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Euro 2020: è un’Italia da impazzire

Gli Azzurri di Mancini superano anche il Belgio e approdano in semifinale. Tra la Nazionale e la finalissima c’è il pericolo Spagna

di Alessandro Fracassi
3 Luglio 2021
in Calcio, Italia & Mondo
🕓 3 MINUTI DI LETTURA
54 2
Nicolo Barella durante il match dei quarti di finale tra Italia e Belgio, 2 luglio 2021. ? Claudio Villa/Getty Images

Nicolo Barella durante il match dei quarti di finale tra Italia e Belgio, 2 luglio 2021. ? Claudio Villa/Getty Images

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Se è un sogno non svegliateci. Oltre ogni più rosea aspettativa, oltre i pronostici e le scaramanzie di rito: l’Italia in semifinale all’Europeo è una realtà concreta. Siamo onesti: nessuno, tra addetti ai lavori o semplici tifosi, avrebbe scommesso una sola fiche sull’Italia protagonista alla rassegna continentale: un mero sogno, relegato negli angoli più remoti delle aspettative di un Paese al quale gli Azzurri stanno restituendo progressivamente, e nel loro piccolo, sorrisi e spensieratezza spazzati via dalla pandemia. Se al mero risultato dell’Allianz Arena di Monaco di Baviera sottolineiamo anche la qualità di gioco espressa finora da Insigne & co., allora è lecito iniziare a sognare in grande.

La partita con il Belgio, la nazionale più forte al mondo ranking Uefa alla mano, è il classico esame superato a pieni voti dalla selezione di Roberto Mancini. E se abbiamo più volte sottolineato la forza del gruppo, il vero x-factor dell’Italia, stavolta non possiamo non menzionare il carattere e l’aggressività di una Nazionale che ha affrontato il più quotato avversario ad armi pari ma con immenso coraggio, la giusta dose di spregiudicatezza e un pizzico di umiltà. Ingredienti ai quali sommare il sangue freddo dei ragazzi azzurri nei momenti chiave del match: il rigore dubbio concesso al Belgio e alcune scaramucce di matrice rusticana tra i centrali di difesa fiamminghi e il duo Insigne-Barella, mattatori della notte magica in terra teutonica.

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Prestazione di livello quella dell’esterno offensivo partenopeo, in serata di grazia e sugli scudi dopo l’ottima gara d’esordio con la Turchia. Sarebbe esercizio di disarmante semplicità menzionare la pennellata che è valsa il 2-0 in quanto la partita di Insigne racconta molto più del meraviglioso gol del raddoppio: superiorità numerica costante (coadiuvato dallo sfortunato Spinazzola: per lui si parla di rottura del tendine d’Achille), dribbling mortiferi sui malcapitati avversari e tanta qualità nelle singole giocate. Se Insigne è monumentale, Nicolò Barella riesce nell’impresa di superarsi in ogni gara e che si tratti di Inter o di Nazionale non fa alcuna differenza. La serata dell’Allianz Arena è quella della consacrazione definitiva, a livello internazionale, del “tuttocampista” sardo: dal gol “alla De Bruyne” per capacità di inserimento unita a una chirurgica precisione nel tiro che ha sbloccato il match fino a una prestazione di sostanza – e al contempo di onnipresenza – “alla N’Golo Kanté”.

  • Lorenzo Insigne messo sotto pressione da Youri Tielemans. ? Claudio Villa/Getty Images

Note di merito anche per altri due pilastri della Nazionale: Marco Verratti ha dato sicurezza a tutto il reparto con la sua ormai datata esperienza internazionale, dettando i tempi della linea mediana azzurra con un’inconfondibile classe. Non analizziamo a fondo la prova di Jorginho per il semplice fatto che rischieremmo di essere ripetitivi: ci limitiamo a definirlo perfetto, impeccabile, anche dinanzi a due centrocampisti fisici come Tielemans e Witsel. Da standing ovation anche la prova di Giorgio Chiellini: in dubbio fino all’ultimo per un infortunio al flessore della coscia destra, il centrale juventino sfodera una performance senza sbavature. È una saracinesca, una diga dinanzi alla quale anche un gigante come Romelu Lukaku non riesce a sfondare. Guida il suo compagno di reparto Bonucci a una prova sontuosa e comanda il reparto con la consueta leadership da capitano.

Chiosa finale interamente dedicata all’artefice della cavalcata azzurra, il CT Roberto Mancini: continua a infrangere record su record, raccogliendo finalmente i frutti del noto processo di ricostruzione post fallimento di Giampiero Ventura. La vittoria sul Belgio è l’inno alla rivoluzione tattica del calcio in Italia: l’attitudine difensivista, “catenacciara” con la quale l’Italia si è laureata quattro volte campione del mondo, ha progressivamente lasciato spazio al 4-3-3 a trazione anteriore e fantasia che poco in comune ha con la tradizione calciofila nostrana. Martedì a Wembley gli Azzurri sfideranno i maestri del calcio offensivo moderno: la Spagna di Luis Enrique. Le Furie Rosse, nonostante le pesanti critiche mosse dalla stampa iberica nelle ultime settimane, sono riuscite a staccare il pass per la semifinale superando la sorpresa Svizzera ai calci di rigore. Non sarà la Nazionale di Sergio Ramos, di Fernando Torres o di Andrés Iniesta che ha dominato Europa e Mondo tra il 2008 e il 2012 ma la Roja, pur modificando gli interpreti, non muta l’impostazione tattica del suo gioco. Appuntamento quindi a martedì 6 luglio: solo una delle due compagini avrà il privilegio di godersi fascino e maestosità di Wembley per due gare consecutive.

Tags: azzurricalcioEuro 2020nazionale italiana
Alessandro Fracassi

Alessandro Fracassi

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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