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Luigi Canepa, il compositore simbolo dell’educazione musicale di Sassari

Dal Conservatorio alle opere liriche acclamate in Italia e in Europa, fino all’impegno politico e civile: la storia del musicista patriota che ha plasmato la vita culturale sassarese tra Ottocento e Novecento

di Chiara Medinas
22 Agosto 2026
in People, Storia
🕓 3 MINUTI DI LETTURA
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Luigi Canepa

Luigi Canepa

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Nota dopo nota, la musica è come un flusso che travolge non solo chi ascolta, ma soprattutto i suoi esecutori, che grazie a studio e pratica trasmettono al proprio pubblico capolavori senza tempo. Più o meno esperte, tali figure sono attive anche nel contesto sassarese, sede fin dal 1968 di uno dei due Conservatori musicali statali dell’isola. Un riconoscimento che forse non sarebbe stato ottenuto senza il contributo di personalità come quella del compositore e patriota Luigi Canepa, da cui lo stesso ente prende il nome.

Nato a Sassari il 15 gennaio 1849 da Francesco Canepa e Angela Solari, fin da piccolo Luigi Canepa non solo mostrò uno spiccato talento musicale, ma ebbe anche la possibilità di compiere studi nell’ambito cimentandosi prima nel flauto a soli 8 anni, per poi essere mandato a Milano a frequentare il Conservatorio fino al 1861. Ammesso l’anno successivo al Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli, qui si distinse al punto da vincere un concorso per la classe di contrappunto e composizione e sempre in questi anni entrò in contatto anche col clima politico risorgimentale, che lo portò nel 1867 a combattere con i garibaldini per la liberazione di Roma, venendo tuttavia ferito e fatto prigioniero.

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Una volta tornato a Napoli, l’artista appena ventenne si trasferì a Milano per continuare gli studi, inaugurando il decennio successivo con la composizione della sua prima opera su libretto di Enrico Costa. Intitolata “Davide Rizio” e portata in scena nel novembre 1872 al teatro Carcano di Milano, all’esordio essa fu accolta con tanto successo da essere replicata successivamente in altre città italiane e arrivando perfino a Barcellona. Sulla scia di questo entusiasmo, due anni dopo fu la volta de “I Pezzenti” – giudicata positivamente sia al teatro alla Scala che in altre tappe europee – e “Riccardo III” nel 1879, che ricevette opinioni positive perfino da celebri autori come Giuseppe Verdi e consacrò definitivamente Canepa a speranza del panorama musicale italiano del periodo.

Inaugurati tra gli elogi, gli anni ‘80 rappresentarono per il compositore un ritorno alla città natale, dove proprio nel 1880 gli fu affidata la direzione del neonato Istituto Musicale di Sassari. Avviata con 74 iscritti, la struttura ospitava diversi insegnamenti – come corno, canto corale, violoncello, contrabbasso, divisione e solfeggio, elementi e lettura musicale – e subì nel corso degli anni varie chiusure e ridenominazioni, diventando prima Istituto Musicale Sassarese nel 1887 poi Scuola di Musica di Sassari nel 1895 per arrivare alla trasformazione in liceo musicale pareggiato nel 1962 ed infine assumere la forma di Conservatorio Statale di Musica “Luigi Canepa”.

Una storia travagliata che in tutti i cambiamenti ha sempre mantenuto come comune denominatore la presenza di Canepa, nel frattempo insediatosi anche alla guida della Banda Civica locale e ormai ristabilitosi a Sassari a causa di una grave malattia. Questa permanenza più o meno forzata non solo tuttavia gli permise di respirare la vivacità del contesto locale grazie all’inaugurazione nel 1884 dello storico Teatro Verdi, ma anche di reinserirsi in politica candidandosi nel 1891 alle elezioni comunali e vincendole con ampio consenso. Parallelamente, col migliorare della salute Luigi decise, inoltre, di riprendere anche a comporre, dando vita a una messa, una marcia funebre per Giuseppe Garibaldi, un brano dedicato alla morte dell’ex senatore Nino Bixio e all’opera “Amsicora”, commissionata da un’Associazione Universitaria per uno spettacolo con incasso destinato alla Cassa di soccorso per studenti bisognosi. Portato in scena al Teatro Verdi nel 1903, tale lavoro sarà l’ultimo della sua esistenza, interrottasi il 12 maggio 1914 a Sassari.

Uno zelante impegno ricordato ancora con orgoglio da diverse realtà musicali locali, dal già citato Conservatorio Statale di Musicaa una via della città a lui intitolata fino a due Bande cittadine e all’Associazione Corale Luigi Canepa, considerata la più antica istituzione corale dell’isola fondata dal compositore. In attività dal 1880 e costituitasi nel 1921, ad oggi essa ha abbracciato l’eredità del Canepa portando avanti iniziative per i più giovani come il Festival Musicale per Voci Bianche “Giocanto”, ma soprattutto continuando a coltivare un’intensa attività concertistica con costante presenza nelle stagioni liriche sassaresi, scuole di canto e formazione musicale.

Tags: Conservatorio CanepaLuigi Canepamusicaopera liricaSassari
Chiara Medinas

Chiara Medinas

Assidua frequentatrice di musei e grande amante delle pardule, la curiosità è la mia musa ispiratrice. Se è vero che la bellezza sta negli occhi di chi guarda, credo non ci sia sensazione migliore che provare stupore per le piccole cose.

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  • 🌙 La bardana: quando la notte portava paura in Sardegna.
Nell’Ottocento, tra Barbagia e Gallura, un fenomeno criminale unico ha segnato i villaggi sardi.  Gruppi di cavalieri armati, coordinati da “su bardaneri”, pianificavano assalti notturni a dimore e stazzi isolati. Niente venerdì: la scaramanzia faceva parte del codice. 🐴⚔️  Tortolì, 13-14 novembre 1894 🗡️
Un gruppo armato assalta la villa del cavaliere Vittorio Depau. Il possidente è a Cagliari, nella dimora restano servitù e famiglia. Un servo oppone resistenza e viene ucciso. Il brigadiere Pietro Giua cade in combattimento, il carabiniere Bulciolu resta ferito. I malviventi fuggono col bottino, lasciando il paese nel terrore.  Esterzili, Venerdì Santo 1840 ⚰️
La nobile famiglia Capece viene assaltata nella sua dimora. Don Salvatore, il capofamiglia, perde la vita. La figlia Francesca testimonia: i cugini Giulio e Salvatore Tolu vengono accusati, arrestati e giustiziati. Anni dopo si scopre la verità: erano innocenti. I veri colpevoli vengono individuati, la refurtiva recuperata. Due vite spezzate ingiustamente.  Due episodi che hanno segnato la storia sarda dell’Ottocento. 🏔️📖  🔗 Articolo completo di Chiara Medinas su shmag.it
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  • 🧙🏻‍♀️ Julia Carta non era una strega. Era una donna che il tempo non ha cancellato.  Julia Casu Masia Porcu nacque intorno al 1561 a Mores, in una famiglia segnata dalla povertà e dall’analfabetismo. A circa 25 anni si sposò e si trasferì nella vicina a Siligo.  🧉 Aveva appreso dalla nonna conoscenze terapeutiche: curava, preparava rimedi, aiutava chi si rivolgeva a lei.
Ma quelle stesse persone finirono per accusarla.  👨🏻‍⚖️ Processata due volte dal Tribunale dell’Inquisizione spagnola di Sassari, condotta nel Castello Aragonese, minacciata di tortura: Julia confessò sotto terrore. La pena fu di tre anni, poi tornò a Siligo.  Ma le accuse ripresero. Un secondo processo.
Dell’esito finale non si hanno certezze. Le sue tracce si fermano nel 1614, nel National Historical Archive di Madrid.  Probabilmente non fu arsa sul rogo. Riuscì a salvarsi.  🌑 La sua storia è rimasta nella memoria di Siligo, che nel 2025 è entrata nella prestigiosa Rete delle Città delle Streghe.  Julia non fu una martire.
Non fu una strega.
Fu una donna fuori dal tempo.  👉 La storia completa di Raffaella Piras ti aspetta su SHmag.it 📰  #JuliaCarta #Siligo #cittàdellestreghe
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