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“Ripensare la città”: Manu Invisible realizza un murales a Quartu

Lunedì 9 settembre nella rotonda del Margine Rosso l’artista realizzerà un’opera dedicata al mare. Tanti gli eventi a seguire nella nuova settimana della rassegna, tra musica, teatro, laboratori e libri

di Redazione
6 Settembre 2024
in Cagliari, Eventi, Spettacolo
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
88 2
Manu Invisible. ? Domenico Rizzo

Manu Invisible. ? Domenico Rizzo

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A Quartu nuova settimana e nuove iniziative in programma per la rassegna “Ripensare la città”, voluta e finanziata dal Comune e realizzata con la collaborazione, le idee, i progetti delle associazioni che operano in città. Tanta cultura, in diverse declinazioni, dal teatro alla musica, dai laboratori alla letteratura, sino alla street art.

E proprio l’arte murale “aprirà le danze” nella mattina di lunedì 9 settembre nella rotonda del Margine Rosso. Nell’ambito del programma “AmaQuartu” via al progetto a carattere culturale e ambientale proposto dall’Associazione Cittadinanza Attiva Oikos, che avrà come attore principale il noto e apprezzato Manu Invisible. Per un futuro migliore occorre condividere e divulgare il proprio amore e senso del rispetto per l’ambiente; il primo tassello del progetto prevede appunto la realizzazione di un’opera dello street artist sardo nel grande incrocio del Poetto. Nel muro di un’abitazione che si affaccia sullo slargo, costantemente trafficato e quindi garanzia di alta visibilità, sarà realizzato un murales per il mare, che mai come ora ha bisogno di essere tutelato prima ancora che valorizzato.

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Per celebrare la Street Art Week, grazie all’Associazione ProPositivo martedì 10 settembre sarà realizzato anche un altro murale partecipativo, di circa 36 metri quadrati, destinato alla cabina dell’Enel situata in piazza Padre Pio. Un’opera che mira a riqualificare un’importante area urbana, coinvolgendo attivamente la comunità locale. Anche in questo caso il tema conduttore sarà l’ambiente, e in particolare il paesaggio naturale. Nella stessa giornata in programma diverse iniziative per i bambini.

La quarta edizione del Moon Arts Festival propone nel pomeriggio presso la Biblioteca delle Minoranze Linguistiche, all’interno dell’Ex Convento dei Cappuccini, un laboratorio di collage per giovani fino ai 12 anni. Quattro ore di attività per creare una storia attraverso il collage. Verranno utilizzati materiali quali colla vinilica, pennelli, carta di qualsiasi tipo, riviste, di riciclo, forbici dalla punta arrotondata, pennarelli e pastelli. E tovagliette impermeabili per proteggere i bianchi.

L’Associazione Compagnia Teatro Vario propone invece un laboratorio acrobatico per tutta la famiglia – che verrà ripetuto anche giovedì 12 -, nel quale i partecipanti saranno guidati nell’apprendimento delle basi del circo acrobatico con gli attrezzi del cerchio e del palo. E anche al Parco Parodi è in programma uno spettacolo adatto a tutte le età: “Rime allo sbando” è un divertentissimo percorso sui non-sense, sui suoni e la parola, sulle rime e sui ritmi, un gioco tra la filastrocca popolare e d’autore, la poesia e il racconto veloce, fatto tutto sul filo del suono più che su quello del senso. Una specie di “circo della parola” in cui Pino Costalunga farà divertenti acrobazie che diletteranno grandi e piccini.

A Sa Dom’e Farra invece torna il Dorian Festival, con lo spettacolo del Duo dedicato a Musica Classica, Popolare e Tradizionale, basato su un repertorio che spazia dalle più famose pagine musicali del XIX Secolo sino ad arrivare alle celebri pagine del’900, senza dimenticare la musica tradizionale e la musica da film.

L’antica dimora campidanese sarà protagonista anche il giorno dopo, mercoledì 11, ma in questo caso con un evento per bambini proposto dal Teatro Actores Alidos: “L’orco gentile e la fata incavolata – La casa di Creta”. Uno spettacolo allegro e divertente che esalta i valori dell’amicizia, della pace, della diversità e della beneficenza attraverso una storia originale e coinvolgente, narrata e rappresentata da due simpaticissimi contastorie. La magia di questa deliziosa fiaba musicale risiede nel senso di gioco teatrale col quale i due narratori incantano il pubblico: giocano a travestirsi con costumi presi da due coloratissime scatole di legno (proprio come il gioco drammatico dei bambini), trasformano la voce e il corpo, raccontano una storia di pace e amicizia come possono fare solo due estrosi amici-attori.

In serata, nel litorale, presso la Villa Romana, nell’ambito di “Notti di Cinema” l’Associazione Eida propone la presentazione del libro “Storie di strada”, di Linda Trinchillo. Un aperitivo musicale che ripercorre il percorso di una giovane ragazza sarda che cercava da tempo la sua direzione e ha trovato, nella musica e nell’arte di strada, la sua nuova dimensione.

Giovedì 12 settembre il Dorian Festival farà tappa anche a Flumini con il Laboratorio di lettura espressiva in programma presso la Biblioteca di via Mar Ligure. I partecipanti scopriranno, tramite l’utilizzo del corpo prima e della voce poi, come riprodurre il carattere dei personaggi. Si procederà leggevo a voce alta, partendo dalla descrizione e dall’insegnamento delle principali figure legate agli archetipi vocali.

Venerdì 13 diverse iniziative anche in piazza Padre Pio, tornando quindi nella città compatta: l’Associazione Emozionamente propone “Inconshow” e “Dreamland”, Baetorra organizza il Summer Song Contest – Live Music e l’Associazione Wine Food Sardinia porta il suo “Note di Vino”. Mentre all’Old Tipsy di via Porcu alle 21:00 spazio al Jazz grazie all’Associazione il Formicaio, con il Trio composto da Peo Alfonsi, chitarrista di fama internazionale, Salvatore Maiore e Francesco Sotgiu.

Sabato 14 appuntamenti già dalla mattina, con il Dorian Festival che offre il corso PBLSD, con una particolare attenzione all’insegnamento delle tecniche adatte per salvare la vita ai soggetti pediatrici, i bambini e i preadolescenti. In viale Colombo, dalle 18:30 alle 20:00, l’Associazione Feel da Bounce organizza una serata tra creatività, ritmo ed energia. In una delle vie più frequentate di Quartu spazio alle esibizioni a ritmo di Hip Hop e Funk, portando un po’ di brio con la Street Dance. Mentre nel litorale gli Amici della Musica propongono nella chiesa di santa Maria degli Angeli un Mini Medievale nell’ambito della seconda edizione di Quartu Classica 2024. Tra il XIV e il XV secolo vennero compilati in area fiorentina e francese diversi lussuosi volumi manoscritti contenenti musica. Il duo formato da Lucio Garau ed Emanuele Buzi suonerà alcune di queste musiche utilizzando ricostruzioni contemporanee di due strumenti d’epoca: l’organo portativo e la viella.

Tags: libriManu InvisiblemusicaQuartu Sant'Elenaspettacolostreet artteatro
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  • 🙏🏻 C’è una storia che a Cagliari continua a tornare.
È quella di Sant’Efisio.

Una vicenda di martirio, fede e memoria collettiva.
Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.

Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂

🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.

📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis

Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿

⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli. 

🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria. 

📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza. 

La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗

📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿

📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo. 

⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese. 

🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale. 

In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭

Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.

👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it

📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.

🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.

⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.

🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.

👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.

👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.

🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.

📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola. 

🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.

🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.

👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.

Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟

Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.

🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️

🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.
 

Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.

🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia.
 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.

La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨

Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.

📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.

👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.

Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹

🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍

🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.

👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it

📸 Attilio Cusani
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