Bosa ospita fino al 21 febbraio il Carrasegare ‘Osincu, un carnevale popolare che coinvolge la comunità locale con sfilate di maschere tradizionali e momenti di aggregazione. L’evento, iniziato il 16 gennaio con la festa dei fuochi di Sant’Antonio, si protrae sino all’8 marzo grazie a un cartellone organizzato dal Comune, dalla Pro loco, dagli operatori locali e soprattutto dall’associazione “Karrasegare ‘Osinku”.
Giovedì 5 febbraio alle ore 10 parte da Piazza Zanetti la sfilata di Giorgia Laldaggiolu, una mascherata che mescola ironia, memoria storica e spirito popolare attraverso bastoni, canti, sguardi e gesti rituali, trasformando il percorso in un teatro spontaneo condiviso dalla comunità.
Sabato 7 febbraio dalle ore 16, con partenza dal Centro Storico, si radunano gruppi di maschere da vari paesi sardi, tra cui Boes e Merdules di Ottana, Sos Thurpos di Orotelli, Sos Tumbarinos di Gavoi, Sos Colonganos e s’Urtzu di Austis, Sos Gigantes di Sennori, Su Maimoni e is Ingestusu di Tertenia, Is Sonaggiaos e S’Urzu di Ortueri, oltre a S’Attitidu e Giolzi di Bosa. Queste figure evocano riti antichi legati alla terra, agli animali e al lavoro, creando un intreccio di suoni, campanacci e passi nel centro storico. Il programma continua con altri appuntamenti che privilegiano la tradizione bosana, in particolare nei giorni clou del Giovedì Grasso, domenica, lunedì e Martedì Grasso.
Giovedì 12 febbraio alle 10 si tiene la Gioggia de Carrasegare, con sfilata di maschere e carri delle scuole, seguita da intrattenimento musicale nel pomeriggio. Venerdì 13 febbraio alle 16, in Piazza IV Novembre, prende vita il Cartoon Fest con animazione per bambini. Sabato 14 febbraio alle 18 segue la Festa delle Cantine in Maschera.
Domenica 15 febbraio dalle 16 le vie del centro saranno animate dalla mascherata bosana e dalla musica e dai balli di Fantasia de Ballos. Lunedì 16 febbraio alle 10 c’è un’altra sfilata con carri e scuole, con animazione in Piazza IV Novembre dalle 16.
Martedì 17 febbraio il paese segue due momenti distinti, con S’Attitidu al mattino (maschere in nero) e Giolzi alla sera (maschere in bianco). S’Attitidu accompagna l’intera giornata fino al tramonto con il suo lamento funebre, poi, con l’oscurità, la scena cambia: figuranti vestiti di bianco percorrono le strade alla ricerca di Giolzi, un fantoccio anch’esso bianco che viene bruciato in un rogo dal significato simbolico di purificazione e chiusura del carnevale.
Sabato 21 febbraio alle 16 conclude l’appuntamento la Pentolaccia dei Bambini, con premiazione dei concorsi in maschera. Il Carrasegare ‘Osincu si distingue per l’improvvisazione dei bosani, che ne fanno una festa autenticamente popolare.



































