Mercoledì 18 dicembre arriva a Sassari per la prima volta Emanuele Ingrosso, il Campione Italiano di Poetry Slam LIPS – Lega Italiana Poetry Slam, per presentare il suo spettacolo di poesie e monologhi teatrali “Da piccolo odiavo i bambini”.

Ad accogliere e regalare al pubblico sassarese uno spettacolo unico ed esclusivo di 10 poesie (nei primi 3 minuti) + 10 bis (nei restanti 50) sarà il circolo culturale L’ultimo spettacolo, in Corso Trinità 161, con la collaborazione del Poetry Slam Sardegna e la presentazione di Giovanni Salis.

Oltre al protagonista della serata è previsto anche un “Open Mic”, microfono aperto a poeti, cantanti, attrici, attori, danzattrici, ballerini, musicisti, umoristi, comici, mamuthones, punkrocker, da soli, in coppia, trio, coro, reggimento, che voglia stupire e sorprendere – o provare a farlo – il pubblico per 3 minuti (percepiti). A differenza del poetry slam che ha poche, ma precise e rigorose regole, stavolta si possono eseguire i testi di chi si vuole, usare oggetti scenici, travestirsi, non c’è gara, ognuno può decidere chi vince, ma non lo deve dire a nessuno.

Emanuele Ingrosso nasce una sera del 1995 a Milano. Nel 2016 partecipa al suo primo poetry slam e da allora non si è più fermato diventando campione ligure nel 2018 e 2019 e continuando a girare l’Italia con i suoi testi.

Fondatore dell’associazione culturale “Sagome di sabbia” che si pone l’obiettivo di accompagnare i ragazzi più giovani verso l’universo delle arti performative, è attualmente il campione italiano in carica di Poetry Slam LIPS – Lega Italiana Poetry Slam che si è aggiudicato alla settima Finale del campionato disputata a Ragusa nel settembre 2019.

Nel suo spettacolo “Da piccolo odiavo i bambini” l’autore affronta con i propri testi lo spiazzante disagio nel sentirsi un tipo da elementari all’asilo, un tipo da medie alle elementari, un tipo da liceo alle medie, un tipo da università al liceo, un tipo da McDonald’s all’università. Il percorso parte da pillole di depressione post-adolescenziale, trattati pedagogico-eretici, attraversa il trash d’amore, poi si perde e chiede indicazioni.