Giovedì 26 febbraio alle ore 18, il progetto Coru Aresti approda a Cagliari con “LÀMINE”, un evento che invita il pubblico a vivere un’esperienza immersiva in cui il suono diventa paesaggio e il buio una materia viva da attraversare. L’appuntamento, concepito per chi riconosce nell’ascolto profondo una forma di presenza, si terrà nel Teatro di Sant’Eulalia, nel cuore del quartiere Marina.
Per la prima volta, la rassegna abbandonerà il contesto naturale per entrare in uno spazio raccolto e carico di storia. Il teatro verrà oscurato completamente, trasformando la luce da elemento di visione a lama che incide lo spazio. Nel buio non ci sarà assenza, ma una sostanza densa e vibrante, capace di accogliere il suono e renderlo l’unico elemento percepibile.
«LÀMINE nasce dal desiderio di restituire centralità all’ascolto, riducendo tutto ciò che non è essenziale», spiega l’organizzazione di Coru Aresti. «Il buio non è un effetto scenico, ma una materia viva che accoglie il suono e lo rende l’unico paesaggio possibile. La luce non illumina, ma incide: una fenditura che isola un gesto, un dettaglio, un istante prima del suono. In questo spazio sottratto, il musicista non è protagonista, ma catalizzatore di un equilibrio fragile tra etere, luce e vibrazione». Un invito, aggiungono, «a fidarsi del buio e a lasciarsi sorprendere da ciò che emerge quando tutto il resto si spegne».
A dare vita all’esperienza saranno tre artisti che condividono una comune tensione verso la ricerca timbrica e la sperimentazione. Andrea Cherchi, polistrumentista e fondatore dei progetti WAS e SANTA, presenterà in anteprima una nuova fase del suo percorso. La sua performance, costruita su tape, sintetizzatori e registrazioni su cassetta, prenderà forma come una struttura modulare in continua trasformazione, un ambiente sonoro fragile e mutevole.
Danilo Casti, compositore attivo sin dai primi anni Duemila, proporrà “UTNAPISHTIM – When the world was too loud”, una performance che si muove tra ritmiche frammentate e paesaggi onirici, dove la fine del mondo non è spettacolo ma riorganizzazione del caos: ciò che resta diventa sedimento, eco e persistenza.
A chiudere l’evento sarà Nyah Bear, progetto di Edoardo Bosi, artista e produttore milanese formatosi a Berlino. La sua ricerca, radicata nel ritmo e nel minimalismo, si concentra interamente sul suono del pianoforte elettrico Fender Rhodes, da cui nascono composizioni essenziali e glitch, sospese tra calore analogico e decostruzione digitale.
“LÀMINE” si svolgerà dalle 18:30 alle 21:30, con brevi pause tra una performance e l’altra. I posti saranno limitati, con accesso consentito solo prima dell’inizio dei live per non alterare l’ambiente sonoro e percettivo, che si svolgeranno nel buio più completo.
Con questo appuntamento, Coru Aresti prosegue il suo cammino come comunità dedicata alla fruizione consapevole delle arti sonore, riducendo la distanza tra chi organizza, chi suona e chi ascolta. Un progetto indipendente, autofinanziato, che cresce grazie alle persone che lo attraversano e che, partecipando, continuano a renderlo possibile.


































