Siamo ormai in prossimità dell’estate e sempre più pazienti si rivolgono agli studi dentistici per richiedere uno sbiancamento dentale. È una delle procedure estetiche più gettonate nel nostro settore, specialmente prima dell’estate, nell’ottica di far “splendere” ancora di più il sorriso in relazione alla splendida abbronzatura.

Piccola precisazione prima di addentrarci nel cuore dell’argomento. Quello di cui andremo a parlare ora sarebbe più corretto chiamarlo “schiarimento” e non “sbiancamento”, in quanto il trattamento schiarisce il colore naturale dei denti, che può essere più o meno marcato a seconda dei capricci di madre natura o, per dirla in maniera scientifica, della nostra genetica.

In sintesi, si potrebbero effettuare sbiancamenti su sbiancamenti su un dente che è originariamente tendente al giallo e non si avrà mai l’effetto di bianco splendente sperato. La soluzione, in casi simili, non risiede nello sbiancamento ma nelle faccette di ceramica, che sono le uniche a poter donare artificialmente il colore desiderato.

Lo sbiancamento può essere realizzato in studio (eseguito dal dentista o dall’igienista dentale) oppure domiciliare, ovvero effettuato dalla persona stessa a casa propria con i materiali e le istruzioni date in studio.

Lo sbiancamento professionale, seppur più costoso, è più efficace di quello domiciliare. Nella pratica si utilizzano agenti chimici come il perossido di idrogeno, impiegati con diverse concentrazioni a seconda della tecnica che si intende utilizzare, abbinati a sorgenti luminose specifiche e dedicate per la loro attivazione, come il laser.

Lo sbiancamento dei denti con il laser si focalizza sull’uso di perossido d’idrogeno ad alte concentrazioni che, dopo l’applicazione sulla superficie dei denti, viene poi irradiato con una luce che attiva attraverso il calore l’elemento chimico che scompone le molecole delle macchie in composti più piccoli, incolori e facilmente eliminabili.

Nei due giorni successivi al trattamento, per evitare di perderne gli effetti schiarenti, o avere effetti fastidiosi di sensibilità, è necessario:

1) evitare cibi e sostanze pigmentate come carciofi, spinaci, barbabietole rosse, liquirizia, pomodori, tè, caffè, bibite gasate, alcolici, mirtilli o simili;

2) evitare cibi acidi quali succhi di frutta, yogurt, formaggi acidi, aceto, vino bianco, agrumi;

3) evitare cibi molto freddi o molto caldi;

4) non fumare.

In alcune persone lo sbiancamento può provocare sensibilità dentale al caldo e al freddo. Per diminuire questo fastidio, nei dieci giorni successivi al trattamento è bene lavare i denti con del gel al fluoro la sera, lasciandolo agire per qualche minuto prima di risciacquare ed utilizzare un dentifricio specifico per denti sensibili.

Ad ogni modo, prima di intraprendere un qualsiasi tipo di trattamento sbiancante, è opportuno sottoporsi ad una visita dentistica specialistica per accertarsi che non sussistano controindicazioni quali carie, ipersensibilità o altre malattie del cavo orale.

Ogni mese il Dott. Massaiu risponderà ad uno di voi. Inviate le vostre curiosità all’email dott.massaiu@shmag.it.