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Catastrofi naturali: colpa del cambiamento climatico?

Da settimane si susseguono terribili notizie su ondate di caldo, tempeste e inondazioni. Indice di un cambiamento climatico accelerato e anomalo rispetto al passato

di Erica Lucia Noli
19 Luglio 2021
in Italia & Mondo
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Un'inondazione. ? Pixabay
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Di cambiamento climatico si può morire e ne sono la prova gli eventi climatici estremi degli ultimi mesi. Dopo l’ondata di caldo che ha colpito il Canada due settimane fa e che ha causato decine di vittime, un’altra calamità naturale ci dimostra che il cambiamento climatico non solo esiste, ma produce pure degli effetti spaventosi.

Negli ultimi giorni, Germania, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi stanno subendo un’ondata di maltempo che non ha precedenti. Le strade si sono tramutate in fiumi, le dighe sono a rischio crollo, le abitazioni sono state distrutte dal flusso dell’acqua, le linee telefoniche sono interrotte e ci sono continui blackout. Ben 200.000 abitazioni sono senza elettricità e acqua potabile. Il conteggio delle vittime, inoltre, è in continuo aggiornamento.

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In Germania, nella regione della Renania Settentrionale-Westfalia e della Renania-Palatinato, sono state registrate almeno 156 vittime, un migliaio di feriti e 103 persone risultano essere ancora disperse. I media d’informazione parlano di “alluvione del secolo” e i dati dimostrano che dal 1900 non è mai stata registrata un’alluvione di tale portata. La Germania è stata colpita, secondo i meteorologi, da un’alluvione senza nessun precedente e in vari comuni è stato dichiarato lo stato di emergenza. In Belgio, il maltempo ha colpito soprattutto la zona adiacente a Liegi, in Vallonia, e sono state registrate almeno 20 vittime. Circa 21.000 persone si sono ritrovate senza energia elettrica e oltre 150 soccorritori provenienti da Italia, Francia e Austria sono al lavoro per assistere gli abitanti delle cittadine colpite.

Sono tante le personalità politiche e gli esperti che, in queste ore, hanno puntato il dito contro il cambiamento climatico e hanno sottolineato la necessità di muoversi per evitare episodi simili in futuro. La presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen, ha dichiarato: “La scienza ci dice che questo è un chiaro segno del cambiamento climatico, e che abbiamo davvero urgenza di agire”. “Un’alluvione del genere è collegata al cambiamento climatico. – ha affermato Armin Laschet, presidente CDU e candidato a cancelliere – Dovremo confrontarci con queste catastrofi sempre più di frequente. Ciò rende evidente la necessità di misure per la protezione del clima a livello europeo, nazionale e mondiale”.

Un'inondazione. ? Pixabay
Un'inondazione. ? Pixabay

Ma in che modo questi eventi naturali spaventosi sono collegati al cambiamento climatico? Secondo gli studiosi, l’innalzamento delle temperature dovuto al riscaldamento globale porta all’evaporazione di una quantità maggiore di acqua che poi diventa pioggia o neve. Essi stimano, inoltre, che un aumento della temperatura terreste di 1°C accresce del 7% la capacità dell’atmosfera di trattenere il vapore. Non solo quindi in futuro pioverà di più, ma ogni pioggia avrà un’intensità sempre più notevole.

La moltiplicazione degli eventi climatici estremi è quindi causata dal riscaldamento globale. Nel 2020 gli eventi climatici estremi sono stati ben 369, numero più elevato rispetto alla media degli ultimi vent’anni (335). Inoltre, il 2020 (insieme al 2016) è stato l’anno più caldo mai registrato prima. Tali ondate di calore hanno causato la morte di 6340 persone solo tra Regno Unito, Francia, Paesi Bassi e Belgio, più del doppio rispetto al 2019. L’anno scorso, oltre alle ondate di caldo, durante la stagione degli uragani atlantici, ci sono state 30 tempeste tropicali.

È stato stimato che i disastri ambientali collegati al clima sono quasi raddoppiati in soli quarant’anni: dal 1980 al 1999 sono stati rilevati 3656 eventi estremi, tra il 2000 e il 2019 invece ben 6681 eventi estremi, con un innalzamento del +83%. Le catastrofi naturali più frequenti sono proprio le inondazioni e le tempeste. Poi troviamo le temperature estreme, le frane, la siccità e gli incendi.

Ma non tutti i Paesi sono pronti ad affrontare i cataclismi. Infatti, secondo un report di “Carbon Disclosure Project” pubblicato a maggio del 2021, su un campione di più di 800 città disseminate in 84 Paesi, l’anno scorso il 43% non aveva ancora fissato un piano di gestione dell’emergenza climatica. “Quasi tutte le città comprese nel nostro database (il 93%) dichiarano di affrontare rischi climatici molto seri, ma solo il 43% ha già adottato un piano di adattamento”, ha spiegato la direttrice del settore policy engagement di CDP Europa, Mirjam Wolfrum. Attraverso i piani di adattamento, le città definiscono le strategie per reagire alle calamità naturali. Vengono organizzate e stabilite le misure di prevenzione, come le mappe delle aree a rischio inondazioni, le stazioni di monitoraggio o la costruzione di aree verdi. In assenza di un piano di adattamento ci si ritrovata impreparati a gestire eventi naturali estremi. In Italia, secondo il report, su 18 città prese in considerazione, solo 4 non hanno ancora elaborato un piano di adattamento. Segno positivo che dimostra che nel nostro Paese la prevenzione dei danni causati dagli eventi estremi inizia ad assumere l’importanza che le spetta.

Tags: ambientecambiamenti climaticicatastrofi naturaliclima
Erica Lucia Noli

Erica Lucia Noli

Nasce nel 1992 a Cagliari, città che ama e in cui vive. Laureata in Comunicazione e laureanda magistrale in Giornalismo all'Università Sapienza di Roma, aspira a diventare giornalista da quando è poco più che bambina. Si definisce una curiosa e attenta esploratrice del mondo.

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
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Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
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