C’era una volta la lotta per la retrocessione, le “provinciali” che si battevano fino al 90’ in avvincenti sfide che valevano la permanenza in A. Questo campionato invece, che da anni vede l’incapacità assoluta di qualunque compagine nel contrastare il dominio assoluto della Vecchia Signora, si è privato persino dell’ebrezza della lotta salvezza: Palermo, Crotone e Pescara occupano stabilmente le ultime tre posizioni della classifica e lo svantaggio rispetto al quartultimo posto sembra un ostacolo invalicabile per quanto mostrato dalle tre squadre fino ad oggi. Il Pescara ha persino tentato la carta Zeman dopo le dimissioni di Oddo, ma la vittoria per 5 reti a 0 contro il Genoa è solo un piccolo miracolo in una stagione davvero difficile.

Se il campionato perde di intensità e di emozioni nelle retrovie, a sorridere sono squadre come il Cagliari, a cui bastano i soli 4 punti raccolti nel mese di febbraio per ritagliarsi una posizione di classifica tutt’altro che scomoda. 3 dei 4 punti sono arrivati contro il Crotone, con il 2 a 1 firmato da Joao Pedro e Borriello; 1 punto e tanti rimpianti per il pareggio con la Sampdoria, in un match che ha visto la squadra sarda padrona del campo per lunghi tratti della sfida. Contro Atalanta e Juventus, invece, non c’è stata partita: l’Atalanta sta vivendo una stagione straordinaria, trascinata dal Papu Gomez verso posizioni che vogliono dire una sola cosa: Europa; non cadere sotto i colpi della Juventus, invece, era qualcosa che non si poteva chiedere agli uomini di Rastelli. Il divario tecnico e tattico tra le due squadre, come d’altronde tra la Juventus e buona parte della serie A, ha reso il passivo di 2 reti a 0 (doppietta di Higuain) un risultato non del tutto negativo.

Tra gli acquisti del mercato di gennaio sta trovando spazio Gabriel. Il portiere ex Milan si è preso la porta del Cagliari dopo appena un mese dal suo arrivo, rispedendo il connazionale Rafael in panchina; dopo Storari, la squadra sarda ha investito su un ragazzo promettente che fino ad oggi non aveva trovato spazio in A: il record di presenze risale alla stagione 2013-2014 quando Gabriel ha timbrato il cartellino 7 volte. Nella breve esperienza partenopea, invece, una sola presenza prima di rientrare alla base all’inizio di questa stagione. Per Ibarbo, arrivato per dare un aiuto in fase realizzativa alla squadra di Rastelli, qualche scampolo di partita e tanta voglia di fare bene; Cagliari, per lui, è un felice ritorno al passato: dopo 4 stagioni in rossoblù (dal 2011/2012 al 2014/2015) la carriera dell’atleta colombiano ha vissuto annate poco entusiasmanti con Roma, Watford, Atletico Nacional e Panathinaikos. Certo è che con un Borriello in questo stato di grazia resta davvero poco spazio là davanti: l’attaccante napoletano sta vivendo una delle sue migliori stagioni in A, rivelandosi un’importante scommessa vinta nella campagna acquisti estiva.

Continua a suscitare perplessità, intanto, il reparto arretrato. La media gol subiti, rispetto alla prima parte di stagione, è nettamente calata ma la sensazione è che con un migliore possesso palla (la media non raggiunge i 25 minuti a partita) e una minore superficialità nella gestione di alcuni palloni si possano evitare numerose occasioni da gol per gli avversari. Tuttavia, il fatto che la difesa abbia ora una guida, Bruno Alves, in grado di stabilire l’ordine e far ripartire la squadra è un fattore importante che fa ben sperare per il futuro; nel girone d’andata, infatti, anche il campione portoghese non era sembrato all’altezza delle aspettative che erano state riposte in lui. Ora invece, complice il miglioramento complessivo del rendimento della rosa, anche Alves sembra essere sulla via giusta per riprendere i suoi ritmi: del suo talento, come di quello dei suoi compagni, avrà bisogno questo Cagliari per restare lontano dalle ultime posizioni.