Un manufatto azteco, il cui utilizzo è legato ad oscuri rituali, è al centro della trama di “Whistle – Il richiamo della morte”, film horror diretto da Corin Hardy in arrivo nelle sale italiane a partire dal 19 febbraio. Per la precisione, si tratta di un ehecachichtli, un fischietto o aerofono, solitamente di argilla o ceramica, a forma di cranio umano, dedicato al dio azteco del vento Ehecatl. Generalmente, il manufatto viene definito “fischietto azteco della morte”, perché si ritiene che venisse suonato per accompagnare le anime dei defunti, comprese quelle delle malcapitate vittime di sacrifici umani, nel regno dei morti.
Il suono prodotto da questo piccolo oggetto è sorprendentemente inquietante e può ricordare sia l’ululato di un animale che quello del vento; nel film di Corin Hardy, già regista di apprezzati horror come “The Hallow” e “The Nun”, il fischietto rappresenta un vero e proprio manufatto maledetto, che condanna ad un orribile destino chiunque abbia la malaugurata idea di suonarlo. Lo sceneggiatore Owen Egerton, che ha adattato per il cinema un suo racconto breve, ha infatti scelto di legare i giovani protagonisti del film a una profezia di morte, di cui inizialmente non comprendono la portata: si tratta di un gruppo male assortito di adolescenti, che frequentano un liceo in cui non si sono del tutto ambientati, degli outsiders insomma, etichettati come “diversi” e oggetto di atti di bullismo.
In particolare, è la scontrosa Chrys (Dafne Keen), da poco trasferitasi in città, a entrare in possesso del fischietto e a coinvolgere i suoi compagni, tra cui Ellie (Sophie Nélisse), Noah (Percy Hynes White) e Grace (Ali Skovbye), in una serie di catastrofici eventi; il manufatto azteco, infatti, è decorato con una scritta di difficile interpretazione e per decifrarla i protagonisti decidono di chiedere aiuto a un loro professore, Mr. Craven (Nick Frost), che però traduce in modo errato l’avvertimento riportato nel fischietto. Persuasi che il manufatto evochi i morti, i ragazzi lo utilizzano quasi per gioco, salvo poi scoprire che l’oggetto condanna alla morte chi lo suona: inizia così una corsa contro il tempo, per evitare di venire uccisi proprio dall’oscura forza liberata dalle sue vittime predestinate.
Presentato in anteprima lo scorso autunno al Fantastic Fest, il film ha riscosso l’entusiasmo del pubblico “teen”, ma è stato ben giudicato anche dalla critica; nonostante alcuni passaggi ricordino il meccanismo di altre saghe di genere, prima fra tutti quella di “Final Destination” per il tentativo dei protagonisti di sfuggire agli spaventosi -e alquanto elaborati- piani della Morte, “Whistle” non appartiene alla lunga schiera di horror in cui la minaccia soprannaturale è fine a se stessa, o un mero pretesto per far saltare sulla sedia gli spettatori. La maledizione del fischietto azteco, infatti, rappresenta per Chrys e i suoi compagni un’occasione di crescita: si potrebbe quasi definire il film come un “horror di formazione”, in cui i protagonisti sono chiamati ad affrontare le proprie paure e fragilità più intime attraverso una drammatica -e molto concreta- battaglia per la sopravvivenza.
Non mancano, naturalmente, sequenze altamente spettacolari, come quelle ambientate al luna park, e studiati jump scare, oltre ad una buona dose di ironia, utile a sdrammatizzare anche i passaggi più splatter; in definitiva, “Whistle” si inserisce alla perfezione nel solco dei film horror distribuiti da Midnight Factory, etichetta che da oltre 10 anni porta nelle sale italiane e nelle piattaforme streaming horror di qualità, come i recenti “M3gan“ , “Presence” e “Good Boy“, oltre a pubblicare edizioni da collezione di grandi classici del genere per l’home video.
Con un cast femminile particolarmente azzeccato -Dafne Keen è stata apprezzata in “Logan – The Wolverine” e nella serie “Queste Oscure Materie”, mentre Sophie Nélisse è stata la protagonista di “Storia di una ladra di libri” e della serie “Yellowjackets”-, un’ambientazione “tra i banchi di scuola” efficace e dal sapore vintage anni ‘80 – ‘90 -si pensi al primo “Scream”- ed effetti speciali e visivi di alta qualità, “Whistle” non mancherà di attirare nelle sale il pubblico più giovane, ma anche gli appassionati del genere in cerca di un horror ben strutturato, capace di tenere con il fiato sospeso fino all’ultima scena.






































