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Paratriathlon: Giovanni Achenza, Nicola Azara e Rita Cuccuru, il trio di sardi tricolori

di Redazione
1 Novembre 2020
in Altri Sport, Sardegna
🕓 5 MINUTI DI LETTURA
53 2
Giovanni Achenza. Foto Daniele Sinosich

Giovanni Achenza. Foto Daniele Sinosich

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Sei titoli italiani paralimpici conquistati nel giro di una settimana rappresentano una bella vetrina per il movimento isolano. I protagonisti, tutti tesserati con la Federazione Italiana Triathlon (FITRI), sono conosciutissimi: Giovanni Achenza, Nicola Azara e Rita Cuccuru. Le loro festose comunelle non sono passate inosservate nel corso delle due tappe contrassegnanti i loro successi. Prima a Caorle (Venezia) per i campionati nazionali di Paraduathlon (corsa, bici, corsa) e poi, il week end successivo, a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) per gli Italiani di Paratriathlon (nuoto, bici, corsa).

Nella sede CIP di via Grosseto la felicità è doppia perché l’olbiese Nicola Azara è anche componente della giunta regionale. “La caparbietà e soprattutto la bravura dei nostri atleti deve servire da esempio a tutti noi – rimarca il presidente Cristina Sanna – perché anche se reduci da parentesi di vita abbastanza sconfortanti causa epidemia, non hanno abbandonato la via maestra che porta dritta verso traguardi sportivi importanti. Spero di poter incontrare di persona Nicola, Rita e Giovanni per complimentarmi e carpire loro anche qualche consiglio utile su come mantenere la fermezza in questi periodi dove lo scoramento potrebbe far abbassare la guardia a chiunque”.

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Da sinistra Giovanni Achenza, Nicola Azara e Rita Cuccuru

Giovanni Achenza, il campionissimo di Oschiri, tesserato con le Fiamme Azzurre, continua la sua preparazione fruttuosa verso Tokio 2021, appuntamento che non vuole farsi sfuggire nell’intento di dare continuità al bronzo di Rio 2016, e all’oro Europeo conquistato a Valencia un anno fa, plaudito da una regione giustamente inorgoglita.

Dalle sue parole le testimonianze scaturite nell’esperienza tricolore a Caorle (categoria PTWC), dove ha preceduto Pier Alberto Buccoliero: “Le sensazioni erano buone – afferma – soprattutto perché sotto l’aspetto climatico la giornata si manifestava abbastanza gradevole con un sole splendente che visti i tempi ti trasforma l’umore. Tutto il contrario a San Benedetto del Tronto dove invece abbiamo trovato mare mosso, acqua fredda e pioggia battente fino all’arrivo. Mi sentivo motivato anche perché siamo riusciti a disputare i camp di preparazione, al contrario di altre federazioni che hanno difficoltà a metterli in calendario”.

Dalla gioia personale ad un forte rammarico che non si dimentica mai di porre in luce: “Sarei ancora più contento se ci fossero più atleti al via, specie se conterranei”. Una considerazione è rivolta anche a questo periodo pieno di incertezze: “L’annullamento delle Para Olimpiadi mi ha rattristito non poco; ora le attenzioni sono rivolte all’anno prossimo con la speranza che i giochi si svolgano. Ancor più importante è poter disputare gare internazionali in modo da poter testare anche lo stato di forma dei miei avversari”.

Allenarsi in tutte e tre le discipline, attualmente, diventa complicato: “Tutto cambia in base alle restrizioni – puntualizza Giovanni – perché con le piscine chiuse una frazione di gara viene giocoforza trascurata; non resta che dedicarci alle restanti due da perfezionare su strada o nei rulli in casa. Devo tenere duro e perseverare con il lavoro perché anche i miei rivali di sicuro non stanno girandosi i pollici e voglio essere all’altezza per contrastarli”.

Tra i suoi propositi immediati, Giovanni Achenza spera, come tutti, che l’epidemia svanisca; ma per il futuro molto più lontano, aggiunge: “L’età avanza e sto pensando ad uno sport che sia meno faticoso ma altrettanto piacevole”.

Chiusura con messaggio ai tifosi: “Vi saluto con un abbraccio nella speranza di incontrarvi nelle mie competizioni, magari fianco a fianco”.

Certe sensazioni le riscontri con le persone che, seppur in via indiretta, hanno da spartire con l’ammaliante isola di Sardegna. Rita Cuccuru, pluricampionessa nazionale ed internazionale della sezione paralimpica della FITRI (scuderia Women Triathlon Italia), non solo è nata in Germania, ma da 23 anni abita nella famosa Maranello, la città della Ferrari. E nonostante tutto nel suo sangue scorre sardità al cento per cento perché i genitori sono nativi di Uri (Sassari) e la cultura isolana gli è stata trasmessa in maniera impeccabile. “Noi sardi siamo un grande famiglia – dice – e la Sardegna mi identifica, nonostante non ci sia nata mi sento sarda, lo dice il mio cognome, CUCCURU!!!”.

In via Grosseto sanno che i proponimenti del “vecchietto” Nicola Azara non sono esclusivamente teorici. Il doppio titolo italiano nella categoria PTS3, colto a 53 anni, dimostra che il purosangue olbiese non si fa dominare dagli acciacchi e porta avanti imperterrito la sua tabella di marcia, grazie anche all’amico e coach Sergio Russo che lo sopporta in tutte le sue manifestazioni caratteriali molto pittoresche.

Nella sua “svolta senile” ha inciso indubbiamente il tesseramento con la Tri Nuoro, avvenuto due anni fa: “Mi hanno accolto a braccia aperte come se fossi già un loro amico – racconta Nicola – poi col tempo l’amicizia si è rafforzata perché mi sono spesso recato nei luoghi dove gareggiavano come semplice spettatore. È un gruppo molto attivo e affiatato”. Ma questo non è servito a colmare una lacuna che, anche come rappresentante politico del CIP, vorrebbe definitivamente risolvere: “Purtroppo, specie in Sardegna, siamo quattro gatti che pratichiamo queste discipline – continua Azara – e alla fine il 90% delle volte ti ritrovi da solo in determinate trasferte. Qualcosa è cambiata dopo aver instaurato un ottimo rapporto con Nanni Achenza e Rita Cuccuru; ma ci ritroviamo insieme quando io arrivo in Penisola; comunque noi sardi formiamo un bel gruppo”.

Sui due recenti successi ha ovviamente dei ricordi abbastanza nitidi: “Nel duathlon avevo alle spalle una sola gara, lo scorso anno a Montelupo Fiorentino. A Caorle sono rimasto stupito dall’organizzazione impeccabile, ma la condotta di gara è stata condizionata dalle mia non perfetta forma fisica tra cui uno strappo sul piriforme che mi sta impedendo di conservare i ritmi espressi quando stavo bene. Tutto sommato ho chiuso la prima frazione di corsa sotto i cinque minuti e questa è una grande cosa. Nella frazione in bici ho sofferto maggiormente però mi sono rifatto con la corsa. Complessivamente è andata bene anche perché mi sono divertito nonostante la sofferenza, e poi sono arrivato primo”.

Il campione gallurese va avanti di una settimana ricordando l’esperienza nelle Marche. “Al Triathlon Sprint di San Benedetto del Tronto ho risentito anche del maltempo perché l’acqua era freddissima; all’interno del mio gruppo ci siamo presi a schiaffi un bel po’ di volte e nonostante tutto è andata anche quella. Pure la frazione in bici, percorsa sotto la pioggia battente, si è conclusa bene, mantenendo una buona media. Purtroppo, non tutto doveva andare liscio, e infatti, nella corsa, dopo trecento metri ho patito un crampo al polpaccio e mi sono sentito come il ragionier Ugo Fantozzi, però ho concluso la gara e di ciò sono molto contento”.

Tags: Giovanni AchenzaNicola AzaraparatriathlonRita CuccuruSardegnasport paralimpici
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  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis

Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿

⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli. 

🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria. 

📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza. 

La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗

📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿

📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo. 

⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese. 

🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale. 

In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭

Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.

👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it

📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.

🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.

⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.

🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.

👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.

👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.

🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.

📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola. 

🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.

🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.

👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.

Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟

Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.

🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️

🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.
 

Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.

🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia.
 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.

La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨

Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.

📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.

👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.

Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹

🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍

🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.

👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it

📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival. 

🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone. 

🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova. 

Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫

👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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