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Premio Strega, svelata cinquina finalista: in gara Bajani, Terranova, Rasy, Nori e Ruol

Cinque autori e cinque romanzi tra memoria, identità e rinascita: ecco chi sono i finalisti del 79° Strega, in attesa del verdetto del 3 luglio a Roma

di Redazione
4 Giugno 2025
in Libri
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(Adnkronos) – Cinque voci forti, cinque storie che attraversano il tempo, la memoria, le relazioni e le rovine della contemporaneità: sono quelle che compongono la cinquina finalista del Premio Strega 2025, giunto alla 79/a edizione, annunciata questa sera dal suggestivo palco del Teatro Romano di Benevento e in diretta su RaiPlay. A proclamarla, Donatella Di Pietrantonio, vincitrice dell’edizione 2024, al termine di uno spoglio carico di emozione condotto da Stefano Coletta, che ha dato voce alla dozzina di scrittrici e scrittori in gara attraverso interviste serrate e appassionate. 

In testa tra i finalisti c’è il super favorito Andrea Bajani che ha ottenuto 280 voti: “L’anniversario (Feltrinelli), proposto da Emanuele Trevi, vincitore dello Strega nel 2021, è prima di tutto un romanzo di liberazione, che scardina e smaschera il totalitarismo della famiglia; Nadia Terranova con “Quello che so di te” (Guanda), 226 voti, candidata da Salvatore Silvano Nigro mette in scena la storia di una figlia e una madre, con la musica come ponte emotivo, e il mistero identitario di una donna in bilico tra mondi e generazioni; è un romanzo intimo e potente sulla scoperta e l’eredità emotiva. Elisabetta Rasy, con “Perduto è questo mare” (Rizzoli), 205 voti, proposta da Giorgio Ficara, propone una narrazione raffinata e storicamente evocativa che intreccia l’esilio e la cultura, attraverso la figura di una scrittrice del Novecento e il suo sguardo sull’Europa in fuga dal disastro. Paolo Nori, con “Chiudo la porta e urlo” (Mondadori), 180 voti, proposto da Giuseppe Antonelli, è un’opera personale, dolorosamente autobiografica, in cui l’autore affronta il tema della perdita del padre e il tentativo di decifrare il mondo attraverso la scrittura e la memoria. Michele Ruol, con “Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia” (TerraRossa), 180 voti, proposto da Walter Veltroni, è un romanzo dalla forte impronta ecologista ed esistenziale, che racconta i resti e le rinascite dopo la distruzione, con uno stile lirico e una struttura a frammenti. 

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Hanno espresso il proprio voto 626 giurati su 700 aventi diritto, pari all’89,4%, tra cui i 400 Amici della Domenica, 245 votanti esteri provenienti da 35 Istituti Italiani di Cultura nel mondo e altri voti collettivi da scuole, università, circoli di lettura e rappresentanti del mondo professionale e imprenditoriale. Accanto ai finalisti, hanno raccolto consensi anche altri titoli, tra cui Saba Anglana, Giorgio van Straten, Valerio Aiolli, Wanda Marasco, Deborah Gambetta e Renato Martinoni, a testimonianza della qualità e varietà della narrativa italiana contemporanea. 

L’appuntamento con il verdetto finale è fissato per giovedì 3 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, in diretta su Rai Tre, con la conduzione di Pino Strabioli. Alla vigilia della serata conclusiva, il 2 luglio, i finalisti incontreranno il pubblico al Museo Maxxi, durante Abracabook, il silent book party organizzato dalla Scuola Holden. 

Prima del gran finale, i cinque autori finalisti affronteranno un tour di 18 tappe in giro per l’Italia e l’estero, tra cui Varsavia (17 giugno), presso l’Istituto Italiano di Cultura, per continuare a dialogare con lettrici e lettori. L’importanza del Premio Strega è stata resa tangibile dalle parole della vincitrice 2024 Donatella Di Pietrantonio, con “L’ètà fragile” (Einaudi), che ha definito questo anno “magico, stregato, bellissimo”. “Dopo il Premio Strega – ha raccontato à ci vuole un fisico bestiale, e io non ce l’avevo, ma me lo sono inventato. Vengo da un lontano dalla letteratura e questo riconoscimento ha rappresentato per me un momento fondamentale per rafforzare la mia identità di autrice”. Sul futuro ha svelato di avere “qualcosa in incubazione”, ma per ora sente il bisogno di fermarsi per “ritrovare il necessario silenzio”. 

Dal fronte organizzativo, il direttore della Fondazione Goffredo e Maria Bellonci, Stefano Petrocchi, ha alimentato l’attesa per la finale: “A volte il voto che determina il vincitore mi sorprende, altre volte no. Ma mai come questa volta la cinquina era inattesa. Voglio lanciare questa aspettativa per la serata finale”. Il presidente della Fondazione Bellonci, Giovanni Solimine, ha sottolineato il valore sociale e culturale del Premio: “È evidente come i libri selezionati sappiano intercettare emozioni, desideri e interessi di un pubblico molto vasto. L’occasione di questa sera, con una partecipazione così numerosa, conferma che intorno ai libri si può davvero costruire comunità, attraverso l’incontro diretto tra autori e lettori”. 

Questa 79/a edizione è stata arricchita da un’inedita atmosfera astrologica: il Toto Strega, con circa 1.000 giocate online, ha affidato ai segni zodiacali – reinterpretati dall’artista MP5 – il compito di raccontare i dodici libri in gara. Ospite d’onore della serata è stato Simon & The Stars, che ha definito lo zodiaco “una perfetta macchina narrativa”, sottolineando il legame tra destino e narrazione. 

La serata di Benevento è stata organizzata dalla Città di Benevento, in collaborazione con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Strega Alberti Benevento, Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e Camera di Commercio di Roma, con il supporto di Bper Banca, Rai come media partner, e gli sponsor tecnici Librerie Feltrinelli e Sygla. 

Tags: adnkronoslibriPremio Stregaultimora
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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