La seconda edizione del Quartu Cultura Festival termina giovedì 10 settembre con un concerto che unisce due tra i nomi più rappresentativi della musica italiana contemporanea. Nella cornice del Parco Naturale Regionale Molentargius Saline, la rassegna promossa dalla Fondazione Quartu Cultura affida il finale a Karima e Dado Moroni, in un programma dedicato alla grande canzone del Novecento.
Dopo le tappe che hanno visto sul palco Caterina Murino, Giancarlo Giannini, Raphael Gualazzi e i “poeti della danza” Riva & Repele, il cartellone si chiude con un appuntamento interamente musicale. Alle ore 21 prende la scena il duo formato da Karima e Moroni, per un itinerario costruito su alcune delle pagine più celebri e amate del secolo scorso. La serata sarà condotta dalla giornalista Francesca Figus.
La scelta di chiudere il festival con due interpreti di primo piano risponde all’intento di accompagnare il pubblico nell’ultima tappa di questa seconda edizione attraverso un percorso emotivo e stilistico che attraversa jazz, soul, pop e black music, senza perdere il legame con la tradizione.
Cantante dalla vocalità profonda, calda e ricca di sfumature, Karima ha sviluppato negli anni un percorso artistico solido e personale, muovendosi con naturalezza tra generi diversi. La sua voce, descritta come potente ma allo stesso tempo capace di grande delicatezza, si distingue per una straordinaria intensità interpretativa e per la capacità di restituire a ogni brano una dimensione intima. Nel corso della carriera ha collaborato con importanti artisti e musicisti italiani e internazionali, consolidando una cifra stilistica inconfondibile.
Al suo fianco siede Dado Moroni, considerato uno dei più apprezzati pianisti jazz italiani sulla scena internazionale. Musicista di straordinario talento e raffinata sensibilità, Moroni ha lavorato con alcune delle più grandi personalità della storia del jazz, tra cui Clark Terry, Wynton Marsalis e Ray Brown. Il suo pianismo, caratterizzato da virtuosismo, swing ed eleganza, lascia spazio all’ascolto e all’interazione, trasformando ogni esecuzione in un dialogo musicale vivo e imprevedibile.
È proprio nel dialogo tra voce e pianoforte che prende forma il nucleo del concerto: un incontro senza sovrastrutture, dove la forza interpretativa di Karima si intreccia con la sensibilità jazzistica di Moroni. Il risultato è un viaggio nella grande canzone del Novecento, tra melodie conosciute e nuove sfumature, capace di attraversare generi e generazioni con uno sguardo contemporaneo.


































