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Dl Ucraina, Camera vota la fiducia tra proteste e attacco dei ‘vannacciani’ a Salvini

di Redazione
11 Febbraio 2026
in Italia & Mondo
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(Adnkronos) – Tra manifesti dei ‘futuristi’ di Vannacci con sfida alla Lega e proteste delle opposizioni, arriva
oggi all’esame della Camera il decreto Ucraina sul quale il governo ha posto ieri la fiducia. Le dichiarazioni di voto sulla fiducia al dl inizieranno a partire dalle 11.50, poi chiama dalle 13.30. Dalle 16.45, quindi, il prosieguo dell’esame del provvedimento. 

Il decreto – che contiene disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance – dovrà poi passare all’esame del Senato e quindi convertito in legge entro il 2 marzo. 

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“Porre la fiducia non è un modo di scappare”, ma “obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se continuano ad appoggiare”, ha intanto spiegato ieri il ministro della Difesa Guido Crosetto in aula alla Camera replicando agli interventi dei deputati. 

Porre la fiducia “è un atto serio di posizionamento politico della maggioranza e la serietà dell’atto è fisicamente rappresentata dalla mia presenza”, ha sottolineato ancora, aggiungendo: “La motivazione reale della decisione del governo non è un modo di scappare da una crisi interna ma semmai di evidenziarla ancora di più”.  

“Non lo so, dai frutti li riconosceremo, come dice il Vangelo…”, le parole di Crosetto, interpellato prima di porre la questione di fiducia sul decreto e rispondendo così a chi gli chiedeva un commento sul voto contrario dei parlamentari vannacciani. 

E proprio secondo i deputati vicini al generale, la richiesta di fiducia sul dl Ucraina “certifica di un Salvini sempre più schiacciato dalla morsa delle proprie contraddizioni”. A dirlo in Aula è stato ieri Edoardo Ziello, ex leghista ora con Futuro nazionale nel gruppo Misto.  

“Su questo argomento, le armi all’Ucraina, Salvini si era sempre speso in modo contrario per poi contraddirsi nei fatti, chiedendo ai suoi parlamentari di votare costantemente a favore”, ha spiegato il deputato. “La Lega, che ha chiesto la fiducia, pesava di uscire dalle proprie contraddizioni cercando di spostare l’attenzione sul nostro campo, di Futuro nazionale. Ma la Lega non potrà scappare dalle sue responsabilità perchè i nostro Ordini del giorno sono presenti e dicono di interrompere immediatamente le forniture di armamenti a Zelensky”, ha proseguito.  

“Salvini si è assunto una gravissima responsabilità, quella di non permettere al Parlamento di discutere e votare un nostro emendamento che chiedeva quello che lui a parole ha sempre chiesto, far cessare le forniture di armamenti per Zelensky. La coerenza sta a Salvini come la puntualità sta ai treni che dovrebbe gestire come ministro dei trasporti”, ha detto ancora Ziello.  

Quindi la protesta: ‘Stop soldi per Zelensky, più sicurezza per gli italiani’, la scritta sul maxi striscione esposto ieri pomeriggio in piazza Montecitorio dai tre deputati di Futuro Nazionale Roberto Sasso, Ziello ed Emanuele Pozzolo.”Non rifiuteremmo aiuti umanitari al popolo se avessimo la certezza che quei soldi servissero davvero al popolo ucraino”, la spiegazione di Sasso. 

A chiudere la giornata di protesta di Futuro Nazionale, anche il post dal titolo ‘dal 2022 al 2026: cronistoria dell’incoerenza’ del suo leader Roberto Vannacci: “La Lega – ha scritto ieri sui social – chiede al governo di porre la fiducia sul decreto di invio armi all’Ucraina per evitare di far palesare il voto di coscienza ( o le assenze in aula) di molti leghisti che dal 2022 seguono e credono nelle indicazioni del partito. Io sono sempre coerente con i mie principi ed i mie valori!”.  

A protestare ieri in Aula non solo i vannacciani ma anche il M5S, Avs e Pd, secondo i quali il governo avrebbe posto la fiducia e usato il Parlamento per regolare ‘lotte interne’ alla destra e arginare una spaccatura in maggioranza sul tema. 

“Forse noi del Movimento 5 stelle – ha detto Aula Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera – siamo dei poveri illusi. Pensiamo di venire tutte le settimane in Parlamento per vederlo lavorare sulle cose che servono al Paese. Questa settimana pensavamo di discutere della guerra in Ucraina, delle armi. Invece 14 emendamenti, fiducia e il Parlamento che non produce nulla. Nel frattempo abbiamo crisi industriali, lavoratori pagati 2,50 euro l’ora, manifestazioni di piazza criminalizzate e accuse di essere le nuove Br per chi denuncia la situazione delle politiche abitative o del diritto allo studio. Siamo stanchi di vivere in un Paese dove non si può camminare per strada per l’insicurezza, ma si parla di uno pseudo comico che non va a Sanremo. E in questo clima si utilizza il Parlamento per una lotta interna a un partito? Questo governo cerca di nascondere palesemente uno dei suoi fallimenti più grandi: la vittoria militare dell’Ucraina sulla Russia”.  

“Meloni – aggiungeva – due anni fa diceva a dei comici che aveva una grande idea sull’Ucraina. Ecco: la stiamo ancora aspettando. Io poi non ho poi capito se in quest’aula c’è un altro gruppo di opposizione. Ma probabilmente si farà come sempre nella storia dell’estrema destra di questo Paese: si mostra il petto e poi si scappa. Il gruppo di Vannacci è l’unica cosa che arriva più in ritardo dei treni di Salvini. Oggi si svegliano e capiscono che siamo in guerra. Ci hanno messo tre anni per capire che potevano votare i nostri impegni sull’Ucraina e sul ReArm”.  

“Noi continueremo a proporre provvedimenti su scuola, salario minimo, settimana corta, emergenza abitativa. Forse siamo dei poveri illusi, ma siamo pagati per fare questo lavoro e anche nella maggioranza dovrebbero ricordarselo”, concludeva Ricciardi. 

Duro anche Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa : “Per la prima volta viene messa la questione di fiducia” per l’invio di armi all’Ucraina. “C’è una deflagrazione della maggioranza, di un pezzo di quella che era la maggioranza, che attacca il suo stesso partito in questo gioco delle parti ipocrita, che non parla un linguaggio chiaro. E’ solo una lotta di potere interno alla maggioranza. Avete un vestito molto stretto, corto, dovete andare da un altro sarto”, l’accusa di Bonelli. 

“Noi come Avs abbiamo sempre avuto una posizione molto coerente – ha aggiunto-. Noi con Vannacci non abbiamo nulla a che fare, perché non abbiamo nulla a che fare con i fascisti e con coloro i quali che vengono in questo Parlamento a portare istanze che non solo non ci rappresentano, ma che combatteremo”. 

Al termine della conferenza dei capigruppo della Camera, a intervenire è stata quindi la presidente dei deputati del Partito democratico, Chiara Braga. Le opposizioni, ha detto, hanno stigmatizzato “quello che è avvenuto oggi, perché è evidente anche dopo le parole della nuova compagine del gruppo Misto, del gruppo di Vannacci, che si è consumata una frattura profonda dentro la maggioranza. L’uso dello strumento della fiducia è tutt’altro che un’assunzione di responsabilità, ma la volontà di misurarsi in un confronto aperto e franco dentro quella che è la maggioranza che fin qui ha sostenuto questo governo su un tema così rilevante come è quello del decreto Ucraina”.  

“Questo tentativo – aggiungeva – di raccontarlo come una scelta di assunzione politica è esattamente il contrario, è sfuggire da questa discussione politica. La destra e la maggioranza sono in grave difficoltà e ci domandiamo se oggi questo Paese possa avere una politica estera gestita, su un tema così importante, in questo modo”. 

“La presidente Meloni dovrebbe assumersi fino in fondo la responsabilità di questo passaggio che si è consumato oggi” perché “delle avvisaglie che abbiamo avuto non è soltanto un fatto tecnico, è un fatto profondamente politico. Vogliamo capire qual è il perimetro oggi della maggioranza che sostiene questo governo e credo che questo sia più che legittimo”, concludeva Braga. 

Tags: adnkronoscronacaItaliapoliticaultimora
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