Prosegue in Sardegna la consegna delle statuine del presepe 2025, iniziativa promossa da Fondazione Symbola, Confartigianato e Coldiretti, con il sostegno del Manifesto di Assisi e il patrocinio della Fondazione Fratelli Tutti e di Avvenire. Dopo le tappe di Nuoro e del Sulcis Iglesiente, le figure simboliche di quest’anno sono state donate anche alle diocesi di Sassari e Cagliari.
A Cagliari, la consegna è avvenuta alla presenza del Vescovo Monsignor Giuseppe Baturi. A porgere la statuina sono stati il presidente di Confartigianato Sud Sardegna, Fabio Mereu, il presidente di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas, insieme ai segretari Pietro Paolo Spada e Giuseppe Casu. A Sassari, invece, le figure sono state affidate all’Amministratore diocesano Monsignor Antonio Tamponi da Marco Rau, presidente di Confartigianato Sassari, e Marco Locci, segretario di Coldiretti Nord Sardegna.
Le statuine di questa edizione raffigurano un’imprenditrice agricola e un artigiano edile, scelte che intendono raccontare il valore del lavoro nei settori dell’agricoltura e delle costruzioni. Al centro del progetto vi sono temi come l’integrazione, l’inclusione e la sicurezza, rappresentati attraverso mestieri che legano tradizione e contemporaneità. L’obiettivo è quello di dare al presepe un significato che vada oltre la rappresentazione religiosa, trasformandolo in un racconto collettivo capace di restituire il senso di comunità e responsabilità condivisa.
Giunta al sesto anno consecutivo, l’iniziativa affida a un maestro artigiano la realizzazione dei personaggi, con l’intento di rinnovare la memoria del presepe come narrazione della vita quotidiana. Nel tempo, le figure hanno accompagnato i principali temi sociali e culturali: la solidarietà durante la pandemia nel 2020, l’innovazione nel 2021, la sostenibilità ambientale nel 2022, la formazione e l’apprendistato nel 2023, e la qualità del cibo Made in Italy nel 2024.
Quest’anno, il presepe si arricchisce dunque di nuovi simboli del presente, capaci di rappresentare il valore del lavoro dignitoso e della cura per le persone e i territori. Un racconto che, attraverso la tradizione artigiana e agricola, invita a riscoprire il significato profondo della prossimità e della rinascita.







































