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Dal 1° al 10 luglio a Sestu la XVIII edizione del Festival “Bastoni e Burattini”

Un omaggio al teatro di figura al femminile: dieci gli spettacoli nel cartellone estivo de Le Compagnie del Cocomero con burattinaie, attrici, artiste visuali, attrici e giocoliere saltimbanco

di Redazione
28 Giugno 2022
in Cagliari, Eventi, Teatro
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
68 4
“Crepi l’avarizia” della Compagnia Nasinsù

“Crepi l’avarizia” della Compagnia Nasinsù

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Ai blocchi di partenza a Sestu “Bastoni e Burattini”. Lo storico festival di teatro di figura de Le Compagnie del Cocomero taglia il traguardo della diciottesima edizione per proporre da venerdì 1° luglio fino a domenica 10 luglio 2022 dieci spettacoli, oltre a laboratori, tra Casa Ofelia, piazza Ghandi e piazza Legalità: un cartellone quest’anno dedicato al teatro d’animazione al femminile.

In arrivo in Sardegna attrici – animatrici come l’italo – argentina Verónica González con uno spettacolo visuale, unico in Europa, attraverso i piedi che diventano personaggi animati, e un’altra ospite di punta: Sandra Pagliarani, burattinaia, scenografa e atelierista della Compagnia Nasinsù di Bologna; e ancora, in scena la modenese Sara Goldoni con i burattini e pupazzi del suo Teatrino dello sguardo, la pulcinellara Lisa Ben Ci Venni e l’attrice marchigiana Rosetta Martellini. La compagnia padrona di casa va inscena con l’attrice – animatrice Selene Manca. Ospiti al festival altre due presenze sarde: la Compagnia Teatro Circo Maccus, capitanata dalla sua fondatrice Virginia Viviano e la Compagnia Intrepidi Monelli con Sara Scioni ed Emanuela Mancosu.

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Il via al festival, con spettacoli tutti alle ore 19, è venerdì 1° luglio a Casa Ofelia (in via Parrocchia 88) con Sara Scioni ed Emanuela Mancosu de gli Intrepidi Monelli e i burattini di “Gab&Cat”, tratto da “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare”, di Luis Sepùlveda.

Casa Ofelia è la cornice delle serate del fine settimana. Sabato 2 luglio Sara Goldoni del Teatrino dello Sguardo è in scena con “Incontri e Scontri”, il gioco di relazione tra i personaggi, burattini e pupazzi, in brevi storie con pochissime parole, ma piene di movimenti, di corpo e di “animo”. Domenica 3 luglio spazio alle guaratelle, i burattini a guanto napoletani animati da Lisa Ben Ci Venni nello spettacolo “Storie di Pulcinella”. Ed ecco rivivere personaggi essenziali, che rappresentano temi universali come la morte, la natura, il potere, la religione e l’umanità, raffigurata, appunto, da Pulcinella.

Da sabato 2 a domenica 10 luglio, alle 18:30 e alle 20, Rosetta Martellini fa incursione nelle piazze del festival e a Casa Ofelia con il suo “Jukebox di poesia”: poesie a richiesta, per pochi spettatori – al massimo quattro- che possono scegliere tra circa cinquecento componimenti poetici.

Lunedì 4 e martedì 5 luglio si trasferisce in piazza Gandhi. Qui di scena, lunedì (4 luglio) Lisa Ben Ci Venni nello spettacolo per uno spettatore alla volta “Pulcinellambe”, mentre martedì (5 luglio) torna in scena Sara Goldoni del Teatrino dello Sguardo con i burattini e pupazzi de “Il cagnolino và a nozze”. Lo spettacolo è ispirato ad una fiaba popolare, di tradizione orale, racconta dalla nonna della burattinaia, Ornella, nata a Reggio Emilia.

“Pulcinellambe” di Lisa Ben Ci Venni
“Pulcinellambe” di Lisa Ben Ci Venni

Mercoledì 6 luglio il festival si trasferisce in piazza Legalità per ospitare una replica dello spettacolo di teatro in scatola di Lisa Ben Ci Venni “Pulcinellambe”. L’indomani, giovedì 7 luglio, si resta in piazza Legalità. Qui arriva la Compagnia Teatro Circo Maccus, con Marta Proietti, Anna Laura di Caro Virginia Viviano Sara Pisu Erwan Gouluas ne “Matte Maschere”: Pulcinella, Arlecchino e Colombina, il Capitano e ancora draghi alati, regine, principi e incantesimi.

Da venerdì 7 a domenica 10 luglio si torna a Casa Ofelia. Sul palcoscenico, venerdì 8 luglio, Veronica Gonzales Teatro dei Piedi in “C’era due volte un piede”: marionette in carne ed ossa nelle più esilaranti storie, accompagnate da una ricca colonna sonora mentre si intrecciano scene piene di ritmo, fantasia, poesia e umore. “Crepi l’avarizia” è lo spettacolo di burattini a guanto in baracca che propone Sandra Pagliarani, con aiuto in baracca Brina Babini, della Compagnia Nasinsù: le avventure di Miglio Gepponi, padrone avaro e cattivo, proprietario e custode di chiavi che aprono i suoi infiniti tesori.

Il compito di suggellare, domenica 10 luglio, la chiusura del festival spetta a Le Compagnie del Cocomero. In scena “Con Curiosa si può far…”,con Selene Manca: burattini, pupazzi, mimo, musica, per coinvolgere attivamente i lungo un percorso fantastico/libero nelle “stanze di un immaginario”, fatto di oggetti e di cose che ci raccontano se solo noi siamo disposti ad ascoltare.

Nella locandina del festival campeggia l’immagine di Lucia Sarzi. Burattinaia e organizzatrice teatrale, è madre di Rahul Bernardelli, direttore artistico de Le Compagnie del Cocomero, e sorella di una delle figure più importanti della burattineria italiana del Novecento: Otello Sarzi (nel 2022 ricorrono i cento anni dalla nascita). Lucia, poi, ha lasciato il segno anche nella storia della Resistenza italiana contro il nazi – fascismo: tenace oppositrice del regime, giocò un ruolo di primo piano nelle fila dei militanti emiliani del Partito Comunista.

Il 2022 è anche l’anno dei 50 anni di attività di Rahul Bernardelli: classe 1952, nel 1998 il burattinaio della famiglia Sarzi trasferì dall’Emilia alla Sardegna la sua compagnia di teatro di figura, dando vita a Le Compagine del Cocomero. Il festival dedicherà un momento per festeggiare l’anniversario.

Il 4, 5, 6 e 7 luglio nelle piazze di Sestu, oltre agli spettacoli sono in programmi i laboratori “Costruisci e porta a casa” a cura di Lisa Ben Ci Venni e Sara Goldoni, per utilizzare in modo originale i materiali lasciandosi guidare dalla fantasia.

Il costo del biglietto è di €4, i laboratori sono gratuiti. Info e prenotazioni tel. 070/262432 – Pagina Facebook: Le Compagnie del Cocomero.

Tags: burattiniLe Compagnie del CocomeromarionetteSestuteatro
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In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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