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Tra spaghetti western e horror: arriva in Italia “That Dirty Black Bag”

In occasione del debutto su Paramount+ il regista Mauro Aragoni ha risposto ad alcune domande sulla serie, già molto apprezzata negli Stati Uniti; nel cast Dominic Cooper e Douglas Booth

di Lorella Costa
20 Gennaio 2023
in Cinema & Serie TV
🕓 5 MINUTI DI LETTURA
71 3
That Dirty Black Bag
29
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322
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L’attesa è stata lunga, ma finalmente, dopo aver esordito la scorsa primavera negli Stati Uniti sulla piattaforma streaming AMC+, “That Dirty Black Bag”, la serie del regista sardo Mauro Aragoni, sarà disponibile in Italia a partire dal 25 gennaio nel catalogo della piattaforma streaming Paramount+; lo show, un’originale rivisitazione in chiave horror del genere spaghetti western, nasce dalla web serie omonima, che nel 2015 ha conquistato il Los Angeles Web Fest, aggiudicandosi 6 premi tra i quali Miglior serie drammatica e Miglior regia.

Il viaggio della “sporca sacca nera”, dunque, è stato lungo: la web serie girata in Sardegna, con un investimento di appena duemila euro, è stata prima adattata in un film, per poi trasformarsi in una serie ad alto budget prodotta dai BRON Studios (Canada) e da Palomar Production (Italia) e sbarcare sulla stessa piattaforma che negli USA ha proposto titoli quali “Breaking Bad” e “The Walking Dead”.

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Le recensioni oltreoceano concordano nel promuovere a pieni voti lo show: sullo sfondo della cittadina di Greenvale, flagellata dalla siccità, si racconta un’epica e incalzante storia di vendetta ricca di colpi di scena, che ha come protagonisti il cacciatore di taglie Red Bill, noto per la cruenta firma che accompagna le sue “riscossioni” -le teste delle vittime vengono trasportate nella sacca nera che da il titolo alla serie-, interpretato da Douglas Booth (“Noah”, “Loving Vincent”), e lo sceriffo dall’oscuro passato Arthur McCoy, che ha il volto di Dominic Cooper (“Mamma mia”, “Agent Carter”); spiccano inoltre nel cast Travis Fimmel (“Vikings”) e Aidan Gillen (“Game of Thrones”). Pur omaggiando i canoni del western, la serie, girata tra Italia, Spagna e Marocco, è il frutto di un’affascinante contaminazione di generi, che attinge a un vasto immaginario e lo reinterpreta con un’estetica moderna.

Abbiamo rivolto a Mauro Aragoni, regista degli 8 episodi della serie insieme a Brian O’Malley, alcune domande sullo straordinario viaggio di questo show, iniziato in Sardegna oltre sette anni fa.

Da una web serie di successo, realizzata con un piccolissimo budget, a una grande produzione, “That Dirty Black Bag” ha esordito negli Stati Uniti su AMC+: puoi raccontarci le tappe fondamentali del percorso che dalla Sardegna ti ha portato a lavorare negli USA?
Sono state tante, ho iniziato come musicista, ma fin da piccolo volevo fare cinema, così ho iniziato a girare cortometraggi. Gli ultimi due sono andati molto bene, mi riferisco a “Quella sporca sacca nera” e “Nuraghes: S’Arena”*. Avevano un immaginario interessante. Così dopo le vittorie ai festival internazionali c’è stato l’interesse di grosse produzioni come Palomar e Bron Studios. Da lì abbiamo lavorato parecchio insieme a Marcello Izzo, Silvia Ebreul e Fabio Paladini alla stesura delle sceneggiature per “That Dirty Black Bag”. Diciamo che dopo 6 anni e 9 mesi di shooting il bambino è nato. Devo ringraziare produttori come Carlo Degli Esposti, Nicola Serra, Patrizia Massa e David Davoli per la realizzazione di questa incredibile produzione.

Come è stato confrontarsi con una macchina produttiva di questo livello e con un cast così importante?
Una sfida, una crescita artistica incredibile: lavorare con attori come Travis Fimmel, Aidan Gillen o Dominic Cooper era per me un onore, ma poi sono diventate anche amicizie, quindi, per quanto sia stato duro, il lavoro insieme è stato stimolante e creativo. Identica considerazione riguardo la troupe, ho lavorato con gli stessi che hanno fatto serie come “Vikings” e “Game of Thrones” e posso dire che è stato un onore lavorare per mesi con loro. Il team era incredibile, eravamo una famiglia.

La tua produzione finora ha reso omaggio in modo originale a due generi “popolari” amatissimi dal pubblico, il fantasy con “Nuraghes S’Arena” e il western con “Quella sporca sacca nera”: quali sono i tuoi punti di riferimento letterari e cinematografici?
Amo i libri di Stephen King, amo l’horror in generale e diciamo che mi influenza in tutto ciò che faccio, anche se è un western o un fantasy. Adoro il lato dark delle emozioni. Amo anche i manga e i fumetti. Mi ispiro molto a Berserk di Kentarō Miura o Kenshiro di Buronson e Tetsuo Hara. Mi piace parecchio mischiare i generi. Infatti, anche “That Dirty Black Bag” risulta un mix. Non è solo uno “spaghetti western” come viene venduto in America, la gente pensa a Sergio Leone, eppure poi si ritrova nel bel mezzo di atmosfere tipicamente horror. Ma questa serie ha molte sfumature, possiamo dire che il western è una cornice, racchiude una storia drammatica, parla di amore e di vendetta in un mondo crudo e violento. Come “Nuraghes”, un fantasy storico che porta in luoghi oscuri, tipici del panorama horror.

Douglas Booth in That Dirty Black Bag. ? Stefano Montesi
Dominic Cooper e Niv Sultan in That Dirty Black Bag. ? Stefano Montesi
Douglas Booth e Dominic Cooper in That Dirty Black Bag. ? Stefano Montesi
That Dirty Black Bag. ? Stefano Montesi

“That Dirty Black Bag” ha raccolto delle recensioni molto positive oltreoceano: come hai vissuto questo risultato?
Non pensavo di vedere il Wall Street Journal di New York che dedica una pagina intera a parlare bene della serie… non me lo aspettavo proprio, sono rimasto a bocca aperta. Quando mi è arrivata una copia dall’America quasi non ci credevo.

Quali sono le tue sensazioni in vista dell’uscita in Italia? Ti emoziona in modo particolare questo esordio in patria?
Si, sono molto felice che stia uscendo in Italia e nel resto dell’Europa, spero che la risposta di critica sia buona come è stato negli Stati Uniti e mi auguro che piaccia a chi mi segue da quando ho iniziato. Non mi aspetto un boom, il western non va più di moda da decenni, ma di certo non è la moda che mi ha spinto a fare quello che faccio, mi piace raccontare storie di fantasia che reputo interessanti, e questa lo è. Vi auguro una buona visione.

Non ci resta che attendere ancora qualche giorno per incrociare finalmente lo sguardo di Red Bill e dello sceriffo McCoy e immergerci nelle atmosfere di questo show, frutto di un talento capace di attraversare l’oceano.

* (Nuraghes S’Arena, cortometraggio del 2016, è una trasposizione epico-fantasy della civiltà nuragica, con protagonista il rapper Salmo; disponibile sul canale YouTube Nuraghes Official).

Tags: horrorMauro AragoniParamount+serie tvwestern
Lorella Costa

Lorella Costa

Esperta di narrazione, cura l’ideazione e la realizzazione dei laboratori di lettura, scrittura e fumetto per ragazze/i de Il Giromondo. Collabora come progettista culturale con il Centro Internazionale del Fumetto e con il Polo Bibliotecario Falzarego 35 di Cagliari. Ha curato l’editing per diversi progetti editoriali; è autrice di testi per reading e performance teatrali.

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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
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In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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