Una rosa importante per il ritorno del Cagliari in Serie A.

Dopo un anno in Purgatorio, il Cagliari rimette piede nella massima serie calcistica italiana e lo fa con una rosa che, almeno scorrendo i nomi, sembra promettere una stagione entusiasmante per la Società di Giulini: il Cagliari 2016/17, infatti, è costruito su esperienza e freschezza, un mix che può rivelarsi micidiale se sostenuto da motivazioni adeguate e dalla capacità che Rastelli avrà nel mettere al posto giusto i tasselli della sua squadra.

Pezzo pregiato del mercato estivo cagliaritano è senz’altro Bruno Alves, campione d’Europa col suo Portogallo nell’Europeo disputato in Francia. Serviva un centrale difensivo di esperienza e il Cagliari ha pensato bene di fare le cose in grande: 34 anni e un palmares in cui fanno bella mostra 4 campionati, una coppa nazionale e una Supercoppa col Porto, 2 campionati e una Supercoppa di Russia con lo Zenit, fino ad arrivare al campionato e alla Supercoppa di Turchia vinta con il Fenerbahçe, ultima squadra del giocatore prima dell’approdo in Sardegna. Ad Alves si chiede di guidare un reparto che, oltre a confermare gli ottimi Capuano, Ceppitelli, Salamon e Pisacane, può contare sul talento di Murru (in orbita under 21), sulla certezza tra i pali di Marco Storari e sul promettente innesto di Luca Bittante, classe 1993, reduce da 16 presenze in A con l’Empoli nella stagione 2015/16.

Ma è sul centrocampo che la società cagliaritana si è concentrata maggiormente, riuscendo nell’intento di condurre in porto due importanti trattative con la Juventus campione d’Italia: Mauricio Isla e Simone Padoin. Il Cileno, che ha disputato l’ultima stagione tra le file del Marsiglia e non ha mai convinto la società bianconera, si è accasato al Cagliari nella speranza di poter dare un apporto significativo alla causa rossoblù e terminare il suo peregrinare in prestito da una società all’altra. Da Padoin, invece, ci si aspetta tanta sostanza e quello spirito di sacrificio che lo ha contraddistinto durante questi anni vittoriosi a Torino, dove “il talismano” (questo l’appellativo che gli è stato affibbiato) ha saputo conquistare la fiducia della tifoseria juventina e ha mostrato una duttilità tattica preziosa per la corazzata bianconera. Altre new entry della rosa, a centrocampo, sono Artur Ionita (classe 1990, ex Hellas Verona), Nicolò Barella (rientrato a Cagliari dopo il prestito al Como, in Serie B) e Panagiotis Tachtsidis, prelevato dal Torino l’ultimo giorno di mercato dopo che la Società aveva seguito, invano, le tracce di Mati Fernandez (passato al Milan); volti nuovi a parte, il Cagliari può contare ancora su Dessena, Di Gennaro, Munari e chiaramente Joao Pedro, uno dei grandi protagonisti della scorsa stagione in B.

In attacco, invece, Giulini e la dirigenza non hanno fatto rivoluzioni, confermando Farias, Sau, Melchiorri e Giannetti e completando il reparto con un altro nome importante: Marco Borriello. Sebbene non si tratti certamente di un investimento per il futuro (Borriello è un classe 1982), l’attaccante napoletano sembra il nome giusto per dare ancora più spessore e concretezza al reparto offensivo cagliaritano. Si tratta infatti di un giocatore esperto, abituato a gonfiare la rete senza badare troppo alla bellezza del gesto tecnico e in un campionato come quello italiano – dove le difese, notoriamente, sono difficili da penetrare – il suo pragmatismo potrà risultare persino decisivo.

A ottobre è ancora presto per fare bilanci ma la programmazione societaria, fino a questo momento, sembra essersi dimostrata all’altezza della situazione: si è lavorato nell’immediato per costruire una squadra competitiva (almeno sulla carta) sfruttando al meglio le risorse economiche a disposizione, ma si è guardato anche al medio-lungo periodo investendo su un settore giovanile che oggi è in forte ascesa. La Primavera di Mister Canzi si è infatti resa protagonista, lo scorso anno, di una stagione importante e il recente acquisto di Vasco Oliveira dal Benfica (classe 2000) è l’ulteriore conferma di un Cagliari già proiettato in avanti, ad un futuro che al momento sembra promettere bene.