La Torre di San Giovanni di Sinis, schierata tra mare e cielo a pochi chilometri da Tharros, riprende a respirare a passo lento. Venerdì 13 marzo, alle 12, la Fondazione Mont’e Prama inaugura il secondo appuntamento di “Soglie”, il ciclo di installazioni site‑specific curato da Luca Cheri, che trasforma la struttura militare del XVI secolo in luogo di accoglienza e relazione.
Il punto di vista cambia: l’antico fortilizio non è più soltanto un presidio sul golfo di Oristano, ma un nodo di lettura tra archeologia, paesaggio e linguaggio contemporaneo. La Torre, costruita tra tardo Quattrocento e primo Cinquecento sull’altura che domina l’area di Tharros, resta un luogo di confine, investito dal maestrale e sospeso tra terra, mare e cielo. Con “Soglie” l’architettura di pietra non viene riempita, ma attraversata, come un’osservazione che si apre allo spazio e registra lo scorrere del tempo.
Protagonista di questa nuova fase è GianMarco Porru, che con l’opera “Al fiume si fa festa con i fiori” dialoga con la stratificazione culturale del Sinis. L’installazione si concentra sulla parola “Tirso”, non come dato linguistico da dimostrare ma come chiave evocativa che collega il fiume più importante della Sardegna alla Torre stessa. Il Tirso, che dal centro dell’isola scende verso il mare, entra nel lavoro come presenza attiva, attraverso suggestioni che avvicinano il nome al thyrsos, il bastone rituale di Dioniso, o al greco‑latino tyrsis, turris, torre.
Nello spazio circolare interno della Torre, Porru dispone grano, sale e fiori “come se fossero sistemati per la preparazione di una festa”, in un gesto che tiene insieme allestimento sacrale e intimità domestica. Da questo assetto emergono figure quasi visionarie, come un medico del fiume che modella terra e acqua per costruire strumenti magici, custode di saperi legati alla cura attraverso gli elementi naturali. Questa figura si trasforma poi nell’incarnazione di Dioniso, la cui presenza rituale si declina, nella geografia simbolica del Carnevale sardo, in Su Componidori della Sartiglia, sospeso in una benedizione propiziatoria.
“Soglie si inserisce nel ventaglio di esperienze curatoriali che vedono la Fondazione Mont’e Prama impegnata nel far dialogare il linguaggio contemporaneo con le radici archeologiche del Sinis”, sottolinea Anthony Muroni, presidente della Fondazione. “La Torre non è un contenitore neutro, ma parte attiva di un’opera che mette al centro la sostenibilità, l’ascolto e lo scorrere del tempo.”
Luca Cheri aggiunge che “l’opera dialoga con la stratificazione culturale del territorio, dalla prossimità con il sito archeologico di Tharros alla relazione con il fiume Tirso, elemento identitario del Sinis. Attraverso un linguaggio che intreccia ricerca visiva e memoria collettiva, l’installazione propone un’esperienza incentrata sulla relazione tra spazio, comunità e tradizione”.
L’installazione sarà visitabile negli spazi interni della Torre di San Giovanni dal 13 marzo al 31 agosto, compatibilmente con gli orari di apertura della struttura e con le condizioni meteo. Per informazioni e prenotazioni: 0783.370.019 – [email protected], rivolgendosi anche alla biglietteria dell’area archeologica di Tharros per verificare gli orari giornalieri.






































