente ottime ed anche un po’ “utilizzate”, nel periodo buio, per indorare la pillola ad un ambiente deluso ed arrabbiato. Queste due conferme si sommano ai contratti già firmati, sempre per la prossima stagione, da Spissu, Polonara e Stipcevic, e dovrebbe a breve aggiungersi quello di Shawn Jones.

C’è da dire che, però, le polemiche ed il “fermento” non mancano. Anzi, ad ogni partita c’è un malumore nuovo e su quello ci si concentra. E quindi si è passati da un post su Instagram di Bamforth, forse travisato dal corrispondente di un sito internet, in cui sembrava che lo stesso atleta fomentasse una levata di scudi in favore del compagno di squadra Randolph, poi smentito dal presidente Sardara con la pubblicazione di una chat privata tra sé ed il buon Scott (per la verità anche con termini dialettali offensivi che si potevano evitare), ai fischi a Pasquini durante la presentazione della squadra in occasione della gara interna con Torino. In quest’ultimo caso, il presidente della Dinamo si è presentato in sala stampa piuttosto amareggiato perché “Non mi sento il presidente di questa Dinamo. Se noi stiamo diventando quanto visto stasera, io non mi ci riconosco più”. Ma è stato discreto, la settimana prima, anche il post-Cantù, con gli attacchi a coach Pasquini colpevole di essersi fatto fischiare un fallo tecnico a 50” dalla fine dei tempi regolamentari, sul +3 e palla in mano. La gara è poi terminata con la vittoria di Cantù dopo un tempo supplementare. E c’è da immaginare che quell’episodio sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e portato ai fischi di una settimana dopo. È vero che tra le due c’è gare c’è stato un match di Coppa al PalaSerradimigni, in cui i mugugni sono stati lievemente sussurrati, ma ancor più vero è il fatto che in Coppa le tribune presentano ampissimi spazi vuoti ed in campionato no.

Tornando al campo ed ai freddi numeri, il mese di gennaio ha portato tra sconfitte (terrificante quella in casa del fanalino di coda della classifica, Pesaro, che ha segnato la non partecipazione alla Coppa Italia) e due vittorie in campionato, mentre in Champions la vittoria è stata una e le sconfitte due. Come detto, anche il passaggio del turno in Champions League è ormai impossibile, mentre il Banco è in corsa per un posto nella Fiba Europe Cup, la coppa minore. Il mese di febbraio sarà “corto” in tutti i sensi, visto lo stop per la Final Eight e gli impegni delle Nazionali.

Per la Nazionale Azzurra, Achille Polonara è stato messo in “preallarme” dal CT Meo Sacchetti, per le prossime due gare dei Fiba World Cup 2019 Qualifiers. La lista è di 24 atleti e da questa scaturiranno i convocati al raduno previsto a Treviso a partire dal 19 febbraio. Le gare in programma sono due: venerdì 23 contro i Paesi Bassi e lunedì 26 a domicilio della Romania. L’Italia è attualmente prima nel suo girone con due gare vinte su altrettante disputate; le prime tre accedono alla seconda fase. Comprese le due di febbraio, mancano in tutto quattro gare al termine del girone.