Ritorna a Cagliari Creuza de Mà: da venerdì 30 ottobre a domenica primo novembre, il festival di musica per cinema diretto dal regista Gianfranco Cabiddu, riprende e completa nel capoluogo sardo la rotta della sua edizione numero quattordici, iniziata con la prima parte di fine agosto a Carloforte.

In programma tre giornate fitte di incontri e proiezioni nell’ormai consueto spazio del CineTeatro “Nanni Loy” dell’E.R.S.U. (l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario), in via Trentino, organizzate dall’associazione culturale Backstage.

Tra gli eventi di spicco della tranche cagliaritana del festival, un focus sul cinema e la musica del regista Francesco Cabras e un tributo a Ennio Morricone, con una tavola rotonda, ascolti guidati, proiezioni e un concerto in omaggio al grande compositore scomparso lo scorso luglio.

Gianfranco Cabiddu. Foto Sara Deidda

Prosegue poi il Campus Musica e Suono per Cinema, il programma didattico che Creuza de Mà porta avanti da tempo in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma: un progetto speciale di Alta Formazione promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna con la Fondazione Sardegna Film Commission, aperto agli allievi dei corsi di Regia, Montaggio e Suono del CSC e agli studenti del corso di Laurea Magistrale in Scienze della produzione multimediale dell’Università di Cagliari.

Sarà proprio il Campus Musica e Suono per Cinema ad aprire la tre giorni cagliaritana la mattina di venerdì 30 con un incontro con Francesco Cabras e Gianfranco Giagni che ragioneranno sul rapporto tra regia, montaggio e musica per documentari e video musicali. Affidato alla conduzione del musicista e musicologo Riccardo Giagni, presenza immancabile di Creuza de Mà, l’appuntamento – con inizio alle 10:30 – varrà a inquadrare i lavori dei due registi in visione nel pomeriggio e in serata.

Francesco Cabras

Di Francesco Cabras, romano di origine sarda, classe 1966, regista, autore, direttore della fotografia e produttore di documentari, videoclip musicali, pubblicità e programmi televisivi, verranno proiettati due lungometraggi diretti insieme ad Alberto Molinari, con cui condivide anche le sorti della società di produzione Ganga Film: si comincia alle 17:30 con “Una grande fortuna”, una sorta di musical-documentario girato nel 2002, che si dipana su una traccia di finzione; un film atipico in cui la storia si esprime essenzialmente attraverso le immagini e la colonna sonora. A seguire, “The Akram Tree”, un documentario del 2011 che si presenta come un viaggio nell’universo del coreografo e danzatore inglese, di origine bengalese, Akram Khan.

Di Gianfranco Giagni – anche lui nato a Roma (1952), regista di documentari (molti dei quali sul cinema e i suoi mestieri), videoclip e serie televisive – è invece in programma alle 21:00Sogni, sesso e cuori infranti (Piccola posta parla)”, film documentario del 2019, scritto da Silvana Mazzocchi e Patrizia Pistagnesi, letto e interpretato da Anna Foglietta, prodotto e distribuito dall’Istituto Luce Cinecittà. Una controstoria brillante, intima, divertente ma anche drammatica della società e della sessualità nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta, vista attraverso le migliaia di lettere che le donne italiane scrissero ai più importanti settimanali femminili dell’epoca.

Le musiche originali sono di Riccardo Giagni, al quale spetta, l’indomani mattina – sabato 31 -, la conduzione del secondo incontro in programma per il Campus Musica per Cinema. Si parlerà, stavolta, del lavoro della registrazione musicale, di mixaggio di suoni e musica, in compagnia di quattro addetti ai lavori: Marti Jane Robertson, sound engineer americana da tempo trapiantata nel capoluogo sardo (dove tre anni fa ha aperto una sala di ripresa), il cagliaritano Michele Palmas, tecnico del suono e fonico di sala dall’esperienza ultratrentennale, Antonio Ferraro, anche lui tra i fonici più accreditati nel panorama isolano, e il calabrese Gaetano Musso, fonico di missaggio con oltre cento titoli all’attivo, tra film, documentari, corti, serie televisive e progetti sperimentali.

“Piccole aragoste crescono”

Nel pomeriggio di sabato 31 prosegue il focus sul lavoro di Francesco Cabras con un’ampia rassegna dei suoi videoclip musicali per gruppi come l’Orchestra di Piazza Vittorio, l’Orchestra Almar’à, i North Sentinel (la band di cui è lui stesso membro) e per artisti come Sergio Cammariere, Caparezza e Max Gazzè, questi ultimi co-diretti ancora una volta con Alberto Molinari, come anche i due documentari in visione nel prosieguo del pomeriggio: il primo è “Piccole aragoste crescono”, del 2014, la storia di un piccolo miracolo ambientale avvenuto nel mare della Sardegna; protagonista Gianni Usai, ex operaio della FIAT che, abbandonata Torino, torna nell’isola per fare il pescatore e mette in piedi una cooperativa dedicata alla pesca delle aragoste puntando su una scommessa impegnativa: provare a vivere del mare senza ucciderlo.

Così, negli anni ’90, insieme al professor Angelo Cau, avvia con l’Università di Cagliari il primo progetto di ripopolamento sostenibile dell’aragosta rossa nel Mediterraneo che produrrà risultati sorprendenti, tanto da far nascere nuove zone di ripopolamento in tredici diverse aree della Sardegna.

Sullo stesso solco procede il secondo documentario di Francesco Cabras e Alberto Molinari in programma sabato pomeriggio: “Anche i pesci piangono”, del 2018, narra attraverso le voci di pescatori, ambientalisti, ricercatori e artisti la storia dell’Adriatico, un mare che ha sempre custodito un grande patrimonio di ricchezza e biodiversità ma che oggi si ritrova impoverito a causa della pesca eccessiva. Il film è un ritratto avvincente ed evolutivo sul come sia possibile ancora tutelare il mare e rendere sostenibili le attività che dipendono dell’Adriatico. I racconti sono scanditi da una sorta di coro greco affidato alle voci di Dario Muci e Rachele Andrioli, che interpretano dal vivo brani legati poeticamente al mare.

E il mare fa da sfondo anche al film in visione in serata, sabato 31 alle 21:00: “Il clan dei ricciai”, scritto e diretto da Pietro Mereu nel 2016, è la storia di un gruppo di pescatori di ricci di mare cagliaritani che in passato hanno avuto problemi con la giustizia. Gesuino Banchero, il capo di questo “clan” è disposto a dare a questi uomini un’altra occasione per vivere la loro vita in modo onesto e integrarsi nella comunità: uomini che, indipendentemente dalla loro storia difficile e intensa, sono stati in grado di preservare i propri valori. A fare da colonna sonora al documentario, le “Canzoni di malavita” di un’autentica icona del rock sardo: Joe Perrino.

Tutta nel nome e nel segno di Ennio Morricone la giornata conclusiva di Creuza de Mà, domenica 1° novembre, che si snoderà attraverso diversi momenti, secondo un percorso ideato e curato da Gianmarco Diana, musicista, autore e compositore con i gruppi Siki (ex Sikitikis), Dancefloor Stompers e vari progetti legati alla musica da colonna sonora e alle sonorizzazioni live di pellicole cinematografiche, nonché ideatore e conduttore del format web-radio “CinematiCA – Suoni da e per il Cinema”.

Luigi Frassetto – Foto di Michela Leo

Tiene banco nella mattinata una tavola rotonda in cui l’opera di Morricone verrà analizzata e raccontata nelle sue diverse sfaccettature attraverso ascolti guidati e gli interventi e i ricordi di un parterre di ospiti legati al Maestro per studi, ricerche o direttamente per la musica: tra questi il regista Gianfranco Cabiddu, i professori Antioco Floris, Ignazio Macchiarella e Antonio Trudu, docenti dell’Università di Cagliari che il 31 marzo di vent’anni fa conferì la Laurea Honoris Causa al grande compositore; e poi ancora i musicisti Luigi Frassetto, Andrea Schirru, Emanuele Contis, Matteo Muntoni e il violinista Simone Pittau, che ha avuto modo di collaborare a lungo con Morricone.

Il pomeriggio, a partire dalle 17:30, ruoterà invece intorno alle proiezioni del documentario sulla Sardegna girato nel 1972 da Folco Quilici per la serie “L’Italia vista dal cielo”, con musiche di Morricone, e di “Musica da sera”, uno show televisivo del 1967 con il grande compositore e la sua orchestra tra gli ospiti.

 Poi, in serata, con inizio alle 21:00, gran finale con un concerto in omaggio a Ennio Morricone del chitarrista e compositore sassarese Luigi Frassetto con il suo quartetto: Marco Testoni (tastiere, vocoder), Edoardo Meledina (basso elettrico, campionatore) e Lorenzo Falzoi (batteria, percussioni). Dalle melodie eteree di “C’era una volta in America” alle sperimentazioni musicali per Vittorio De Seta e Dario Argento, dal lounge di “Metti una sera a cena” al grottesco dei film di Elio Petri, fino alle cavalcate epiche della “trilogia del dollaro”, Luigi Frassetto e i suoi compagni di viaggio esploreranno la sterminata produzione morriconiana attraverso una ricerca avventurosa di timbri e colori musicali, seguendo il solco tracciato dal grande compositore di musiche per il cinema.

Nell’attuazione delle misure sanitarie vigenti per contrastare l’emergenza coronavirus, l’accesso ai diversi appuntamenti del festival sarà consentito a una persona per volta secondo i percorsi indicati dall’organizzazione, rispettando eventuali sensi obbligati di entrata/uscita, dove previsti, con l’obbligo di indossare la mascherina.

L’ingresso alle proiezioni sarà consentito fino ad esaurimento posti seguendo l’ordine di arrivo. L’ingresso al concerto di domenica 1 novembre sarà consentito previa prenotazione all’indirizzo di posta elettronica creuzademafestival@gmail.com.