Dal 14 al 20 giugno la Sardegna diventa il percorso di un viaggio che unisce esperienza personale, sensibilizzazione e solidarietà. Torna infatti il “Pink Flamingos Bike”, il tour promosso dall’associazione Pink Flamingos che attraversa l’isola collegando simbolicamente i reparti oncologici e sostenendo un progetto dedicato ai più piccoli.
Protagoniste sono donne che hanno vissuto la malattia oncologica e che oggi scelgono di raccontare la propria ripartenza attraverso il movimento. Il messaggio che accompagna il viaggio è diretto: dopo la malattia è possibile tornare a progettare e guardare avanti.
Alla base dell’iniziativa c’è una storia personale che si è trasformata in un progetto collettivo. «Pink Flamingos è nato da una storia personale, ma oggi appartiene a tante donne. Dopo la diagnosi di tumore al seno e un anno trascorso tra interventi, chemioterapia, radioterapia e terapie, mi sono trovata ad affrontare anche un profondo senso di smarrimento – ha dichiarato Maria Cristina Concas, presidente dell’associazione Pink Flamingos – Terminati i trattamenti, ho deciso di risalire in bicicletta e fare un giro nello stagno di Molentargius, tra i fenicotteri rosa. Quella semplice uscita ha cambiato qualcosa dentro di me: quella notte, per la prima volta dopo mesi, ho dormito serenamente. Ho capito che il movimento, per me, era diventato una terapia capace di restituirmi energia, fiducia e voglia di vivere».
Il tour 2026 introduce anche un obiettivo concreto: contribuire alla realizzazione di una palestra per i bambini ricoverati all’ospedale Microcitemico di Cagliari, uno spazio pensato per accompagnare il percorso di cura con attività fisica e momenti di gioco.
L’associazione nasce dall’esperienza diretta di pazienti che hanno scelto di trasformare il proprio vissuto in un’azione condivisa. La bicicletta diventa così un elemento centrale: non solo simbolo di un percorso di rinascita, ma anche strumento per coinvolgere cittadini, professionisti e realtà locali in un dialogo sulla malattia oncologica e sul supporto a chi la affronta.
Nel corso degli anni, il tour ha costruito una rete tra strutture sanitarie, associazioni e cittadini, diventando un punto di riferimento tra le iniziative dedicate alla sensibilizzazione oncologica in Sardegna. Durante le tappe, l’incontro con i pazienti rappresenta uno dei momenti più significativi del viaggio. «Quando entriamo nelle oncologie e incontriamo persone sedute sulle stesse poltrone sulle quali siamo state noi, vediamo nei loro occhi la ricerca di una testimonianza concreta. Non diciamo che sarà facile o che tutti avranno lo stesso percorso, ma possiamo dire che si può continuare a vivere, progettare, sorridere. Noi siamo la prova che dopo la malattia può esserci ancora futuro. Ed è questo il messaggio che vogliamo portare in ogni tappa del nostro viaggio: trasformare la nostra esperienza in speranza per gli altri», conclude Maria Cristina Concas.
Da un primo gruppo di amiche unite da un’esperienza comune, Pink Flamingos è cresciuta fino a diventare un progetto strutturato che porta la propria testimonianza nei reparti oncologici e negli spazi pubblici, mantenendo al centro il valore della condivisione e del supporto reciproco.



































