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Venezia 82, da Toni Servillo a Jim Jarmusch: serata finale nel segno di Gaza

di Redazione
7 Settembre 2025
in Cinema & Serie TV
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(Adnkronos) – Da Toni Servillo al Leone d’oro Jim Jarmusch, passando per la regista tunisina Kaouther Ben Hania, la serata finale della Mostra del Cinema di Venezia trascorre nel segno di Gaza. Dopo le tante manifestazioni di solidarietà alla Palestina dei giorni scorsi al Lido, durante la premiazione attori e registi hanno voluto lanciare dal palco uno dopo l’altro il loro messaggio contro la guerra in corso nella Striscia. E a concludere la kermesse, per rimarcare ancora una volta la vicinanza del mondo dello spettacolo al popolo palestinese, arriva anche un videomessaggio del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. 

A dare il via è Benedetta Porcaroli, protagonista del film ‘Il rapimento di Arabella’ di Carolina Cavalli, premiata per la miglior interpretazione femminile nella sezione Orizzonti. Nel ritirare il premio l’attrice ha voluto “dedicare questo premio ai miei colleghi che sono sulla Global Sumud Flotilla che ci ricordano che non è tutto finito e che c’è un motivo valido per alzarsi la mattina che si chiama umanità”. 

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Un pensiero alla Flotilla anche da Toni Servillo, che si è aggiudicato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile come protagonista del film ‘La Grazia’ di Paolo Sorrentino. “A nome di un sentimento che tutto il cinema italiano prova in questo momento, sento tutta la mia ammirazione per coloro che hanno deciso di mettersi in mare con coraggio e raggiungere la Palestina per portare un segno di umanità in una terra dove la dignità umana è vilipesa”, le parole dell’attore nell’accettare il riconoscimento (VIDEO). 

Messaggio contro la guerra anche da Nino D’Angelo, che a sorpresa ha cantanto sul palco della kermesse. “Quando si uccidono i bambini si uccide il futuro di tutti noi”, le parole dell’artista dopo aver cantato il brano ‘Odio e lacrime’. Un brano dedicato alla pace dove il cantante recita: “A ricchezza che sta int’a ‘na terra/è de chi llà c’è nato/ e se vence o se perde ‘na guerra/ è na cosa sbagliata” (VIDEO). 

Inevitabile l’appello della regista tunisina Kaouther Ben Hania, cui grazie a ‘The Voice of Hind Rajab’ è andato il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria oltre alla standing ovation della platea: il pubblico in Sala Grande si è infatti alzato in piedi per celebrare la pellicola che racconta la storia di una bambina palestinese. 

Dall’ovazione per Armani al Leone d’oro a Jarmusch: la serata finale 

“Vorrei dedicare questo premio alla Mezzaluna palestinese e a coloro i quali rischiano di tutto per salvare le vite a Gaza, loro sono i veri eroi e la voce di Gaza. Stanno cercando di ascoltare le grida di tutte le persone alle quali nessuno dà una risposta. La voce di Hind Rajab continuerà a risuonare fino a quando qualcuno non si assumerà di quello che sta succedendo”, le parole della regista tunisina durante la premiazione. “Crediamo tutti nel potere del cinema – ha quindi proseguito ben Hania – ed è quello che ci ha portati qui alla Mostra del Cinema di Venezia ed è quello che ci dà coraggio per raccontare storie che altrimenti rimarrebbero sepolte. Il cinema non riporterà indietro Hind e non può neanche oscurare le atrocità che sono state commesse, ma il cinema può conservare la sua voce e la sua storia, che è tragicamente anche quella di un intero popolo, che sta subendo un genocidio inflitto dal regime israeliano che agisce con impunità” 

La madre e il fratellino di Hind “si trovano ancora a Gaza e le loro vite sono ancora in pericolo così come quelle di tante madri, padri e bambini che ogni giorno si svegliano sotto lo stesso cielo pieno di bombardamenti e paura. La loro sopravvivenza non è carità, ma una questione di giustizia e di umanità. E il mondo questo glielo deve. Chiedo che queste atrocità finiscano, ne abbiamo abbastanza”, la conclusione. 

Quindi la volta di Jim Jarmusch, vincitore del Leone d’oro per il quale “l’arte non deve necessariamente parlare di politica per essere politica”. Il regista e sceneggiatore è salito sul palco per ritirare il premio indossando la spilla con la scritta ‘Enough’ contro il conflitto israelo-palestinese per ‘gridare’ “quando è troppo è troppo”. Spilla indossata anche dall’intero cast di ‘The Voice of Hind Rajab’ nel giorno dell’anteprima del film.  

“Non voglio sostegno dal governo israeliano, non voglio venga mostrato da loro”, ha poi detto il regista dopo la premiazione, aggiungendo: “La popolazione di Israele è meravigliosa, amo le persone che non sono a favore di Netanyahu”. 

E ancora: “Non mi pace il totalitarismo perché il primo passo è dividerci ed è così che ci prendono in giro. Se c’è denaro da parte del governo israeliano allora il mio film non verrà distribuito”, il commento. 

A chiudere la cerimonia è quindi il videomessaggio di Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme. “Questa guerra deve finire quanto prima, lo sappiamo. Non ha più senso continuare. È tempo di fermare questa deriva. Stiamo vivendo – ha detto il cardinale – un momento drammatico, difficile, divisivo”. E il riferimento è chiaro: il conflitto israelo-palestinese. “Siamo talmente pieni di dolore che sembra non esserci spazio per il dolore dell’altro”, le parole del religioso, che in un passaggio centrale del messaggio, forse il più forte, denuncia la violenza come conseguenza diretta di una lunga stagione di parole avvelenate: “La violenza che vediamo è anche il risultato di anni di linguaggio violento e de-umanizzante. Se tu de-umanizzi l’altro con le parole, poi il passaggio alla violenza fisica è solo questione di tempo”. 

Per il cardinale, abbiamo bisogno di nuove prospettive, nuove strade, nuove idee. Abbiamo lasciato la narrativa ai radicali: dobbiamo avere il coraggio di un linguaggio diverso, che apra orizzonti. Ma sappiamo che la fine della guerra che auspichiamo finisca presto, nonostante la cronaca ci parli di altro, non sarà la fine del conflitto, non segnerà la fine delle ostilità, del dolore che queste ostilità causeranno”. Poi le parole di speranza: “Io ci credo. È possibile”. 

Tags: adnkronosBiennale di VeneziacinemacronacaItaliaultimoraVenezia
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