La sedia sulla quale siete seduti, il tavolo su cui appoggiate il pc, la penna che fate roteare tra le dita, la tazzina di caffè con cui ogni giorno date inizio alla giornata sono tutti prodotti teorizzati e progettati sin nel più piccolo particolare, anche quello all’apparenza più insignificante, frutto di un attento studio che unisce arte e utilità, praticità ed estetica, diligenti figli del “design”.

Nella nostra isola vive un maestro che imprime al disegno industriale tutta la sua eleganza, raffinatezza, ma anche semplicità stilistica, dando vita ad una realtà concreta, efficace ed accessibile a tutti: il suo nome è Stefano Carta Vasconcellos, capo designer di “Stefano Carta Vasconcellos Design Studio”.

Il giovane product e interior designer cagliaritano dalle origini brasiliane è una delle menti brillanti che vivono nella nostra isola, si laurea in Economia e in Product Design presso l’Istituto Europeo di Design e nel 2013 dà vita al proprio studio di grafica industriale. Professore di Product Design presso lo IED di Cagliari e expert in digital fabrication per Sardegna Ricerche, le sue numerose idee sono state esposte alla “Maker Faire” di Roma, a “Operae a Torino” e all’ultima edizione della Triennale di Milano, ma è nel 2018 che si aggiudica il primo premio del “Salone Satellite Award” (rassegna promossa dal “Salone del Mobile di Milano” dedicata ai creativi under 35) con la sua “Cucina Leggera”.

 

 

Ciao Stefano, per prima cosa, come “funziona” il tuo processo creativo?
Tutto inizia sempre con il mio quaderno e il mio set di penne e pennarelli. Ma non inizio mai subito a disegnare, ma scrivendo: il brief, i materiali da utilizzare nel progetto, le tecnologie e il tema all’interno del quale voglio lavorare. Solo dopo inizio la fase in cui disegno ed abbozzo le prime idee. Nel mio caso poi questa fase è contemporanea a quella di ricerca, perché solo riproducendo con gli sketch quello che cerco e trovo interessante, riesco a trovare la mia sintesi dei concetti che voglio poi sviluppare nel progetto.

Quali sono le caratteristiche e peculiarità che rendono riconoscibile un tuo prodotto?
Personalmente quello che trovo interessante è cercare di progettare oggetti completi, nei quali ci sia un processo felice sia di progettazione che di produzione. Una cosa che mi piace moltissimo del mio lavoro è proprio lavorare fianco a fianco alle persone che poi realizzeranno il prodotto, anzi forse questo è uno dei momenti più marcanti, quello nel quale si risolvono i problemi e nascono le forme definitive del prodotto.
Ecco, vorrei che nei miei prodotti fosse leggibile questo percorso.

Come nasce il progetto “Light Kitchen”?
Nasce a partire da una riflessione sul concetto di migrazione, ormai diventato parte integrante della vita della mia generazione, quella dei cosiddetti “Millennials”. Ho voluto pensare un concept di cucina che potesse racchiudere al suo interno diversi elementi: volevo che fosse facile da costruire e realizzare, volevo che fosse facile da trasportare e che fosse facile da montare in poco tempo. La ricerca quindi è stata estremamente ampia, così come le infinite possibilità messe a disposizione dalla digital fab. Il risultato è un blocco cucina composto da solamente 7 parti, assemblabili tramite incastri in pochi minuti, senza l’utilizzo di viti o colla. La cucina fa parte infine della collezione Celer Furniture, una piattaforma nella quale qualsiasi utente, in tutto il mondo, può personalizzare il proprio arredo, poi realizzato dal produttore più vicino.

Come vedi il futuro del Product Design?
Oggi il Product Design è sempre più legato alla tecnologia, sia dal punto di vista delle possibilità produttive che dell’interazione con il fruitore. Il designer ha il compito, non solo più di disegnare il cosiddetto “chassis” del prodotto, ma anche di capire il modo in cui quel prodotto “viene al mondo” e l’interazione che lo stesso avrà con l’utente. Per questo è sempre più comune vedere progetti in cui un product designer ha lavorato insieme ad un informatico e/o un artista plastico, offrendo un “moderno” valore aggiunto.