L’ufficialità è arrivata, tramite un comunicato dell’Astana, la notte del 10 aprile. Ma la brutta notizia era oramai nell’aria già da qualche giorno. Fabio Aru è stato costretto a rinunciare al Giro d’Italia 2017. Proprio quest’anno che, per festeggiare il suo centenario, la corsa rosa partiva dalla sua amata e mai dimenticata Sardegna. I sogni del corridore di Villacidro sono stati distrutti da un infortunio al ginocchio sinistro, causato da una brutta caduta a Sierra Nevada, dove si stava preparando al grande appuntamento. «Mi dispiace tanto e sono deluso per quello che è successo. Stavo sognando il Giro con la partenza dalla Sardegna e ci stavamo preparando a questo da mesi. Purtroppo si è verificato l’incidente e le mie condizioni non mi permettono di essere al via. Anche se con grande rammarico, siamo costretti a rinunciare», queste le parole a caldo del ciclista isolano. La delusione è tanta, ma ora serve carattere e determinazione per riprendersi al più presto e tentare l’assalto al Tour de France. Ora tutti i riflettori saranno dunque accesi soprattutto su due corridori: Vincenzo Nibali e Nairo Quintana. Il siciliano, già vincitore l’anno scorso, ha dalla sua l’esperienza e una squadra costruita attorno a lui, mentre il colombiano vuole conquistare la seconda maglia rosa finale della sua carriera, dopo quella del 2014. Ma occhio agli outsider, come lo spagnolo Landa, il francese Pinot e l’olandese Kruijswijk.

Nonostante l’assenza del Cavaliere dei quattro mori, la Sardegna è comunque pronta a vestirsi di Rosa. Il via scatterà il 5 maggio, con l’Alghero-Olbia di 203 km. La tappa percorrerà la costa nord dell’isola e sarà caratterizzata da numerosi saliscendi. Si contano alcune salite catalogabili gpm (gran premio della montagna) e decine di brevi strappi. L’ultima asperità sarà a meno di 20 km dall’arrivo. Si tratta della salita di San Pantaleo, lunga circa 5 km, con 3 km attorno all’8% e pendenze massime superiori nella prima parte. Insomma, la volata appare tutt’altro che scontata e potrebbe esserci la zampata di qualche finisseur di giornata. Il giorno successivo ecco la Olbia-Tortolì (208 km). La prima parte si svolgerà nell’entroterra nuorese e porterà i corridori a percorrere tre lunghe salite: la prima per Bitti e Orune, la seconda più dura verso il centro di Nuoro e la terza per scollinare il Passo di Genna Silana, con le ultime due catalogate come gpm. Gli ultimi 50 km sono prevalentemente in discesa o pianura. In questo caso la volata appare un po’ più probabile, ma sarà comunque da conquistare. La tre giorni sarda del Giro d’Italia 2017 terminerà con i 148 km che da Tortolì porteranno la carovana rosa in quel di Cagliari. Il percorso sarà prevalentemente pianeggiante, anche se, dopo Villasimius, ci saranno delle brevi salite. Ma, a meno di sorprese, il gruppo dovrebbe restare compatto.

Sarà la quarta volta che il Giro toccherà la Sardegna. La prima fu nel 1961, in concomitanza con il centenario dell’Unità d’Italia. Poi ecco un’attesa lunga trent’anni, terminata nel 1991. Era il 26 maggio e i 193 chilometri della Olbia-Olbia, che videro il successo di Philippe Casado, rappresentarono l’avvio della corsa. A seguire ci furono la Olbia-Sassari, vinta da Gianni Bugno, i 7 chilometri della tappa a cronometro di Sassari, in cui trionfò Gianluca Pierobon, e la tradizionale e consueta Sassari-Cagliari del 28 maggio, dove Mario Cipollini sconfisse tutti in volata. Poi bisogna arrivare fino al 2007, più precisamente al 12 maggio, giorno in cui la crono a squadre, svoltasi a La Maddalena, diede il via alla novantesima edizione. A vincere fu la Liquigas di Danilo Di Luca. Il giorno successivo il gruppo partì da Tempio per arrivare in quel di Bosa. A imporsi fu l’australiano Robbie McEwen. La tre giorni si concluse con la Barumini-Cagliari e la vittoria di Alessandro Petacchi. E allora ecco che dopo dieci anni l’isola è pronta a riabbracciare la carovana rosa. Spettacolo ed emozioni sono garantiti. L’attesa ormai è finita.

 

Alghero. Torre di Sulis in rosa