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“ColoriAMO l’Estate” a Sinnai la prima edizione del Festival di Teatro Ragazzi targato L’Effimero Meraviglioso

Una rassegna pensata a misura di bambini e famiglie, che spazia dall'avventura all'attualità, con otto titoli in cartellone dal 26 giugno al 4 settembre

di Redazione
23 Giugno 2022
in Cagliari, Eventi, Teatro
🕓 8 MINUTI DI LETTURA
71 1
ColoriAMO l'Estate
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Il fascino di antiche e moderne fiabe per la prima edizione del Festival di Teatro Ragazzi “ColoriAMO l’Estate” organizzato da L’Effimero Meraviglioso al Museo Civico MuA / Museo e Archivio di Sinnai con la direzione artistica di Maria Assunta Calvisi e realizzato con il patrocinio e il sostegno del Comune di Sinnai e della Regione Sardegna e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Otto titoli in cartellone dal 26 giugno al 4 settembre tra la storia dei “I Tre Porcellini” raccontata dal lupo e l’originale “Cappuccetto Kamishibai”, il divertente “Baracca & Burattori – con Pinocchio” e “La Città di Smeraldo” da “Il Meraviglioso Mago di Oz”, spazio alla fantascienza con “L’Isola del dr. Frankenfood”, una vita d’artista in “Leonor nella stanza fantastica” e un viaggio tra le opere di Maria Lai con “La Capretta di Maria” ma anche una poetica riflessione sulla famiglia nel Terzo Millennio con “Pa’ & Pa’”.

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Un Festival pensato a misura di bambine e bambini (e per le famiglie) che spazia dalle trame avventurose ai temi d’attualità come la sostenibilità ambientale e il potere manipolatorio della televisione e dei mezzi di comunicazione di massa, ma anche dei nuovi social media, per mettere l’accento sull’importanza dell’amicizia e della solidarietà, sul diritto di essere di essere se stessi e sulla necessità di ragionare con la propria testa, sulle paure e sui pregiudizi, sui paradossi e le ingiustizie e sul valore dell’arte e della bellezza.

“ColoriAMO l’Estate” è l’ideale continuazione – per una fascia d’età che va dai tre ai tredici anni – de “Il Colore Rosa”, storica kermesse de L’Effimero Meraviglioso dedicata all’universo femminile fra teatro, musica, danza e letteratura: la prima edizione del nuovo Festival di Teatro Ragazzi coincide con la prossima, auspicabile fine dell’emergenza sanitaria e con la speranza di un ritorno alla normalità, ma anche con le inquietudini per una nuova guerra in Europa. Il teatro rappresenta un potentissimo strumento capace di incantare e divertire, emozionare e far sognare a occhi aperti, restituendo il gusto della meraviglia: specchio della realtà, dove la finzione con la “complicità” degli spettatori diventa più vera del vero, dove è possibile affrontare questioni cruciali per il presente e il futuro attraverso fantasiose metafore e “correggere” gli errori del passato, per immaginare un mondo migliore. Il Festival vuole offrire ai giovanissimi (e ai loro genitori e nonni, fratelli e sorelle maggiori) un’occasione insieme di svago e di riflessione, con spettacoli en plein air capaci di sposare leggerezza e profondità, ironia e poesia.

"La capretta di Maria" de Il Crogiuolo ? Loredana Cossiga
“La capretta di Maria” de Il Crogiuolo ? Loredana Cossiga
"Cappuccetto Kamishibai" di teatrop e L'Effimero Meraviglioso
“Cappuccetto Kamishibai” di teatrop e L’Effimero Meraviglioso
"I tre porcellini" de I Guardiani dell'Oca
“I tre porcellini” de I Guardiani dell’Oca
“Baracca & Burattori – con Cenerentola”, di Teatro Tragodia
“Baracca & Burattori – con Cenerentola”, di Teatro Tragodia
"L'Isola del dr. Frankenfood" de La Casa di Creta
“L’Isola del dr. Frankenfood” de La Casa di Creta
"La città di Smeraldo" di Theandric / Teatrononviolento
“La città di Smeraldo” di Theandric / Teatrononviolento

Il I Festival di Teatro Ragazzi “ColoriAMO l’Estate” prende il via domenica 26 giugno alle 19:00 con la favola de “I Tre Porcellini” nella versione de I Guardiani dell’Oca (AQ), con testo e regia di Zenone Benedetto, anche protagonista sulla scena insieme con Tiziano Feola, con i pupazzi di Ada Mirabassi, le musiche e i versi di Antonio Cericola, luci e audio di Carlo Mené e scenografia di Laura Farina, per un punto di vista inedito sulla nota vicenda. Il protagonista, infatti è uno sfortunato lupo che descrive i suoi maldestri tentativi di catturare tre simpatici porcellini, in «un crescendo di emozioni e colpi di scena» fino ad arrivare alla domanda: «Ma perché se provo io a mangiare i porcellini tutti mi dicono male, mentre se ve li mangiate voi, nessuno dice niente?!».

Si ispira alla figura della pittrice surrealista Leonor Fini, “Leonor nella stanza fantastica” del Palazzo d’Inverno in programma domenica 10 luglio alle 19:00: la pièce ideata, diretta e illustrata da Marco Nateri, e interpretata da Noemi Medas, Luana Maoddi e Stefano Casti, trae spunto dal libro “Un pittore di nome Leonor” di Corrado Premuda (anche autore del testo teatrale) per raccontare la vita dell’artista nata a Buenos Aires e cresciuta a Trieste nei primi anni del Novecento. In scena «il ritratto di una bambina sognatrice, curiosa ed egocentrica che cresce in mezzo agli adulti esplorando con sfrontatezza il loro mondo» – afferma Marco Nateri – «Leonor ama inventare storie strampalate e, soprattutto, disegnare». È una ribelle, insofferente a regole e divieti, ma determinata a diventare una pittrice.

Le avventure di Dorothy e dei suoi strampalati amici rivivono – domenica 17 luglio alle 19:00 – ne “La Città di Smeraldo” di Theandric / Teatrononviolento con Francesca Cabiddu, per la regia di Maria Virginia Siriu. «Lo spettacolo si focalizza su due aspetti del romanzo di Lyman Frank Baum: la collaborazione tra i personaggi e la figura del Mago» – sottolinea la regista. Se l’interazione tra la bambina e i suoi compagni di viaggio corrisponde a un modello non competitivo, «esemplificazione di una gestione nonviolenta dei conflitti», il Mago di Oz «con le sue tecniche manipolatorie della realtà», a partire dagli occhiali che colorano il mondo di verde, rimanda al potere della televisione e dei mass media (e ora dei social) di alterare la percezione e condizionare le menti, e ai pericoli della disinformazione.

Un pizzico di fantascienza – domenica 24 luglio alle 19:00 – con “L’Isola del dr. Frankenfood” de La Casa di Creta (CT) che mette in evidenza gli effetti collaterali di un progresso non regolato da principi etici ma soltanto dalle leggi del profitto. Un «folle genio della scienza», il Dottor Frankenfood ha creato in laboratorio il suo “Uberfish”, «il super-pesce geneticamente modificato che tra poco dominerà il mercato alimentare». Un fine nobile come «risolvere il problema della fame nel mondo» cela in realtà «sogni di gloria e di ricchezza»: nella sua sfrenata ambizione e avidità, il brillante scienziato non considera le conseguenze della presenza del “Uberfish”, capace di influire «sui delicati equilibri dell’eco-sistema, giustificando tutto in nome del ‘progresso’».

Sulle tracce del celebre burattino inventato da Carlo Collodi – domenica 31 luglio alle 19:00 – con “Baracca & Burattori – con Pinocchio” del Teatro Tragodia, con Daniela Melis, Ulisse Sebis e Virginia Garau, che firma testo, regia e scene dello spettacolo, dove si intrecciano la tradizione dei burattini e l’arte della recitazione. Dalla baracca invece delle “teste di legno” (o di cartapesta) si affacciano gli attori, per rappresentare la storia della marionetta che per magia si trasforma in un bambino. «Tra i personaggi, oltre a Pinocchio e al Gatto e la Volpe, vi sono il Grillo Parlante, la Fata Turchina e Lucignolo, oltre a un possente e spassosissimo pescecane» spiega l’autrice e regista -. La favola insegna che «bisogna sempre essere buoni figli. Non basta essere buoni. E non basta essere figli. Bisogna scegliere un padre e seguire quello che dice per essere degni di diventare uomini, o per sempre saremo a metà: marionette senza fili, ma pur sempre marionette».

S’intitola “Pa’ & Pa’” lo spettacolo del Teatro d’Inverno – in scena domenica 21 agosto alle 19:00 – con drammaturgia di Gianfranco Corona e Giorgia Spano e regia di Giuseppe Ligios sul tema delicato e attuale delle famiglie arcobaleno: traendo spunto dal libro “Qual è il segreto di Papà?” di Francesca Pardi e Desideria Guicciardini, si parla «in maniera assolutamente nuova, leggera e con un linguaggio semplice di omogenitorialità, tema in Italia generalmente eluso con i bambini». Carlo e Giulia, figli di genitori separati, «passano tanto tempo con il papà e anche con la mamma, che ha un nuovo fidanzato. Il loro papà però da un po’ di tempo si comporta in modo “strano”…». Il segreto è presto svelato: l’uomo è innamorato. E lui si chiama Luca. Una rivelazione che non sorprende né turba i bambini, spaventati ma anche un po’ intrigati dall’idea che il genitore fosse un criminale, un alieno o una spia. Invece è “solo” amore.

Una fiaba di Maria Lai per scoprire l’importanza dell’arte nel quotidiano: lunedì 29 agosto alle 19:00 appuntamento con “La Capretta di Maria” de Il Crogiuolo, con ideazione, elaborazione drammaturgica e regia di Rita Atzeri. Un viaggio nell’universo dell’artista di Ulassai, tra le sue fiabe illustrate e le sue installazioni, come “Legarsi alla montagna”: Marta Gessa, Antonio Luciano e Daniela Vitellaro insieme con la danzatrice Giulia Cannas danno vita a «un teatrino con il quale la stessa Maria, bambina, gioca a far prendere forma alle immagini del suo sguardo che trasforma la realtà». Nel primo quadro, si parla della «nascita del pensiero artistico, con l’immagine di un pettine che vela il suo occhio destro di capelli ribelli»: una “scoperta” che anticipa le successive intuizioni della creatrice dei “libri cuciti” e dei suggestivi telai, con una cifra inconfondibile e immancabilmente poetica.

Finale da fiaba – domenica 4 settembre alle 19:00 – con “Cappuccetto Kamishibai”, una coproduzione di teatrop e L’Effimero Meraviglioso, con Greta Belometti, per la regia di Maria Assunta Calvisi e Pierpaolo Bonaccurso ispirata alla storia della fanciulla che nell’attraversare il bosco incontra un lupo feroce, che divorerà in un sol boccone lui e la nonna, poi liberate dai cacciatori, narrata attraverso l’antica tecnica giapponese del kamishibai (da kami carta e shibai teatro, ovvero “dramma di carta”). Oriente e Occidente s’incontrano in uno spettacolo avvincente su «come sono andate le cose da quando Cappuccetto Rosso e la nonna si sono salvate»: si parte dalla fine per inventare nuovi racconti, ricordando a grandi e piccini l’importanza di avere fiducia in se stessi e non avere troppa paura di ciò che non si conosce, in un raffinato «gioco di contaminazioni narrative e stilistiche».

Info e prenotazioni: 070/765831 – 377/7080898 – [email protected] – teatrocivicosinnai-effimeromeraviglioso.it.

Tags: Effimero MeravigliosoragazziSinnaiteatro
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È quella di Sant’Efisio.  Una vicenda di martirio, fede e memoria collettiva.
Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.  Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂  🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.  📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
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