Santu Lussurgiu si prepara a rinnovare uno dei suoi appuntamenti più rappresentativi. Sabato 7 febbraio 2026 ritorna “Cantigos in Carrela”, la manifestazione che trasforma il centro storico del paese in un percorso sonoro diffuso, dove cori e formazioni tradizionali si esibiscono tra le vie e le piazze in dialogo diretto con il pubblico. Ogni angolo diventa parte della scena e la comunità, ascoltando e partecipando, contribuisce a ricreare la dimensione collettiva che da sempre accompagna il canto popolare.
Il fine settimana dedicato alla musica tradizionale prende avvio venerdì 6 febbraio, con la serata “Populos et Cuncordos” in programma alle 18:30 nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli. L’incontro introduce alla comunità il coro ospite proveniente da al di fuori della Sardegna, proseguendo una tradizione ormai consolidata. Quest’anno protagonista sarà il coro Vagarem, dalla Francia, che si esibirà insieme a Su Cuncordu Lussurzesu, gruppo portavoce del canto a cuncordu locale.
Il canto a cuncordu, elemento identitario della cultura musicale isolana, trova in Santu Lussurgiu uno dei suoi centri più vitali. Le esibizioni di “Cantigos in Carrela” ripropongono l’esperienza di un tempo, quando la musica non aveva palchi ma nasceva spontanea nei cortili e nelle osterie, coinvolgendo chi ascoltava in un’atmosfera condivisa e partecipata.
L’edizione di quest’anno prenderà il via alle 15:30 di sabato, preceduta da una zippolata in Piazza Mercato prevista per le 15:00. Il percorso musicale vedrà alternarsi diverse formazioni: il Coro Renato Loria di Muros, il Coro Gabriel di Tempio Pausania, il Coro di Florinas, Su Cuntzertu de Abbasanta, il Coro di Pozzomaggiore, insieme ai musicisti Matteo Scano di Santu Lussurgiu e Manuel Mercurio di Muros. A chiudere il programma saranno Su Cuncordu Lussurzesu e il gruppo folk Ammentos Lussurzesos, rappresentanti della tradizione locale.
La giornata si concluderà con momenti conviviali tra balli e degustazioni, a conferma del legame profondo tra musica, socialità e memoria collettiva che caratterizza l’anima di “Cantigos in Carrela”.



































