Uscirà nelle sale il 26 marzo “Don Chisciotte”, il nuovo film di Fabio Segatori, che propone una rilettura cinematografica del capolavoro di Miguel de Cervantes. L’opera, prodotta e distribuita da Baby Films con il sostegno del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Calabria Film Commission e della Lucana Film Commission, in collaborazione con Rai Cinema, sarà presentata in concorso il 22 marzo al BIF&ST – Bari International Film&Tv Festival.
Nel ruolo del cavaliere sognatore troviamo Alessio Boni, affiancato da Fiorenzo Mattu nei panni di Sancio Panza. Accanto a loro, Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri, insieme alle esordienti Gabriella Bagnasco (Dulcinea) e Martina Molinaro (Altisidora).
Segatori affronta il testo di Cervantes con una visione che coniuga fedeltà e contemporaneità. «Chi non si è mai sentito uno sciocco idealista in un mondo governato dall’avidità e dalla sopraffazione?» si chiede il regista, che vede nel suo Don Chisciotte la metafora di un’umanità in cerca di libertà. «La libertà è un esperimento nuovo, non ci siamo ancora abituati», aggiunge.
Girato nell’Alto Ionio tra Basilicata e Calabria, il film esplora paesaggi che diventano parte integrante della narrazione: calanchi, castelli medievali, fiumare e spiagge sospese nel tempo. Il Sud Italia si trasforma così in un luogo mitico e reale, scenario ideale per una storia che parla di sogni e disillusioni.
In un’epoca dominata dalle immagini digitali, Segatori rivendica la fisicità del cinema: sul set è stato costruito un mulino a vento alto dodici metri, utilizzato realmente durante le riprese. In una delle scene più intense, Alessio Boni viene filmato mentre vola a testa in giù, in una sfida concreta contro il “mago Freston”, simbolo della lotta del cavaliere contro l’ingiustizia.


Dalla battaglia di Lepanto alla nascita del mito
La vicenda si apre nel 1571, con Miguel de Cervantes ferito durante la battaglia di Lepanto e ricoverato in un ospedale di Messina. Girata in un autentico castello del Cinquecento riaperto per l’occasione, la sequenza segna l’inizio di un viaggio tra realtà e immaginazione.
Tra febbre e visioni, Cervantes sogna i libri bruciati di Don Alonso Chichano, un uomo che, affascinato dai romanzi cavallereschi, decide di farsi cavaliere errante: nasce Don Chisciotte della Mancia. Accanto a lui, Sancio Panza lo accompagna, attratto dalla promessa di un castello da governare.
Il cavaliere combatte per i deboli, affronta la derisione, cade e si rialza, fino a tornare sconfitto ma invincibile nello spirito. Quando Don Chisciotte muore, Cervantes si risveglia: dal dolore e dalla follia è nato il sogno ostinato di un’umanità più libera.

































