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Epatite C: in Sardegna 3 milioni di euro per screening hcv da Regione e assessorato

Necessario implementare i centri epatologici in Regione

di Redazione
21 Giugno 2022
in Benessere & Salute, Sardegna
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Hepatitis C. ? Depositphotos

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“Come è noto, in Italia ci sono oltre mezzo milione di positivi all’HCV che non sanno di essere infetti. Tutto questo porta ad un grosso ritardo in quella che è la diagnosi e le eventuali terapie. La Sardegna, purtroppo, non attinge al fondo innovativo per lo screening presente in Italia e tantomeno ha accesso agli screening attualmente presenti nella Finanziaria. La Regione Sardegna, nell’ambito della discussione alla finanziaria regionale ha presentato un emendamento a sostegno del capitolo “screening HCV” chiedendo che venga istituito un fondo con una dotazione di 3 milioni di euro da destinarsi nel 2022, 2023 e 2024 proprio per la diagnosi di HCV. Questo è importante perché permetterà a tutte quelle realtà che attualmente non hanno la possibilità di fare screening di poter accedere facilmente alla diagnosi di epatite C”. Lo ha dichiarato Ivana Maida, Professore Associato SC Malattie Infettive Università di Sassari, intervenuta in occasione del corso di formazione ECM sulla gestione dei tossicodipendenti con epatite C, organizzato dal provider Letscom E3 con il contributo incondizionato di AbbVie.

Il corso, dal titolo “Emersione del sommerso: un percorso condiviso per la diagnosi e il trattamento dei pazienti HCV positivi nei SER.D. della Regione Sardegna”, rientra nell’ambito di “HAND – Hepatitis in Addiction Network Delivery”, il progetto di networking a livello nazionale patrocinato da quattro società scientifiche (SIMIT, FeDerSerD, SIPaD e SITD) che dal 2019 coinvolge i Servizi per le Dipendenze e i Centri di cura per l’HCV afferenti a diverse città italiane.

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Durante il proprio intervento, la Professoressa Maida si è soffermata sulle modalità per abbreviare il percorso di Test&Treat del paziente complesso, spiegando che “ci sarebbe la necessità di avere a disposizione test capillari o salivari, per permettere anche a tutti i Centri periferici o alle strutture che seguono il paziente tossicodipendente di poter facilmente fare una diagnosi, anche in assenza di laboratori specifici all’interno delle strutture stesse, consentendo così una rapida presa in carico del paziente verso la cura”.

“Nonostante tutte le limitazioni e carenze in Sardegna fino ad ora abbiamo trattato con i farmaci antivirali oltre 10000 pazienti. Ipotizzando una media di persone infette con HCV del 2% è plausibile aspettarci ancora circa 20000 positivi di cui una buona parte inconsapevoli. Considerando l’età media molto elevata dei sardi e la prevalenza di individui HCV positivi nelle popolazioni più anziane potrebbe essere utile estendere lo screening in popolazioni anche alla fascia dei nati dal 1949 al 1968, ovvero di età compresa tra 72 a 51 anni.” Lo ha affermato il Professor Luchino Chessa, Responsabile SS Malattie del Fegato presso AOU di Cagliari.

“I dati attuali– ha proseguito il Professor Chessa- ci dicono che il numero di tossicodipendenti HCV positivi e viremici sembra molto inferiore a quello che veniva stimato. Sicuramente molto deriva dal fatto che negli anni tanti utenti sono stati sottoposti a terapia antivirale e che i PWDU più giovani non usano droghe in vena. Tutto ciò in ogni caso non deve far abbassare la guardia, è necessario dunque favorire le campagne di screening e di eradicazione dell’epatite C nella popolazione a rischio come i PWID, ogni caso un serbatoio per la popolazione generale. Da qui sono nati vari progetti di linkage to care tra epatologi/infettivologi e le realtà dei Ser.D. e delle carceri, che vanno strutturati e potenziati.” Il Professor Chessa si è poi soffermato sulle problematiche presenti sul territorio: “In Sardegna esistono delle criticità importanti, per quando riguarda la eradicazione dell’epatite C, quali assenza di un registro epidemiologico delle malattie del fegato e tantomeno delle infezioni da HCV, assenza di una rete dei centri specialistici che si occupano del trattamento dell’epatite C, mancanza di epatologi sul territorio e in presidi ospedalieri minori. Per cui bisogna agire implementando i pochi centri epatologici presenti in Sardegna, attualmente presso l’AOU di Cagliari e Sassari, la AOB e il PO SS.Trinità di Cagliari, il S.Martino di Oristano, il PO Nostra Mercede di Lanusei e infine l’Ospedale Paolo Giovanni II di Olbia, oramai in carenza di organico, e prevedere lo specialista epatologo sul territorio e nei presidi minori. È inoltre necessario mettere in funzione una rete tra i pochi centri e gli ambulatori epatologici rimasti, e costruire un network tra centri epatologici, Ser.D. e Carceri della Sardegna e i MMG” ha concluso.

Tags: epatite ChcvsanitàSardegnatossicodipendenze
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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