La rassegna “Astrale” torna sul palco del Cine Teatro Astra di Sassari con tre appuntamenti dedicati alla musica e alla sperimentazione artistica. Nata nel 2022 da un’idea di Pier Paolo Conconi e organizzata dai Bertas in collaborazione con la compagnia La Botte e il Cilindro, la manifestazione conferma la volontà di costruire un dialogo tra linguaggi diversi, usando il teatro come spazio d’incontro e di confronto tra artisti e pubblico.
Il primo appuntamento è fissato per il 12 marzo alle 21 con Vargas (Giovanni Vargiu), che presenterà in anteprima il progetto “Electrovargas”. L’artista, affiancato da Mario Buscarinu, Gigetto Carta, Salvatore Delogu, e da un ensemble composto da Cristian, Maurizio e Nico Casu e Luca Uras, porta sul palco una ricerca sonora che fonde la tradizione mediterranea con la sperimentazione elettronica. Attivo dalla scena sassarese dei primi anni Novanta, Vargas intreccia nei suoi brani radici rock, blues e contemporanee, dando forma a un linguaggio personale in continua evoluzione.
Il 15 aprile, sempre alle 21, saliranno invece sul palco gli AlmaCanta, duo formato da Zaira Zingone e Graziano Solinas, con il progetto “Let the Spirit Bring You Home”. La loro musica attraversa sonorità differenti – dal tango al blues, dalla ballata americana alla bossa e alla world music – tutte ricondotte al nucleo jazz che le accomuna. Insieme ai due autori si esibiranno Gianpiero Carta, Andrea Lubino, Marcello Peghin e Lorenzo Sabattini. Il concerto propone un viaggio musicale che mette in relazione stili e culture diverse, esplorando la dimensione spirituale e identitaria della musica.
A chiudere la rassegna, il 7 maggio alle 21, sarà il duo formato da Rita Penduzzu ed Enrica Virdis con “HƎRA: Voci Immortali”, uno spettacolo costruito attorno a pianoforte, chitarra e voci femminili. Il progetto propone un repertorio che attraversa epoche e generi diversi, dedicato a canzoni scritte o interpretate da artiste che hanno segnato la storia della musica. I brani raccontano l’universo femminile attraverso temi intimi e sociali, tracciando un filo che lega l’esperienza personale a quella collettiva, con un richiamo discreto ma costante alla Sardegna.


































