Il Museo Archeologico “Ferruccio Barreca” di Sant’Antioco si trasforma in sala cinematografica e luogo di confronto culturale dal 10 al 13 settembre con CineMAB – Visioni archeologiche, una rassegna che intreccia proiezioni, musica dal vivo e incontri con autori ed esperti. Quattro serate dedicate al rapporto tra cinema, archeologia e presente, realizzate in collaborazione con il Circolo del Cinema Immagini e il Festival della Comunicazione e del Cinema Archeologico di Licodia Eubea. Gli appuntamenti sono in programma alle ore 21:00, con ingresso libero.
CineMAB nasce con l’obiettivo di utilizzare il linguaggio cinematografico per “tornare a interrogare il passato e, attraverso di esso, il presente”. Il programma include film, documentari, cortometraggi e musica eseguita dal vivo, coinvolgendo registi, musicisti, attori, produttori e specialisti del settore. La rassegna conferma la vocazione del museo a diventare “spazio di incontro e produzione culturale” oltre i tradizionali percorsi di visita, collegando Sant’Antioco a esperienze italiane e internazionali.
L’apertura è affidata a un titolo emblematico: giovedì 10 settembre va in scena “Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII” di Adrian Maben, l’iconica performance dei Pink Floyd tra le rovine di Pompei, ormai entrata nella storia del rock e del cinema musicale. La prima serata pone al centro il nesso tra musica, cinema e patrimonio archeologico, offrendo un punto di partenza suggestivo per il resto della rassegna.
Venerdì 11 settembre la programmazione propone tre cortometraggi che esplorano luoghi e prospettive differenti: “The time they spent here” di Edward Owles, “Abiseo. El bosque cultural de los Chachapoyas” di Rosemarie Lerner e “La Colonna” di Antonio Cofano. Alle proiezioni segue un incontro con i registi, dedicato ad approfondire il rapporto tra narrazione cinematografica, patrimonio culturale e ricerca.
Sabato 12 settembre la serata è dedicata al Cineconcerto, con una partitura originale ed eseguita dal vivo da Roberto Angelini (chitarra), Emanuele Contis (sax), Filippo Cornaglia (batteria) e Matteo Gallus (violino). La musica accompagna una selezione di film dei primi del Novecento incentrati su grandi temi dell’immaginario antico, dal mito di Ulisse alle rovine di Pompei, fino all’epica di Troia, creando un dialogo tra il cinema delle origini e la sperimentazione musicale contemporanea.
La chiusura, domenica 13 settembre, affidata a tre cortometraggi che utilizzano storia e archeologia per affrontare temi attuali: “S’Ozzastru” di Carolina Melis, “Mary Lefkowitz and Women in Ancient Greece” di Nikos Dayandas e “Io non dimentico” di Antonello Murgia Pisano. Alla serata partecipano produttori, esperti e attori per discutere di rappresentazione del passato, questioni di genere, marginalità femminile nella lettura dei processi storici e omofobia.


































