L’esplorazione dell’identità femminile attraverso il linguaggio fotografico è al centro di “Lo Sguardo su Eva”, la mostra di Gianni Casti che inaugura giovedì 2 luglio alle ore 18:00 presso il Temporary Storing della Fondazione per l’Arte Bartoli Felter di Cagliari. Curata da Roberta Vanali, l’esposizione propone un percorso articolato tra 28 ritratti fotografici in bianco e nero e a colori, costruendo una narrazione visiva che mette al centro l’intensità dello sguardo come chiave interpretativa dell’universo femminile.
Visitabile dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19:30 fino al 17 luglio, la mostra si sviluppa come un’indagine che supera la dimensione estetica per entrare in un territorio più intimo e riflessivo. Il lavoro di Casti si muove infatti tra osservazione e introspezione, con un approccio che intreccia esperienza personale e sensibilità maturata anche al di fuori del contesto artistico. “Il ritratto per me è la forma principe della fotografia perché emoziona, cattura e seduce”, afferma l’autore, sintetizzando una visione che guida l’intero progetto.
Con oltre quarant’anni di esperienza visiva, Casti ha costruito un percorso che unisce fotografia, moda e professione legale. Dal 2007 è avvocato presso il Foro di Cagliari, un’attività che ha contribuito a sviluppare un’attitudine all’ascolto e all’empatia, elementi che emergono anche nel rapporto con i soggetti ritratti. “È una questione di fiducia – spiega Casti – fotografare le donne non è semplice: ci vuole garbo estremo, buon gusto interiori e leggerezza, per andare al di là di tutti i loro filtri e di tutte le loro inespugnabili certezze e insicurezze”.
Il processo creativo dell’autore si colloca tra intuizione e progettazione, con un uso consapevole del digitale dopo un lungo periodo dedicato alla fotografia analogica. La scelta del bianco e nero diventa uno strumento espressivo centrale, capace di restituire immagini essenziali attraverso la sottrazione cromatica, mentre il colore interviene solo quando assume una funzione simbolica precisa. Le fotografie alternano primi piani intensi e composizioni più ampie, costruite attraverso un attento studio della luce, spesso ispirato a contrasti chiaroscurali che richiamano suggestioni caravaggesche.
Accanto a questa impostazione, la luce ambiente viene utilizzata come elemento di autenticità. “La luce ambiente per me non ha eguali, rende tutto più autentico, più vero e, allo stesso tempo, più creativo. Senza creatività la foto non nasce”. Le inquadrature spaziano da tagli cinematografici ravvicinati a strutture più geometriche, mentre la componente teatrale emerge nella costruzione delle pose, dove le mani assumono un ruolo narrativo rilevante.
Il progetto si configura come una riflessione sulla dualità tra nascondere e rivelare, inserendo i soggetti in contesti che suggeriscono attesa e memoria. In questo equilibrio tra presenza e sottrazione, ogni immagine diventa parte di un racconto più ampio, in cui il ritratto si trasforma in uno strumento per indagare la complessità dell’identità femminile.
Nato a Cagliari nel 1973, Gianni Casti si forma al Liceo Classico e si laurea in Giurisprudenza a Sassari. Dal 1999 lavora come fotoreporter freelance per l’agenzia Fotogramma di Milano e dal 2000 si specializza nella fotografia pubblicitaria, realizzando campagne nei settori moda, food e industriale. Le sue immagini sono state pubblicate su testate come Photo, TV Sorrisi e Canzoni, Link, I Sardi, Esmaralda e Il Giornale di Sardegna. Nel corso degli anni ha presentato diverse mostre personali, tra cui “Terra Mater” a Cagliari nel 2022 e 2024 e “Cara Sarda” nel 2023.


































