Sull’esistenza di un legame innegabile tra le donne e la letteratura non ci sono più dubbi, spazzati ormai via da fiumi di parole e cascate di premi. Lo stesso possiamo dirlo delle donne sarde, e non solo per discendenza da una matriarca letteraria leggendaria quale il premio Nobel Grazia Deledda, ma anche e soprattutto per l’audacia con cui raccontano la loro terra senza abuso di figure retoriche, tale e quale, e per la perseveranza e audacia dei loro progetti, che la promuovono da “isola” a “isola del tesoro” (letterario, ovviamente). Forte di tutti questi valori e di una passione genuina e incontenibile, è proprio una donna sarda l’ideatrice del primo circolo letterario femminile, il Club di Jane Austen. Giuditta Sireus, direttrice artistica di questo progetto esploso in tutta l’isola, non può quindi che essere l’esempio perfetto del trinomio “donna, letteratura, Isola”, la formula del suo successo.

Nato con l’idea di creare uno spazio reale e virtuale – al femminile – di condivisione e interazione in nome della comune passione per la lettura e per la produzione della celebre autrice inglese, il Club di Jane Austen non si può certo considerare un semplice gruppo di avide lettrici. Spazio, ritrovo, microcosmo, persino casa, con un numero di iscrizioni già ragguardevole (420) potremmo quasi chiamarlo un fenomeno o un movimento, e a giusto titolo visto che la sua attività non si limita solo all’organizzazione di incontri volti alla discussione di un’opera scelta, ma anche all’allestimento di eventi unici, originali e aperti a tutti, in cui le iscritte sono le prime ad avere voce in capitolo.

Dagli incontri in abiti d’epoca, curati nei minimi dettagli sartoriali e storici, che hanno il potere di far rivivere le scene più belle nate dalla penna austeniana a tutte quelle che sognano un amore come quello tra Elizabeth Bennet e Mr Darcy o di vivere in un’epoca diversa dalla propria da protagoniste, alle iniziative mirate alla promozione della lettura e degli autori, veri e propri ospiti d’onore (è il caso del “dicembre letterario”): l’attività di questo circolo/associazione è davvero senza limiti, un romanzo scritto volta per volta dalla sua ideatrice e dalle sue iscritte e che – ci auguriamo – non conosca mai la parola “The End”.

Incredibile è anche quanta strada sia già stata fatta e non solo in fatto di numeri. Oltre a quello di iscrizioni, infatti, c’è quello delle sedi: da Villacidro a Sassari, poi Nuoro e infine (più di recente) Cagliari, l’espansione potrà di sicuro permettere a tutte le donne interessate di partecipare a prescindere dai punti cardinali, scoprendo che le passioni, a volte, non conoscono distanze. Estensione che fa rima non a caso con valorizzazione, un altro traguardo più che importante ottenuto, ovvero il riconoscimento e sostegno ricevuti dal Ministero dei Beni Culturali, quasi un Nobel dei circoli letterari e una sorta di orgogliosa approvazione ottenuta da chi, sarda come queste instancabili donne, quel premio l’ha già vinto.

Uno spazio di evasione, di condivisione e di libera espressione: il Club di Jane Austen è tutto ciò che la letteratura promuove o che dovrebbe promuovere. Se poi il genere grammaticale è per di più proprio quello femminile, la garanzia di efficacia sembrerebbe praticamente garantita, al pari dell’accoglienza a braccia aperte. L’adesione, infatti, è assolutamente libera e gratuita – lungi dall’elitarismo ed esclusività dei circoli di un tempo – così come è libero il contributo annuale che è possibile elargire a sostegno dell’associazione. Inoltrarla è semplice, essendo sufficiente contattare il circolo tramite la sua pagina Facebook (Il Club di Jane Austen Sardegna – Circolo Letterario Femminile) o il suo indirizzo mail (clubjaneaustensardegna@gmail.com), indicando i propri recapiti e la sede di interesse. Chi dice che una storia finisce quando chiudiamo il libro, e che esista una vita sola? Si dice che chi legge ne viva più di una, e le donne, che sono così tante cose – madri, mogli, amanti – lo hanno capito subito, o forse lo hanno sempre saputo.