Niente sorprese dal Forum di Assago, dove la Dinamo è stata sconfitta dalla EA7 Emporio Armani Milano con il punteggio di 86-77. Dopo la pesante batosta subita, in Fiba Champions League, ad Atene, per il Banco non c’è nemmeno oggi il modo per sorridere appieno. Ma entrambi gli impegni apparivano proibitivi e, anzi, in Lombardia i biancoblù non si sono mal comportati. Probabilmente Milano non era al meglio della propria condizione, ma per metà gara la Dinamo non ha demeritato e si è vista una partita divertente.

Primo quarto equilibrato, con coach Pasquini che proponeva il doppio playmaker (Stipcevic e Johnson-Odom) e le due squadre che si alternavano nei vantaggi. Gara più offensiva che difensiva, fino a questo momento, con la Dinamo che, come prevedibile, soffriva in particolar modo il pivot Miroslav Raduljica. Il periodo si chiudeva con una tripla dell’ex di turno, Rakim Sanders, che valeva il 24-20 meneghino.

La Dinamo partiva fortissimo nel secondo quarto e, con un parziale di 10-2, si portava sul 30-26. Milano non si lasciava irretire e trovava in Dragic l’elemento “risolutore” di questo momento di impasse. A metà frazione i padroni di casa rimettevano il naso avanti sul 32-30, poi si proseguiva con un punto a punto ed una partita piuttosto piacevole e spumeggiante. Sul finire della frazione la Dinamo perdeva qualche pallone e consentiva a Milano di allungare un po’ il passo, con Gentile che portava i suoi sul 41-37 a 1’40” dall’intervallo. Coach Pasquini chiamava subito time-out ed al rientro in campo i suoi recuperavano un punto. Si andava negli spogliatoi sul 42-39 dei “men in red”.

Avvio di terzo periodo tutto targato Olimpia Milano. 5-0 di parziale immediato e massimo vantaggio per i padroni di casa, sul 47-39. La risposta della Dinamo non tardava ad arrivare e, con cinque punti consecutivi di Carter, a 6’24” dalla terza sirena il punteggio vedeva i biancoblù indietro di due sole lunghezze (49-51). L’EA7 poteva contare su un Sanders in versione “triplete 2014/15″ e volava sul +7, 57-50, a 4’45” dalla terza sirena. Il vantaggio si dilatava ulteriormente poco dopo, con Gentile e ancora Sanders (61-52). Il quarto terminava sul 70-61 dell’Olimpia.

Il massimo vantaggio milanese arrivava dopo poco più di 2′ di gioco dell’ultima frazione, sul 74-63, con la Dinamo che ora pativa la difesa dei padroni di casa, diventata più aggressiva, e faticava non poco nelle sue azioni d’attacco. A 7’ dalla fine il Banco non approfittava pienamente di un fallo antisportivo fischiato a Raduljica e realizzava solo i due tiri liberi, questo dava il via libera a Milano per ritoccare il proprio massimo vantaggio, portandosi sul +13, 78-65 a metà frazione. L’Olimpia ora perdeva concentrazione, mentre la Dinamo sembrava non averne più. Nonostante ciò, Johnson-Odom non mollava e a 3’ dal termine della gara il tabellone diceva 80-72 per Milano. Un fallo tecnico fischiato a Dragic costituiva l’ultima possibilità di rimonta per il Banco che, però, sbagliava il libero ed il tiro sul successivo possesso. Il -5 colto poco dopo arrivava troppo tardi e non cambiava le sorti della partita.