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Mirtò inaugura lo showroom delle maschere antiche al Carnevale di Tempio. Grande attesa per il bronzetto che ritrae il demone-eroe rinvenuto ad Abini

di Redazione
9 Febbraio 2020
in Gallura
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Sarà uno dei protagonisti del Carnevale di Tempio, con un viaggio indietro nel tempo che riporta alla luce la storia millenaria della Sardegna. Un bronzetto con 4 occhi e 4 braccia rinvenuto nel 1865 nella località chiamata Abini, nel comune di Teti. La novità assoluta che Mirtò, il festival internazionale del mirto, affiancherà alla festa del Carnevale di Tempio.

Uno degli eventi più attesi del calendario del carnevale in Sardegna si affianca al patrimonio di cultura, tradizioni ed eccellenze enogastronomiche che Mirtò porta in dote nelle manifestazioni con più forte richiamo dell’Isola. Questa volta il sodalizio si compie all’interno dei giorni che vanno dal 20 al 25 febbraio e che celebrano “Lu Carrasciali Timpiesu” nell’edizione 2020.

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I preparativi per la sei giorni tempiese sono iniziati con l’approvazione dei progetti dei 18 carri allegorici a concorso e dei due carri di Re Giorgio e Mannena. Ora arriva la notizia della creazione di una serie di eventi con protagonista Mirtò, il brand che da Olbia ha deciso di affiancarsi ad eventi di richiamo. Dopo la riuscita collaborazione con la città di Tempio per la tappa del Rally Terra Sarda, ora nasce lo showroom di Mirtò all’interno dello Spazio Faber.

Sarà la statuetta di bronzo rinvenuta ad Abini la più grande attrazione dello showroom di Mirtò, un demone-eroe con 4 occhi e 4 braccia, custodito nel museo archeologico di Cagliari, interpretato come una rappresentazione di una divinità o di un uomo-eroe dotato di super poteri. Demone-eroe che appartiene alle manifestazioni trascendentali che contraddistinguono la manifattura del periodo nuragico. “Si tratta di un bronzo figurato, proveniente dal complesso cultuale di Abini-Teti di Nuoro, custodito nel museo archeologico di Cagliari e rappresenta un eroe divinizzato – spiega Franco Campus, responsabile scientifico della mostra di Mirtò su maschere e tradizioni dei carnevali in Sardegna -. Il personaggio indossa un copricapo con corna lunghissime e una maschera, con quattro occhi, collegata all’elmo. Ha inoltre quattro braccia, due scudi e diverse spade. Si tratta di una figura che impersona l’agire mitico, dove si compie una trasformazione del soggetto di questo agire in un dio o in un demone”. Una iconografia che richiama il possibile uso di maschere, che pare indossassero anche alcune delle celebri statue di Mont’ e Prama. “Questo confermerebbe la consuetudine da parte di soggetti importanti della società di utilizzare le maschere nell’ambito di rituali particolari che tramandano storie di eroi divinizzati” sottolinea Franco Campus.

Tempio si conferma così città della cultura. Mirtò ha deciso di allestire uno showroom con un’esposizione di maschere della tradizione del carnevale in Sardegna, rappresentative di storie ed evocative di suggestioni che si perdono nel tempo. Una composizione che si affiancherà a una mostra fotografica e un’esposizione delle maschere più conosciute della versione moderna del Carnevale di Tempio. Un percorso temporale che abbraccia le icone del carnevale in Sardegna, partendo dalla grande suggestione della sfilata dei carri di Tempio, senza dimenticare la lunga e fruttuosa esperienza dei maestri cartapestai del centro gallurese. Un progetto fortemente voluto da Salvatore Azzena, presidente di Mirtò e dal Comune di Tempio Pausania. La parte tecnica sarà gestita da Viviana Pinna, responsabile del progetto e Franco Campus, archeologo e sindaco di Ittireddu, nel ruolo di responsabile scientifico. Lo showroom sarà poi curato da Melania Isoni.

Mirtò sarà poi ancora una volta protagonista di un progetto di promozione e valorizzazione delle eccellenze, a partire da quelle enogastronomiche, ospitate all’interno di gazebo posizionati in piazza della Libertà. Ma seguendo una linea tracciata già dalla scorsa estate, si rinnova anche il percorso culturale, fondato in questo caso sulla tradizione delle maschere del carnevale. Un progetto sposato dal Comune di Tempio, dopo il successo della partecipazione di Mirtò alla tappa tempiese del Rally Terra Sarda. Il Comune metterà a disposizione lo Spazio Faber, il museo diffuso sulla musica dedicato al grande Fabrizio De Andrè. Un luogo di cultura che ospiterà lo showroom di Mirtò. “Siamo felici di confermare questa importante collaborazione con Mirtò, un marchio conosciuto che dà ulteriore prestigio alle manifestazioni del nostro Carnevale – spiega Gianni Addis, sindaco di Tempio -. Mirtò ha la grande capacità di saper valorizzare le risorse agroalimentari e produttive del territorio. Ma questo sodalizio si colora anche di un importante momento culturale, con lo showroom ospitato nello Spazio Faber sulla storia delle maschere del carnevale e della tradizione delle feste della Sardegna”.

Confermata poi la formula di successo degli stand lungo il percorso del carnevale, posizionati in piazza XXV Aprile. Tra i protagonisti dell’organizzazione anche le Classi ’71 e ’75. “Abbiamo scelto di iniziare un percorso 8 mesi fa, per noi Mirtò rappresenta il campione delle eccellenze agroalimentari, un’opportunità per valorizzare questo comparto anche all’interno di un momento speciale come il Carnevale di Tempio – spiega Vittorio Masu, della Classe ’75 -. Ma quest’anno ci sarà anche l’evento dell’esposizione delle maschere della tradizione, un ulteriore sforzo che il Comune di Tempio e Mirtò compiono per arricchire il calendario”. Un nuovo spazio di cultura, inserito nel contesto di una festa di popolo quale è il Carnevale di Tempio, che nel tempo è sempre più diventato un richiamo turistico, con visitatori che arrivano da ogni parte d’Europa.

Tags: archeologiaCarnevalemirtoTempio Pausania
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Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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