Dalle teorie di Sergio Frau alle riprese di James Cameron.

 

“C’era un’isola di fronte allo stretto che voi chiamate Colonne d’Ercole. Quell’isola era più grande della Libia e dell’Asia messe insieme e i navigatori potevano passare da quella ad altre isole, e dalle isole a tutto il continente opposto, che costeggiava il vero oceano.”

Timeo – Platone

 

Sono righe conosciute, sicuramente già lette da chi è appassionato di civiltà scomparse e di misteri legati alla storia e alla cultura dell’umanità. Ma sono anche righe che aprono strade a ipotesi nuove, a idee che fino a poco tempo fa sarebbero parse incredibili. Con questo brano, il filosofo greco Platone dava origine a uno tra i miti più discussi di tutti i tempi: il mistero di Atlantide.

Collocata nell’immaginario collettivo oltre lo Stretto di Gibilterra, Atlantide è ritratta come una terra ricca e prospera, abitata da una civiltà evoluta e molto abile nell’arte della navigazione. Le tante leggende sorte successivamente hanno declinato la popolazione di Atlantide ora come detentrice di un sapere ben superiore al nostro, ora come discendente degli dei, e perfino come un regno soprannaturale o ipertecnologico che, dal mito originario, sfocia spesso nella fantascienza. Uno degli aspetti più discussi della vicenda riguarda, tuttavia, l’esatta collocazione di questa terra: l’Oceano Atlantico non è infatti che una delle innumerevoli location elette a sede del continente perduto. C’è stato, soprattutto negli ultimi due secoli, chi ha creduto di averne rintracciato i resti nell’Oceano Indiano, nel Mar Egeo, nel Mare del Nord o nel continente ghiacciato dell’Antartide. A supporto di queste ipotesi è possibile addurre particolari geomorfologie di un territorio e resti archeologici magari sommersi o in prossimità delle coste ma, almeno finora, del continente scomparso sembra non essere mai stata trovata alcuna traccia definitiva.

È sulla scia di quanto detto sopra che si inserisce la teoria affascinante proposta da Sergio Frau, giornalista romano il cui cognome tradisce l’origine sarda da parte di padre. La sua teoria prende avvio dalla possibilità di spostare le Colonne d’Ercole dallo Stretto di Gibilterra all’interno del Mediterraneo, più precisamente nel Canale di Sicilia. Se si accettasse questo “arretrare” la linea di confine delle terre allora note, ne consegue che “l’isola di fronte allo stretto” di cui parla Platone potrebbe tranquillamente (e unicamente) essere la Sardegna, dalla quale poi raggiungere altre terre tutte intorno. La teoria di Frau, per quanto accolta con scetticismo da parte della comunità scientifica, riunisce innegabilmente alcune coincidenze: intanto la possibilità che gli antichi sardi fossero un popolo di navigatori e guerrieri giunti fino in Egitto e non solo; in secondo luogo la presenza dei nuraghi, anche complessi, dislocati su tutta l’isola, il che fa pensare a una civiltà piuttosto organizzata.

Il racconto di Platone vede Atlantide sprofondare in un giorno e una notte a causa di un terribile cataclisma. L’ipotesi che Atlantide fosse la Sardegna ha la risposta pronta: uno tsunami avrebbe sommerso l’isola circa milleduecento anni prima di Cristo e le tracce di questa onda anomala sarebbero rinvenibili in diversi nuraghi (soprattutto nella Marmilla, nel Sarcidano e nella Trexenta) ancora parzialmente sommersi dal fango. Certo, una manifestazione dell’ira divina per la popolazione improvvisamente dispersa e naufraga sulla propria terra: il cosiddetto “schiaffo di Poseidone”, di cui si parla come causa della catastrofe.

Il libro di Frau, pubblicato nel 2002, dal titolo “Le Colonne d’Ercole. Un’inchiesta”, non solo non ha mai perso il suo appeal ma ha continuato ad alimentare il dibattito intorno alla possibilità che tutti noi si viva su quel che resta della mitica Atlantide.

Nel giugno di quest’anno anche il famoso regista James Cameron è sbarcato sull’isola con sommergibili e telecamere al seguito per realizzare un documentario targato National Geographic e in programma per questo inverno sull’omonimo canale televisivo americano. Il lavoro, dal titolo Search for Atlantis, è girato tra la Sardegna, la Sicilia, Malta, la Grecia e la Spagna e prende spunto, tra le altre fonti, proprio dal libro dello stesso Frau.

La ricerca di Atlantide continua.