Il Teatro di Sant’Eulalia di Cagliari si trasforma in una sala d’ascolto al buio: giovedì 29 ottobre 2026 ospiterà il secondo episodio di “LÀMINE”, format ideato da Coru Aresti. Tre performance autonome, affidate nell’ordine a Hubble, Fabio Talloru e Atoloi, condivideranno un ambiente in cui oscurità e tagli di luce cambiano la percezione del suono.
Nel teatro di vico del Collegio 2, nel quartiere Marina, l’apertura è prevista alle 18:30: i live inizieranno alle 19 e termineranno alle 21:30, separati da brevi intervalli. Durante le esibizioni non sarà consentito entrare in sala, per preservare le condizioni d’ascolto. L’accesso prevede un contributo d’ingresso; i biglietti sono in prevendita su DICE, con posti limitati e non numerati. Informazioni all’indirizzo [email protected].
Ad aprire sarà Hubble, progetto avviato nel 2007 dal dj e produttore sardo Giuseppe Marchegiano. Legato alla scena elettronica berlinese, dal Club der Visionaere al Berghain, affianca strutture ipnotiche e atmosfere psichedeliche. Alla lunga attività live si aggiungono pubblicazioni per Moulton, Archipel e Sleep Is Commercial. Proprio Archipel pubblicò nel 2010 l’esordio “Forget Me Not”, nato anche dall’esperienza del trasferimento a Berlino.
Seguirà Fabio Talloru, conosciuto anche come Fabio Tallo, ricercatore multimediale, musicista e sound designer del Sud Sardegna. La sua indagine sulla materia parte da registrazioni ambientali e suoni di oggetti naturali e artificiali, campionati e trasformati attraverso sintetizzatori, loop, sezioni ritmiche ed elaborazioni elettroniche. Un metodo impiegato nella composizione, nelle colonne sonore e nelle installazioni.
La chiusura sarà affidata ad Atoloi, progetto di Matteo Ghiringhelli, musicista e ricercatore sonoro con sede a Milano. Sintetizzatori, registrazioni sul campo e campioni autoprodotti alimentano una ricerca che attraversa elettronica, ambient e ascolto immersivo. Dal club al museo, il suo lavoro esplora il rapporto fra ritmo e ascolto contemplativo.
“LÀMINE” porta al chiuso il percorso avviato da Coru Aresti nel 2021 sulle arti sonore e sul rapporto fra musica, ambiente e ascoltatore, sviluppato inizialmente nel paesaggio naturale. Nell’ambiente delimitato del teatro, completamente oscurato, fenditure luminose isoleranno gesti e dettagli senza illuminare l’intera scena. Il dispositivo comune collegherà le ricerche senza farne un concerto unitario, riducendo gli stimoli visivi e avvicinando pubblico e sorgente sonora.
Il Teatro di Sant’Eulalia aveva già ospitato il primo episodio il 26 febbraio 2026, con Andrea Cherchi, Danilo Casti e Nyah Bear.


































