Le nuove iscrizioni di imprese nel Nuorese e in Ogliastra crescono dell’8,1% nei primi nove mesi del 2026, raggiungendo quota 1.051. L’incremento supera quello della Sardegna, pari al 3,6%, e il dato nazionale dell’1,8%. È uno dei risultati dell’analisi dell’Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Nuoro, basata su dodici report statistici InfoCamere relativi al terzo trimestre 2026.
Nel solo periodo luglio-settembre, la circoscrizione camerale, che comprende Nuorese e Ogliastra, registra 227 iscrizioni e 184 cancellazioni, con un saldo positivo di 43 imprese. Nello stesso trimestre, il saldo regionale è invece negativo per 362 imprese. Sono due le procedure concorsuali aperte nel territorio durante il trimestre.
Giovani e agricoltura trainano le nuove iscrizioni
Il settore primario mantiene un peso rilevante: agricoltura e attività connesse contano oltre 10.100 imprese, pari al 36,4% delle imprese attive della circoscrizione. L’incidenza è superiore al 23,3% regionale e al 13,3% nazionale.
Da gennaio a settembre, le iscrizioni di imprese giovanili aumentano complessivamente del 19,5%, arrivando a 350, mentre in Sardegna la crescita è del 6,4%. In agricoltura, 90 delle 191 nuove imprese under 35 iscritte nell’isola hanno sede nella circoscrizione di Nuoro: circa il 47% del totale regionale. Rispetto allo stesso periodo del 2025, le nuove iscrizioni agricole giovanili del territorio aumentano del 95,7%.
Anche l’imprenditoria femminile mostra un andamento diverso da quello regionale: nei primi nove mesi le nuove iscrizioni crescono del 3,1%, a fronte di una flessione del 4% in Sardegna.
Addetti in aumento soprattutto nel manifatturiero e nell’energia
Nelle imprese monitorate in modo omogeneo, il numero degli addetti aumenta dell’1,3%, contro il +0,1% regionale. Complessivamente, il sistema imprenditoriale della circoscrizione supera i 50.100 addetti.
Il contributo maggiore arriva dal comparto manifatturiero ed energetico, dove gli addetti crescono del 4%, rispetto allo 0,6% sardo. Nel turismo la variazione locale è del +0,1%, mentre il settore registra una diminuzione dell’1,2% a livello regionale. Secondo l’analisi camerale, il valore aggiunto medio per impresa supera i 680 mila euro, sostanzialmente in linea con il dato regionale.
Servizi avanzati e accesso ai mercati restano le priorità
Accanto ai segnali di crescita, l’Osservatorio evidenzia la frammentazione del tessuto imprenditoriale e la presenza limitata dei servizi avanzati alle imprese. Consulenza, servizi tecnici, professionali e digitali rappresentano il 6,5% delle imprese attive, contro l’11,1% regionale e oltre il 17% nazionale.
L’analisi individua tre direttrici di sviluppo: sostenere i giovani in agricoltura con credito dedicato, aggregazione di filiera e formazione manageriale; migliorare l’accesso ai mercati attraverso logistica, reti commerciali e canali digitali; favorire servizi avanzati e competenze innovative a supporto di agroalimentare, manifatturiero e turismo.




































