Intervista a Igor Palomba, tra i top 40 downhiller italiani.

Per gli amanti della mountain bike che vogliono spingersi al massimo delle proprie potenzialità, ci sono due nuove discipline sportive, l’Enduro e il Downhill, sport in cui agilità, abilità e tecnica si sommano ad una buona dose di spericolatezza. Se avete tutto ciò o almeno l’incoscienza di provarci, vi serve l’abbigliamento del motocross (pettorina, protezioni molto robuste e casco integrale), una bici adatta e poi via a percorrere in velocità (fino ad 80 Km/h!), una pista per lo più in discesa.

Dove? Monte Forte e Monte Doglia nella Nurra, il Limbara a Tempio, l’Ortobene a Nuoro, Monte Pino ad Olbia e ancora Cabras e Sinnai; le realtà sarde esistono ma sono precluse al turista: mancano i bikepark con impianti di risalita e le piste sono segnate in modo spartano dagli stessi atleti, senza cartelli che indichino i percorsi né il livello di difficoltà (piste verdi, rosse e nere). “La Sardegna, purtroppo, non ha ancora investito in questo settore turistico-sportivo, rispettoso della natura e in piena espansione nel resto del mondo” sottolinea Gabriele Lamanna, Presidente della Mistral DH Alghero, squadra che dal 2012 partecipa a gare regionali e nazionali e ne organizza di proprie inserite nel campionato sardo. Con entusiasmo, Gabriele chiarisce le differenze tra i due sport da discesa compresi nel gravity, l’insieme delle discipline la cui propulsione è data dalla forza di gravità.

“La bici da downhill è strutturata solo per effettuare discese: ha un telaio robusto, sospensioni da moto e un’escursione della forcella sui 200 mm; il percorso che si effettua è composto da ripidoni, grossi salti da due a dieci metri, tratti tecnici con rocce e sconnessioni molto pronunciate; il discesista sale caricando la bici su un furgone ed affronta una discesa che in gara è singola e viene cronometrata; vince il miglior tempo della classifica generale e di categoria.

Nell’enduro, invece, l’escursione della forcella si aggira sui 120 mm e la struttura del telaio consente di pedalare ed effettuare degli spostamenti che entrano a far parte della gara stessa. I dislivelli del percorso sono minori, in gara si effettuano gli spostamenti relativi alle tre o quattro discese che si affronteranno e, mentre il trasferimento ha solo limiti di tempo per essere percorso, le discese vere e proprie sono cronometrate, sommate tra loro ed il tempo medio realizzato dal discesista determina il risultato; anche in una pista enduro non mancano i tratti tecnici e ripidi, ed i salti, ma c’è sempre una piccola percentuale di salita per ravvivare il percorso”.

Discipline simili, insomma, tra le quali ogni sportivo sceglie quella che più lo diverte.

Il settore femminile del gravity ha discesiste sarde che si fanno notare a livello nazionale e anche la Mistral DH ha i suoi campioni: Emiliano Musselli, olbiese, vincitore di quindici campionati sardi; il nuorese Enrico Di Cesare, nella cat. Allievi; il tredicenne sassarese, Riccardo Senes, primo della cat. Esordienti, e il campione sardo assoluto del 2014, dal 2015 nei top 40 del circuito Gravitalia, l’algherese Igor Palomba, ventun anni, che abbiamo intervistato.

 

Da sinistra: Gabriele Lamanna con Igor Palomba, Enrico Denanni ed Enrico Di Cesare

Da sinistra: Gabriele Lamanna con Igor Palomba, Enrico Denanni ed Enrico Di Cesare

 

Igor come hai scelto questo sport?

Provengo da una famiglia di motociclisti e fin da piccolissimo ho guidato le moto; poi verso gli undici anni ho conosciuto il mio Presidente e ho optato per il gravity, uno sport meno dispendioso economicamente del motocross ma altrettanto divertente!

Quanto allenamento serve?

Mi alleno dalle due alle tre volte la settimana, in palestra o facendo ripetute; poi il sabato proviamo le piste.

A chi consigli il gravity?

In buone condizioni fisiche, non ci sono limiti d’età, è uno sport per tutti ma da raggiungere per gradi, iniziando con il cross-country e poi proseguendo con l’enduro, fino ad arrivare al downhill, che non è irraggiungibile! Io alleno i bambini che, anche grazie alla loro incoscienza, arrivano ad ottimi risultati.

Hai un sogno?

Fare il campionato europeo e, un giorno, una gara di coppa del mondo. Io e la società ci mettiamo tutto l’impegno possibile ma occorrono tanti sponsor che al più presto ci auguriamo di avere!

 

Igor Palomba

Igor Palomba