Arriva a Cagliari #ciboperlamente, l’iniziativa con cui la casa editrice Zanichelli, in occasione del lancio dell’edizione 2021 del vocabolario Zingarelli, ha scelto di raccontare la bellezza della lingua italiana attraverso la storia e l’origine delle parole: le etimologie.

#ciboperlamente è un servizio di consegne a domicilio di curiosità lessicali mediante la distribuzione di un milione di cartoline in sette città: partito il 14 settembre da Milano, e dopo aver fatto tappa nelle settimane successive a Torino, Genova, Bologna, Firenze e Roma, il progetto si conclude nel capoluogo sardo da mercoledì 4 novembre a martedì 10.

Come nei servizi delivery di cibo che sono entrati a far parte del nostro quotidiano, l’iniziativa mira a solleticare l’appetito di cultura dei lettori attraverso la consegna a domicilio di parole: speciali “postini” Zanichelli in bicicletta (il servizio coinvolge le più grandi compagnie di corrieri a pedali che si occupano quotidianamente di consegnare in maniera etica ed ecologica) recapiteranno in diversi quartieri cittadini ventuno tipi di cartoline, con la spiegazione dell’etimologia di altrettante parole, una per ogni lettera dell’alfabeto, dalla A di “abbondare” alla Z di “zimbello”. Parole descritte e spiegate anche attraverso la forza delle immagini appositamente create da Fernando Cobelo, l’illustratore venezuelano di casa in Italia da anni, autore dei disegni delle nuove copertine dei dizionari Zanichelli, che lavora con metafore visive e immagini essenziali.

Tramite le cartoline illustrate si possono anche scoprire tante altre parole grazie all’offerta di tre mesi di consultazione di quattro dizionari digitali gratis. Il pubblico interessato a ricevere le cartoline ha anche la possibilità di ordinarle attraverso il sito ciboperlamente.zanichelli.it. Si può scegliere tra diverse tipologie di “menu di parole”, ciascuno con un proprio focus tematico: Menu tradizionale, Menu innovazione, Menu esotico, Menu del giorno, Menu turistico, Menu bimbi, Menu dello chef; le cartoline saranno consegnate gratuitamente a casa con un packaging realizzato in materiale riciclato da Comieco, il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, che raggruppa circa 3.300 aziende, tra cartiere, produttori, trasformatori e importatori di carta e cartone per imballaggio.

Parole da scoprire, parole da indossare: Forse, Nikefobia, Robot, Slogan, Yoga sono quelle che il marchio di moda Department Five ha scelto di stampare, insieme alle rispettive etimologie, su cinque diverse T-shirt basic-chic che si possono acquistare online; parole e etimologie che il brand fondato nel 2007 da Mario Cangini e Nicola Silvagni sente affini alla propria estetica, legata alla cultura della musica come fonte di ispirazione, riletta attraverso la lente della contemporaneità, e che ha trasformato in elementi di stile che catturano lo sguardo e invitano a un breve viaggio nella lingua.

Esaminare l’etimologia di una parola significa collocarla nel tempo e nello spazio, nel suo sviluppo, nei suoi rapporti. Zanichelli ha deciso di guardare alle radici del lessico, selezionando 400 parole dalle etimologie particolarmente significative che nell’edizione del nuovo vocabolario sono contraddistinte dal simbolo grafico di un alberello.

Quando se ne conosce l’etimologia, si comprende meglio la natura di una parola e la si usa nel modo più adeguato. Per esempio, l’aggettivo “attonito”, rispetto a possibili sinonimi come “stupito”, “meravigliato”, “sbigottito”, eccetera, ha etimologicamente il significato di “stordito dal tuono” (dal latino attŏnitu(m), da tonāre = tuonare): l’immagine che se ne ricava è diretta, rende bene l’idea. Lo stesso si può dire di “denigrare” che, rispetto ai sinonimi “diffamare”, “screditare”, “calunniare” ecc., acquista una connotazione particolare se si pensa al significato etimologico latino di “oscurare (una fama, una reputazione)” in quanto “tingere di nero (nigrare) completamente (de-)”.

Nella lingua italiana le etimologie sono prevalentemente di origine latina e greca. Ma non mancano quelle da altre lingue: per esempio “yoga”, voce sanscrita, che nell’induismo significa propriamente “unione” (tra l’individuo e l’Essere Supremo), dalla voce verbale yunákti, “congiunge”, corrispondente al latino iŭngere, “porre al giogo”. Oppure “slogan”, “breve frase usata nella propaganda o in pubblicità”, voce inglese proveniente dallo scozzese sluagh-ghairm, “grido (ghairm) di guerra (sluagh) di una tribù o di un clan”. Oppure, ancora, “tulipano”, dal francese tulipan, a sua volta dal turco tülbent , “turbante”, per la forma del fiore.

Le etimologie costituiscono anche una autentica risorsa nell’ambito della didattica, consentendo ai docenti di muoversi nella rete orizzontale (sincronica) o verticale (diacronica) delle parole, e nella pratica interdisciplinare. In ultima analisi, dato che usiamo il linguaggio per decodificare la realtà, una miglior comprensione del passato (linguistico) permette di avere una presa più ferma sul nostro presente e sul futuro.