Saranno circa cinquecento donne, scalze e vestite con gli abiti tradizionali di Cabras, ad aprire domani, venerdì 28 agosto, la Festa di San Salvatore 2026. Il rito, tra i più intimi del calendario dei festeggiamenti, si svolgerà alle prime luci del mattino lungo su camminu de su Santu, il sentiero di sette chilometri che attraversa il Sinis e che pochi giorni dopo sarà percorso anche da Is Curridoris durante la Corsa degli Scalzi.
Al centro della processione ci sarà Santu Srabadoeddu, la piccola e antica statuetta del Santissimo Salvatore, che le donne condurranno da Cabras fino al santuario campestre, dove resterà custodita per tutto il novenario. Fazzoletti raccolti sul capo, corpetti e gonne della tradizione accompagneranno un cammino che non nasce per essere spettacolo, ma conserva innanzitutto la dimensione di un gesto di devozione vissuto dalla comunità.
“La Festa di San Salvatore – afferma il Sindaco di Cabras Andrea Abis – rinnova ogni anno uno dei momenti più forti dell’identità culturale e religiosa di Cabras, capace di coinvolgere la comunità con una tensione emotiva difficilmente descrivibile. La Corsa degli Scalzi ne rappresenta certamente l’apice, ma l’intero ciclo dei festeggiamenti è racchiuso simbolicamente dalla processione delle donne, che con i colori degli abiti tradizionali cabraresi apre e chiude queste giornate”.
Tra generazioni, il passaggio della devozione
Prima della corsa degli uomini, dunque, c’è il cammino delle donne. Un rito fatto di silenzio, preghiera, canti in lingua sarda, fatica e memoria familiare, nel quale ogni passo rinnova un legame che attraversa le generazioni. La partecipazione attesa racconta quanto questa tradizione sia ancora viva: tra le circa 500 donne coinvolte nella processione, un centinaio sono minorenni e tre partecipanti hanno superato i settant’anni. Tra le più piccole ci sarà anche Agata, nata nel marzo del 2024.
“La processione delle Scalze, in occasione di Santu Srabadoeddu, è un momento di grande intensità emotiva – dichiara Carlo Trincas, Assessore alla Cultura e Spettacolo del Comune di Cabras – Ha un’eleganza particolare, diversa dalla Corsa: le donne procedono a piedi, in preghiera, immerse nella campagna, e spesso si percepiscono soltanto i loro passi e i suoni del paesaggio. Vederle camminare così numerose, con gli abiti tradizionali di Cabras, restituisce un’immagine di straordinaria suggestione”.
Maria Francesca Spanu, presidente dell’Associazione Santu Srabadoeddu, sottolinea: “Anche quest’anno viviamo con grande emozione l’inizio dei festeggiamenti e della novena di San Salvatore. Venerdì 28 agosto rinnoveremo un rito che accompagna da generazioni la vita di tante donne, legando fede, memoria e gratitudine. La gioia più grande è vedere questa devozione trasmessa dalle nonne alle madri, fino alle figlie e alle nipoti, con sempre più giovani che scelgono di sentirsi parte di una tradizione profondamente radicata nella nostra comunità”.
Undici giorni di festa tra Cabras e San Salvatore
La processione di venerdì 28 agosto rappresenterà l’atto di apertura di undici giorni di festeggiamenti religiosi e civili tra Cabras e il villaggio di San Salvatore. Una volta arrivata al novenario, Santu Srabadoeddu resterà custodita nel santuario durante i giorni della festa. Il percorso religioso proseguirà quindi fino al momento più conosciuto e partecipato, la Corsa degli Scalzi di sabato 5 settembre, quando circa 900 uomini di Cabras accompagneranno il simulacro del Santissimo Salvatore lungo lo stesso itinerario verso il villaggio.
Nel paesaggio del Sinis, tra la polvere del sentiero e il silenzio delle prime ore del giorno, il procedere delle Scalze restituirà ancora una volta l’immagine di una tradizione che continua a essere trasmessa attraverso i gesti prima ancora che attraverso le parole. Un cammino collettivo ma allo stesso tempo profondamente personale, nel quale fede, memoria e identità si incontrano e attraverso il quale Cabras dà ufficialmente inizio alla sua Festa di San Salvatore.


































