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Monserrato: al via la rassegna teatrale d’autunno “Cultura popolare”

di Redazione
11 Ottobre 2019
in Sardegna, Spettacolo
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Prende il via domani la rassegna teatrale “Cultura popolare. Anno primo”, ospitata dal Teatro Moderno di Monserrato e organizzata dai Figli d’Arte Medas. 18 spettacoli che accompagneranno gli spettatori per tutto ottobre, novembre e dicembre. Sotto la direzione artistica di Gianluca Medas e Mauro Sollai, il ricco cartellone conferma la vivacità di questo teatro, laboratorio per giovani artisti, luogo in cui coltivare la creatività e spazio culturale accogliente per il pubblico.

Estrogenia. Primo appuntamento sabato 12 ottobre alle 20:30 con “Estrogenia 2.0” di Daniela Melis. La regia è di Virginia Garau e in scena ci saranno alcuni personaggi in rosa formidabili: Gigia e Rosetta da “Sa Domanda” e le donne di “Just Married”; le Tzies Angels e le loro missioni impossibili, le Tragody Sisters a caccia dell’uomo che non c’è più. Fra le novità la professoressa Pillitteri e le sue improbabili lezioni di sesso, la sarta oberata dalla famiglia, la nonnina sclerotica e la postina che legge come fossero versi un’ingiunzione di pagamento di Equitalia. I costumi e oggetti di scena sono di Caterina Peddis.

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Vedrai Vedrai. Il 17 ottobre, sempre alle 20:30, sarà la volta di “Vedrai Vedrai”, storytelling da Modugno a Fossati. Una narrazione di Gianluca Medas che percorre 30 anni di musica d’autore italiana. Dal vivo i brani più celebri di Modugno, Tenco, Endrigo, De Andrè, De Gregori, Venditti, Guccini, Bennato, Branduardi, Gaetano, Fossati, Dalla, Gaber e tanti altri eseguiti da Mauro Sollai (voce), Roberto Deidda (chitarra), Andrea Cocco (pianoforte), Giovanni Nucciarelli (violino), Luigi Sanna (batteria), Sergio Sorresu (basso).

Le eroine dell’opera. Ancora musica il 19 ottobre (ore 20:30) con “Le eroine dell’opera…e altre dipendenze”, ossia tutto quello che si vorrebbe sapere, ma non si sa, sulle grandi donne dell’opera. Sul palco il soprano Vittoria Lai, il mezzosoprano Martina Serra, il soprano Ilaria Vanacore e il tenore Gianluca Floris. Al pianoforte Andrea Cossu.

Ettore Petrolini. Il 1° novembre alle 20:30 si prosegue con “C’era una volta Ettore Petrolini” di e con Emanuele Bosu. Un omaggio a colui che fu unico prosecutore nel nostro secolo della commedia italiana dell’arte e della satira latina, portò sulla scena le passioni umane inimitabilmente”. Se ne ripercorrano testi, canzoni, pensieri con Giovanni Pilia al pianoforte, Nadia Cosseddu al violino, Giovanni Martinelli al trombone.

Tipping Point. Il 7 novembre alle 20:30 sarà la volta di “Tipping Point. Punto di ritorno” di e con Piero Murenu. Uno spettacolo che porta lo spettatore negli Stati Uniti del 1962, dove tre uomini rimasti intrappolati in un rifugio antiatomico rivelano la loro natura quando i viveri iniziano a scarseggiare. Una riflessione sull’essenza dell’umanità che, in questo caso, per sopravvivere, arriverà a sopraffare il più debole, identificato in un diverso. In scena anche Filippo Salaris e Alessando Pani. Suoni di Paolo Salaris e luci di Sergio Cugusi. 

Mistero nero. Alle 20:30 del 9 novembre andrà in scena “Mistero nero”, uno spettacolo musicale che racconta la vita di Billie Holiday. Grande cantante nera del jazz, cercò di emanciparsi, grazie al suo talento, dalla condizione di essere nera e donna. Lo spettacolo è basato su un testo originale della scrittrice Speranza Serra e si avvale del canto di Rossella Faa e della voce recitante di Maria Antonietta Azzu, accompagnate dall’Ensemble Laborintus (Angelo Vargiu al clarinetto, Gian Piero Carta al sax, Antonio Pitzoi alle chitarre, Simone Sassu al piano, Lorenzo Sabattini al basso, Luca Piana alla batteria). Gli arrangiamenti originali degli standard che ripercorrono il repertorio e la vita di Billie Holiday sono di Lorenzo Sabattini.

Chiara Effe. Si torna alla pura musica il 14 novembre, sempre alle 20:30, con Chiara Figus, in arte Chiara Effe. Giovane cantautrice cagliaritana, ha scelto di vivere di musica e di Sardegna, prestando la sua voce armonica e la sua capacità di scrittura di testi all’isola.

Mammai Manna. Il giorno dopo, 15 novembre, alle 20:30, il palcoscenico del Teatro Moderno di Monserrato abbraccerà lo spettacolo di Gianluca Medas e Asmed “Mammai Manna”, che torna in Sardegna dopo una lunga tournée all’estero. Spettacolo di danza e cinema, è tratto dall’omonimo libro di Medas, e racconta una Sardegna come mito primitivo comune a tutto il Mediterraneo.

Il Calapranzi. Il 16 novembre alle 20:30 andrà in scena “Il Calapranzi” di Harold Pinter, con Paolo Angioni (che è anche regista) e Giuseppe Garippa. I protagonisti sono due uomini, Ben e Gus, che sono in attesa di qualcosa in un seminterrato spoglio e desolato. Uno spettacolo di teatro puro con finale a sorpresa.

Farm Hall. Il 17 novembre alle 18:30 si potrà assistere a “Farm Hall 45” di Pino Longo, con la regia di Gianluca Medas. Spettacolo che fa riferimento al testo del prof. Emerito Giuseppe O. Longo e che riprende le registrazioni dei dialoghi di 10 scienziati tedeschi, incarcerati per sei mesi dagli inglesi nel ’45.

Furore. Tratto dal capolavoro di John Steinbeck, con drammaturgia di Gianluca Medas, il 22 novembre alle 20:30 le luci si accenderanno sullo spettacolo “Furore”. Sotto la regia di Andrea Zucca e con la chitarra di Roberto Deidda, la voce narrante, intervallato dalle canzoni di Woody Guthrie, interpretate da Roberto Deidda e insonorizzato da Francesco Medas, racconterà il dramma della famiglia di Tom Joad, costretta ad abbandonare l’Oklahoma a causa di continue tempeste di sabbia. Lo strazio del lungo viaggio verso la California sarà raccontato con qualche balla di fieno sul palco.

De André. Il 23 novembre alle 20:30 sarà la volta del tributo a Fabrizio De Andrè dal titolo “Zirichiltaggia”, spettacolo che nel 2012 vinse il premio “Risonando De André” di Soriano nel Cimino. Sul palco Francesco Manca (voce), Gianluca Pitzalis (chitarra), Simone Moro (piani), Luca Persico (violino), Andrea Persico (flauto), Mariano Manis (basso), Andrea Tuveri (batteria).

Mazzamurru. Il 24 novembre alle 20:30 si terrà invece lo spettacolo “Mazzamurru” con la chitarra di Roberto Deidda e la voce di Antonio Zeta: una passeggiata nelle strade di Castello tra racconti e canzoni, per riscoprire la cultura sopita di una Cagliari di altri tempi.

Volevo solo guardare il mare. Due appuntamenti con “Volevo solo guardare il mare” di Annalisa Zedde e Mauro Sollai (30 novembre e 13 dicembre, ore 20:30). Dopo il successo di “Finché lei non ci separi”, la squadra composta da Annalisa Zedde, Mauro Sollai, Andrea Zucca (regia) e Andrea Andrillo (colonna sonora) portano in scena una divertente commedia in cui due fratelli dovranno fare i conti con un passato bizzarro.

Cant’è mara la fammi. Con adattamento di Mario Lubino, regia di Alfredo Ruscitto, gli attori Mario Lubino, Alfredo Ruscitto, Alessandra Spiga, Paolo Colorito, Michelangelo Ghisu e Pasquale Possighe, con la scenografia di Vincenzo Ganadu e luci e fonica di Marcello Cubeddu, il 5 dicembre alle 20:30 sul palco del TTM ci sarà “Cant’è mara la fammi”. Un lavoro con il quale il teatro di Sassari affronta un tema classico della comicità del teatro: la fame.

Concerto Natale. Il 15 dicembre alle 20:30 il Black Suol Gospel Choir si esibirà nel concerto di Natale. Un viaggio attraverso le sonorità del gospel, musica dalle radici antiche che si è evoluta nei secoli, trasformandosi da canto di sofferenza degli schiavi in messaggio di speranza, gioia e amore.

A proposito di lei. La rassegna teatrale si conclude il 27 dicembre, ore 20:30, con “A proposito di lei”, scritto, diretto e interpretato da Annalisa Zedde. Si tratta di uno spettacolo dedicato alle donne e che intende stimolare l’autoironia femminile creando un ponte con il mondo degli uomini. Per farlo, ci si servirà di vari personaggi: la donna innamorata, quella che ha paura di vivere, quella alla ricerca di tisane dimagranti e infine Iole nella sua età adulta.

Tags: Monserratospettacoloteatro
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Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
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