Il Comune di Cagliari ha potenziato il proprio sistema di contrasto all’abbandono dei rifiuti, un fenomeno che continua a compromettere il decoro urbano e a pesare sulle tasche dei cittadini. Ogni anno, gli interventi di rimozione e ripristino delle aree degradate costano oltre due milioni di euro, una somma che confluisce interamente nella TARI e che dunque grava sulla collettività.
Per rendere più efficace la lotta quotidiana contro l’inciviltà ambientale, l’Amministrazione comunale ha introdotto un piano d’azione strutturato su più livelli. Una squadra dedicata della Polizia Locale è impegnata in verifiche, sopralluoghi e presidi mirati con l’obiettivo di individuare e sanzionare i trasgressori. A supporto di queste attività è in funzione una rete di 40 telecamere mobili, costantemente monitorate e riposizionate nei punti più esposti al fenomeno, così da garantire controlli flessibili e tempestivi sul territorio.
L’utilizzo integrato di personale e tecnologia consente non solo di accelerare gli interventi di bonifica, ma anche di documentare i comportamenti illeciti e rendere più efficace l’attività sanzionatoria. Le nuove disposizioni di legge, inoltre, hanno introdotto pene più dure per chi abbandona rifiuti. Salvo che il fatto non costituisca reato, la sanzione amministrativa va da 1.000 a 3.000 euro. Se l’infrazione avviene con un veicolo a motore, è previsto anche il fermo del mezzo per un mese. Nei casi che coinvolgono imprese o enti, le pene possono comprendere arresto o ammende fino a 26.000 euro.
Il Comune sottolinea che contrastare l’abbandono dei rifiuti significa tutelare la città, l’ambiente e la salute pubblica, ma anche evitare che i comportamenti scorretti di pochi ricadano sull’intera comunità. L’amministrazione conferma quindi il proprio impegno a proseguire con controlli costanti e azioni preventive, per costruire una città più pulita e responsabile.








































