È un evento frequente che i piccoli bambini subiscano traumi, che a volte passano inosservati, magari mentre sono soli e “fortunatamente” non vengono scoperti dai genitori, sempre troppo apprensivi sulla salute del proprio figlio.

Mentre nel secolo scorso era facile che le famiglie avessero quattro, cinque o anche più figli, per cui l’attenzione che ogni genitore riponeva su di loro era suddivisa e legata ai fatti realmente importanti, ora che le coppie hanno uno o raramente due figli, tanto più tempo a disposizione, internet sempre connesso, e i gruppi di genitori su Whatsapp sempre attivi, si assiste ad un eccesso di controllo sullo stato di salute di ognuno di loro.

Esistono anche delle forme psicopatologiche quando il genitore, per calarsi ancora di più nel ruolo e sentirsi rassicurato della sua funzione, cercano segni o sintomi (magari rapportandoli a fatti avvenuti nella loro infanzia o gioventù oppure sentiti dire o letti sul web) di malattie dalle quali devono proteggere il loro figlio o per le quali vanno dal medico già con una diagnosi preconfezionata.

Nel caso in cui un bambino presenti un dente scuro, questo di solito è un incisivo superiore, uno dei due dentini anteriori nella mascella, quelli che per primi si vedono quando si sorride. La mamma viene colpita da questo fatto in quanto altera l’estetica della bocca e teme possa portare gravi conseguenze alla futura dentatura da adulto. Per cui si presenta dallo specialista odontoiatra chiedendo una visita urgente per chiarirsi ogni dubbio sul futuro della situazione orale per proprio erede.

Fondamentalmente cosa è successo? Cosa ha portato questo dentino a perdere la sua translucenza e scurirsi? Come detto in apertura il dente ha subito un piccolo trauma, magari il bambino è caduto o ha semplicemente sbattuto su qualcosa, per cui è stato leggermente smosso all’interno dell’osso. Questo ha determinato una interruzione del fascio vascolo-nervoso che lo rende “vivo” e quindi non ricevendo più il corretto afflusso di sangue, è “morto”. Ha perso la vitalità. Fatto grave quando succede su un dente permanente nell’adulto, ma di media-bassa gravità quando succede nel bambino. Questo perché il dentino verrà perso nel giro di uno due anni, per essere sostituito dal permanente, per cui del danno in questo caso non rimarrà segno.

Se per caso dovesse svilupparsi un piccolo ascesso, evidenziato dalla presenza di una piccola pustolina bianca sulla gengiva al di sopra del colletto del dente, sarà semplicemente necessario farlo drenare attraverso un piccolo foro che si determinerà nella parte posteriore del dente, senza bisogno di effettuare una anestesia, quindi in maniera semplice e rapida.

Se invece il bambino ha un’età compresa tra la fine dei tre e l’inizio dei quattro, sarà sufficiente effettuare una chiusura dello spazio che conteneva vasi e nervi con del materiale medicamentoso adatto, per portare il dente senza problemi sino alla sua naturale perdita ai sei anni.

Concludendo posso affermare, e il buon senso consiglia, che il compito del dentista sarà quello di rassicurare la madre, dopo aver constatato che il bambino sta bene e non presenta segni o sintomi che possano portare a un danno concreto. Come mi insegnava un vecchio e saggio pediatra, il loro compito era per il 90% rassicurare le madri e per il 10% curare i bambini, così dobbiamo proseguire noi odontoiatri.

 

Ogni mese il Dott. Massaiu risponderà ad uno di voi.

Inviate le vostre curiosità all’email dott.massaiu@shmag.it.