Aeroitalia punta a lasciare la continuità territoriale della Sardegna, con l’obiettivo di chiudere questa fase possibilmente entro gennaio 2027. Lo ha annunciato l’amministratore delegato Gaetano Intrieri nel confronto con Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Enac e Regione Sardegna. Il manager chiede di concordare una conclusione ordinata del rapporto e assicura che il percorso non provocherà disservizi per i cittadini.
È un passaggio ulteriore rispetto alle richieste di sostegno rivolte nei giorni scorsi a Governo e Regione: dopo avere sollecitato interventi per rendere sostenibili i collegamenti, il vettore indica ora l’uscita dal servizio come proprio obiettivo. Le dichiarazioni non definiscono però una data concordata di cessazione dei voli né le modalità del passaggio.
Il divario sui costi del carburante
La posizione della compagnia nasce dal confronto fra i maggiori oneri denunciati e le compensazioni prospettate. Secondo Intrieri, il prezzo medio del carburante nel periodo richiamato è stato di 1.460 euro a tonnellata, contro i circa 630 euro stimati dal bando. Aeroitalia quantifica l’extracosto in 18,4 milioni di euro.
Diversa sarebbe la somma risultante dalle verifiche istituzionali: sempre secondo quanto riferito dall’amministratore delegato, i conteggi della Regione con Enac riconoscerebbero alla compagnia 2,6 milioni per il periodo da aprile a settembre. È su questa distanza che Intrieri fonda il giudizio di insostenibilità della prosecuzione del servizio.
Il manager ricorda di avere segnalato le criticità già a marzo, dopo un aumento del carburante che quantifica nel 150% rispetto a febbraio. Ringrazia il direttore generale di Enac Alexander D’Orsogna per l’intervento avviato in quella fase, sostenendo che si fosse arrivati vicino a un decreto di compensazione.
Le risorse e il confronto con la Regione
Intrieri attribuisce lo stallo a ragioni «più politiche che tecniche». Nella sua ricostruzione, a maggio la Regione si sarebbe impegnata a destinare circa 20 milioni ad Aeroitalia e ITA Airways, da ripartire in base all’attività delle due compagnie. Risorse che, afferma, non erano ancora arrivate a settembre.
Sul fronte regionale, il provvedimento del 30 settembre prevede un fondo da 10 milioni di euro per il 2026. Il 30 settembre la Giunta aveva disposto l’avvio dell’istruttoria per quantificare l’impatto del rincaro del jet fuel sulle singole rotte. L’assessora dei Trasporti Barbara Manca aveva precisato che non si trattava di un rimborso automatico, ma di una verifica degli equilibri economici dei collegamenti, nel rispetto delle norme nazionali ed europee.
Un’uscita da concordare
Il rapporto è ormai “ai titoli di coda”, secondo Intrieri, che chiede di concordarne con la Regione una conclusione ordinata, senza strappi né prove di forza. L’assenza di disservizi resta una rassicurazione della compagnia sul percorso che intende negoziare: tempi e modalità dell’uscita devono ancora essere definiti.
L’amministratore delegato richiama anche l’occupazione: Aeroitalia dà lavoro a circa 800 persone, quasi la metà in Sardegna, secondo i dati da lui indicati. La prospettiva aziendale è concentrarsi su modelli di attività ritenuti più sostenibili, tutelando il futuro del vettore e dei dipendenti.


































